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Rossella Ridella: Questa Moschea si deve proprio fare

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Intervento di Rossella Ridella, Resp.le Immigrazione, Welfare e Diritti, Segreteria PD Genova

Due anni fa la delibera della giunta comunale di Genova che prevedeva la collocazione di una moschea al Lagaccio (via Bartolomeo Bianco) fu votata all’unanimità. Oggi, sorgono dei dubbi ad alcuni alleati del governo cittadino e questi dicono: “ sì alla moschea ma pur che non venga fatta al Lagaccio”.

Questa situazione mi spinge a fare alcune riflessioni:

 a) E’ indispensabile e urgente consentire che i mussulmani abbiano un luogo di culto alla luce del sole e non decine di piccole moschee nascoste, situate in magazzini o garage.

Queste sono condizioni di rispetto per chi professa un’altra religione, ma anche condizioni di trasparenza e sicurezza del vivere sociale nella nostra città.

 b) Sono anni che il governo della nostra città  ha consentito l’avvio di un processo, trasparente e chiaro, che consentisse appunto la costruzione di un luogo di culto per i mussulmani, rinviare ulteriormente a chi gioverebbe?

 

Il rischio è che, dopo anni di fatica, il rinvio significhi non permettere di fatto  la costruzione di una moschea a Genova.

Tutti ricordano il capannone acquistato dalla comunità mussulmana di  via Coronata, che malgrado il placet della giunta Pericu, ha trovato tanta e tale opposizione da far considerare quel luogo non idoneo -“strada troppo stretta e zona sovraccarica” - e far individuare dalla giunta Vincenzi appunto il Lagaccio.

c) E’ bene ricordare l’importante passaggio del 2007 quando fu sottoscritto, tra l’Amministrazione Comunale e la Comunità Musulmana, un patto d’intenti.

Nel patto la concessione del terreno di Via Bartolomeo Bianco al Lagaccio (per circa 90 anni) era vincolata alla cessione all’Amministrazione di una parte del terreno del capannone di via Coronata per consentire l’allargamento della strada, oltre alla creazione da parte della stessa comunità di  una fondazione (come proprietaria e garante della gestione trasparente della moschea) con uno statuto che proclamasse il rispetto della Carta Costituzionale Italiana, della democrazia, il riconoscimento dei diritti delle persone e in particolare i diritti di genere.

La fondazione   è stata costituita, certamente attraverso un processo faticoso da parte della Comunità Mussulmana. Ora che lo statuto esiste,  cosa vorrebbe dire per tutti i mussulmani che hanno condiviso e accettato le richieste dell’Amministrazione trovarsi di fronte  un nuovo rinvio o meglio un dignego di fatto?

Penso alla fatica fatta dai mussulmani moderati per accogliere dalla loro comunità queste richieste, alla delusione e all’amarezza conseguente, se l’Amministrazione non procede. Moderati  che finirebbero  all’angolo e certamente prevarrebbero posizioni meno aperte.

 

d) Non si può che condividere l’intero l’intervento di Giuliano Amato su Reppublica dell’ Epifania ma in particolare che:

L’amministrazione comunale genovese sta facendo moltissimo in termini di civiltà e in termini di sicurezza……

Penso che il Consiglio Comunale - non solo il centro sinistra- debba riflettere sul mondo. Una decisione sulla moschea non riguarda questo o quel quartiere di Genova, riguarda gli occhi con cui il mondo guarda l’Italia, e Genova è una delle vetrine principali del sistema italia.”

 

d) Torniamo al locale e alla paura che la moschea svaluti le proprietà immobiliari.

I dati dell’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia del territorio, che si basa esclusivamente sulle transazioni effettuate ( compravendite di case e non su valutazioni), a fronte di flessioni registrate, ad esempio, a Sampierdarena, evidenzia che il Lagaccio ha una performance paragonabile a zone assai più nobili come Albaro e Nervi. Al Lagaccio  l’andamento tiene, dal punto di vista dei prezzi medi delle case, anzi guadagna perfino qualche centinaio di euro.

Bisogna guardare   alla costruzione della moschea come  a un fatto che potrebbe qualificare meglio l’area in questione. Certamente un luogo di culto, curato e frequentato,  porta un miglioramento della zona, appunto via Bartolomeo Bianco , oggi isolata, poco frequentata e poco curata.

 

Queste riflessioni non possono non far pensare  che qualunque sia il motivo di dubbio, anche  legittimo,  rispetto alla non idoneità della moschea al Lagaccio,  questo si confronta con un processo ormai avanzato che interrotto   provocherebbe ripercussioni dannose e darebbe vantaggio a chi come la Lega Nord nega ogni legittimità di professare, alla luce del sole, ai musulmani il loro credo.

 

 
 
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