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Evento: 'La Persona Umana Nella Costituzione' Print
  Assemblea
Data: Venerdì, 18 Marzo, 2011 ore 17:30
Durata: 2 Ore

Venerd?¨ 18 marzo, alle ore 17,30 a Palazzo Ducale, presso la Sala del Munizioniere, Convegno "La persona umana nella Costituzione". Intevengono Valerio Onida, Presidente Emerito della Corte Costituzionale; introduce Matteo Cosulich, docente universit?† di Trento


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  • Il 9 e 10 giugno si vota in Sicilia per le amministrative

    Domenica 9 giugno (dalle ore 8.00 alle 22.00) e lunedì 10 (dalle ore 7.00 alle 15.00) si voterà per il rinnovo dei Sindaci e dei Consigli comunali in 4 capoluoghi siciliani (CATANIA, MESSINA, RAGUSA, SIRACUSA), in 35 comuni superiori e 103 comuni inferiori.
  • Amministrative 2013 - al voto il 26 e 27 maggio - contiene elenco comuni al voto, scadenzario elettorale e nuova modulistica 2013 - come si vota - istruzioni rendiconti consigli comunali

    II ministero dell'Interno ha annunciato per i giorni di domenica 26 e lunedì 27 maggio 2013 lo svolgimento delle consultazioni per l’elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli comunali, nonché per l’elezione dei Consigli circoscrizionali.
    L’eventuale turno di ballottaggio avrà luogo domenica 9 e lunedì 10 giugno 2013. Nella stessa data si voterà per i comuni della regione Sicilia, (4 capoluoghi, 35 comuni superiori e 103 comuni inferiori)

    I Comuni al voto nella primavera 2013 sono i seguenti: 20 capoluoghi, 111 comuni superiori ai 15.000 abitanti e 577 comuni inferiori, in totale 708 comuni.

    In allegato l'elenco completo dei comuni, lo scadenzario elettorale, la nuova modulistica 2013, il come si vota e istruzioni rendiconti consigli comunali...

    Inoltre in Valle d'Aosta, il 26 maggio (in unica giornata), si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale. La presentazione delle liste avrà le scadenze del 21 e 22 aprile.
  • Il 24 maggio tutti a piazza San Giovanni
    Tutto pronto per la manifestazione di chiusura della campagna elettorale per le amministrative
    Un’opera d'arte dal titolo 'Roma è vita' da creare sul palco grazie al contributo di scrittori e artisti di strada e poi tanta musica con star del jazz come Danilo Rea e Stefano Di Battista e cantanti quali Velvet, Er Piotta e la cantautrice romana Grazia Di Michele, la 'prof' del programma televisivo 'Amici'. Il candidato sindaco del centrosinistra Ignazio Marino ha presentato la manifestazione di chiusura della campagna elettorale per le amministrative, che si terrà venerdì 24 maggio in piazza San Giovanni. “Piazza San Giovanni è una piazza simbolica della nostra democrazia, del centrosinistra e delle persone perbene – ha detto Marino -. Vogliamo così dimostrare la differenza con l'amministrazione cupa di Alemanno che ha solo aiutato gli amici degli amici”. La manifestazione, dal titolo 'Daje! Musica e parole per cambiare Roma', sarà condotta da Dario Vergassola - con interventi di Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Max Paiella, Max Bruno, Giobbe Covatta, Francesca Reggiani, Massimo Wertmuller - e vedrà sul palco, a partire dalle 17.30, l'alternarsi di diversi artisti: l'apertura della serata toccherà alle bande dei municipi - 'un segnale per far capire che vogliamo coinvolgere da subito le periferie' ha spiegato Marino - poi sarà la volta di Danilo Rea, Stefano Di Battista, Velvet, Er Piotta, Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso, Massimo Bubola e Grazia Di Michele. Ma Marino sottolinea che “Tanti altri artisti ci stanno contattando e si aggiungeranno”. Trenta alberi saranno donati ai parchi cittadini, ha fatto sapere Marino, per compensare le emissioni di co2 prodotte durante l'evento. “Tutta la Roma democratica e per bene è inviata a piazza San Giovanni il 24 maggio- ha detto Marino -. Sarà una grande festa, ci riprenderemo finalmente una piazza storica e simbolica della nostra città” Anche il segretario nazionale del Pd Guglielmo Epifani ha chiamato a raccolta il popolo del centrosinistra per l’evento di piazza San Giovanni del 24 maggio. “Alle Politiche a me piangeva il cuore a vedere che quella piazza non era nostra – ha detto -. Dobbiamo tornare in piazza San Giovanni ed essere in tanti, per vincere”. L’hashtag per seguire la manifestazione su twitter sarà #tuttiasangiovanni
  • Franceschini: "Dobbiamo mettercela tutta senza cercare applausi"
    Intervista a Dario Franceschini di Marco Castelnuovo - La Stampa
    Ministro Franceschini, il primo provvedimento del governo ha avuto una genesi un po` complicata. «Tutto è complicato. È una situazione di emergenza, di blocco del sistema politico. Un governo tra avversari politici - lo siamo stati e lo saremo non è facile». Il primo provvedimento ha sospeso il pagamento dell`Imu. Era la priorità? «Non riguarda solo l`Imu, ma è incentrato su altre due misure: il rifinanziamento della Cassa integrazione e la proroga dei contratti per i precari della PA. È un provvedimento finalizzato a fronteggiare l`emergenza». Ma è passato come la prima vittoria di Berlusconi. «Questa cosa che l`Imu sia stata fatta per accontentare l`elettore di centrodestra e che il rifinanziamento della Cig invece per chi ha votato centrosinistra è assurda. Non è così. Sono misure che aiutano tutti gli italiani. Ho l`impressione che non abbiamo messo bene a fuoco la gravità della crisi. Per questo c`è questo governo: per risolvere i problemi. Chi sospendeva l`Imu o rifinanziava la Cig se fossimo stati in campagna elettorale?». Anche a scapito del consenso? «Aspettarsi consenso e entusiasmo nel nostro elettorato o in quello del Pdl è illusorio. Ma il governo si deve muovere su due direttrici: la prima è risolvere le questioni economico e sociale, la seconda è continuare a collaborare per cambiare il sistema politico e istituzionale. Se diamo risposte, la gente apprezzerà». Le riforme... dibattito stucchevole, non trova? «Lo capisco, sono trent`anni che se ne parla. Ma bisogna spiegare che l`attuale sistema è un freno che rischia anche di portare alla paralisi. In fondo, cambiare l`assetto dello Stato è un`altra riforma economica». Ma senza toccare alcuni temi - tipo la giustizia - altrimenti la tensione sale talmente tanto da rischiare di fare cadere il governo, giusto? «Teniamo la vicende processuali separate dalle vicende politiche». Il nodo Giustizia non si esaurisce nei guai giudiziari di Berlusconi. «Molte cose non funzionano nella giustizia italiana. Si pensi alla perdita di competitività dovuta alla lentezza dei processi civili, o all`assenza di risorse per il Penale. Due terzi di detenuti nelle carceri italiane sono ancora in attesa di sentenza definitiva e dunque non colpevoli per la nostra Costituzione». Eppure in commissione Giustizia è depositata la riforma delle intercettazioni. «L`ho detto prima e lo ripeto. Ci sono distanze tra noi e il Pdl. Io credo che come metodo di lavoro si debba andare veloci nelle cose sulle quali siamo d`accordo». E su quello su cui non siete d`accordo? «Ci sono tre possibilità: Litighiamo e basta; togliamo i temi divisivi dall`agenda; cerchiamo delle mediazioni, almeno ci proviamo. Senza bandiere e senza cedimenti sui principi costituzionali. Io sono per la terza». Sull`Imu la bandiera è stata piantata. «Un governo come il nostro, per sua natura, deve cercare la sintesi. Per questo è utile evitare di dire "ho vinto io". Non so quanto durerà, ma fino all`ultimo giorno abbiamo il dovere di mettercela tutta, senza cercare applausi». Altro tema che divide è quello della legge elettorale. «Un passo alla volta. Prima bisogna mettere mano alla forma di Stato e di Governo. Come possiamo fare una legge elettorale se non sappiamo ancora se avremo un assetto bicamerale o monocamerale? Il semipresidenzialismo o il cancellierato? » Se ne riparla tra un anno, quindi. «No. Dobbiamo intanto approvare una sorta di "norma di salvaguardia" che eviti di votare col Porcellum anche se si dovesse fallire il percorso di riforme costituzionali. Del resto le storture del Porcellum sono finite anche sotto la lente della Corte costituzionale». Quali cambiamenti farete? «Ne parliamo mercoledì con i capigruppo». Molti cittadini restano arrabbiati, lei ne è stato recentemente testimone. Non avete paura che la protesta possa tracimare? «In questo periodo si salda il massimo di difficoltà economica con il minimo di credibilità della politica. Bisogna incanalare la rabbia verso una protesta sempre civile. In questo, credo che i 5 stelle possano svolgere un ruolo» La rabbia sale anche nel suo partito, il Pd. Non pensa che il dibattito precongressuale non possa che acuire le tensioni anche all`intero del governo? «Il Pd ha attraversato una crisi evidente, Epifani è un punto di svolta. Il dibattito precongressuale può essere virtuoso o lacerante. Dipende da noi».
  • Letta: "Il lavoro è il cuore del mio impegno, già abbiamo stanziato un miliardo"
    Intervista a Enrico Letta di Francesco Bei - La Repubblica
    LETTA ritiene di averlo chiarito già nel discorso programmatico alla Camere, «basato sulla centralità del lavoro» e con «l`impegno che sto portando in Europa sull`occupazione per i giovani in vista del Consiglio europeo di giugno». Per questo bruciano le accuse di non aver fatto nulla. Anche il primo provvedimento del Consiglio dei ministri, preso venerdì, secondo il premier dimostra la concentrazione del suo governo per alleviare questa sofferenza del paese. «Il primo decreto - ricorda - costa 1.040 milioni, di cui 1000 sono contro la disoccupazione e 40 sul resto. E non c`è soltanto il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, ma anche l`aiuto immediato ai precari della Pubblica amministrazione e lo sblocco dei contratti di solidarietà». Fatti concreti. E tuttavia c`è un`altra questione che, almeno sul piano dell`immagine, per Letta ha appannato il risultato raggiunto faticosamente venerdì. In questo caso il governo non c` entra nulla. Ma un Cavaliere in piena campagna elettorale ha rivendicato solo a se stesso il merito della sospensione dell`Imu, come se non fosse stato fatto altro, mettendo di nuovo nell`angolo il Pd. Il premier a questa rappresentazione non ci sta. «Bisogna finirla con questa logica assurda per cui Berlusconi vince sempre e il Pd perde sempre». In questo caso, poi, i fatti direbbero «l`opposto». Se appunto l`Imu è stato solo rinviata e il grosso delle risorse è stato postato sul lavoro, significa che in concreto Berlusconi non ha portato a casa nulla. «Gran parte della manovra è dedicata ai temi cari al centrosinistra, compresi i precari della pubblica amministrazione e i contratti di solidarietà». Sostenere il contrario per Letta «è semplicemente incredibile». Una critica rivolta certamente a Berlusconi ma anche alle tante voci infiammate della piazza Fiom. Se il governo ha provveduto venerdì a tamponare le falle più vistose - Cig, Imu, precari - per il premier è comunque in Europa, al Consiglio europeo di giugno, che andrà giocata «la vera battaglia». Con un alleato forte come Hollande. Con il presidente francese Letta ha discusso della possibilità di anticipare il più possibile l`utilizzo di quei 6 miliardi già previsti dal programma "youth guarantee". E se non si potrà spenderli nel 2013, il proposito è che vadano a finanziare un piano per l`accesso ai giovani nel mondo del lavoro a partire dal primo gennaio 2014. Ma 6 miliardi di euro spalmati su 27 paesi sono una goccia nel mare. C` è bisogno di fare di più, molto di più. Dal Consiglio Ue l`Italia vorrebbe uscire con una decisione politica forte sulla cosiddetta "golden rule", in modo da scorporare i fondi per l`occupazione dal calcolo del deficit strutturale. In sostanza la parte nazionale del finanziamento europeo non conterebbe ai fini dell`obbligo di pareggio di bilancio. Una volta fuori dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, per l`Italia sarebbe inoltre possibile varare anche misure "one-off” (una tantum) per dare una scossa all`occupazione. «La lotta alla disoccupazione giovanile - spiega Letta - diventerà il vero punto delle nostre politiche». Tra fondi nazionali e fondi sociali europei, al ministero dell`Economia calcolano che la forza d`urto da riversare sull`occupazione potrebbe arrivare a 12, forse 15 miliardi di euro. Allora sì che farebbero la differenza. Sul piano interno il «pacchetto occupazione» è già allo studio del ministro Enrico Giovannini. Punta su una revisione di tutte le politiche attive sul lavoro oltre che sugli sgravi fiscali perineo assunti. L`intento è quello di partire da un rafforzamento delle agenzie per l`impiego, rivoluzionando un modello stantio che vede oggi passare appena il 5% delle assunzioni dalle vecchie agenzie di collocamento. Il modello, come sempre, è il Nord Europa scandinavo. Il metodo, invece, è quello del «dialogo sociale» nel triangolo governo-imprenditori-sindacati. Un esempio lo si è avuto giovedì scorso, quando il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha telefonato a Letta durante la cena con i leader di Cgil, Cisl e Uil per informarlo dei passi avanti fatti sul problema della rappresentanza sindacale. Questo è quello che il premier rivendica di aver fatto finora, ad appena un mese dal giuramento al Quirinale. «In questa fase - ammette - non possiamo fare di più. Allargare i cordoni della borsa, come si faceva in passato, non è possibile. Da qui a settembre è il massimo che possiamo fare. Poi, dopo le elezioni tedesche, speriamo che l`Europa cambi passo». Niente rinvio dell`aumento dell`Iva, purtroppo, e niente sospensione per l`Imu sui capannoni. «Capisco le difficoltà dei commercianti e di chi ha attività produttive. Ma l`Imu sui capannoni vale 7 miliardi di euro e non li abbiamo». La situazione resta difficilissima e non va persa per Letta la consapevolezza della drammaticità del momento. «Il circo mediatico, i partiti e anche diversi ministri - è lo sfogo finale - non hanno ancora capito qual è la nostra situazione. Ecco perché dobbiamo procedere con molta cautela».
  • Epifani: "Pd all'attacco per risalire la china. La nostra priorità è il lavoro"
    Intervista a Guglielmo Epifani di Simone Collini - L'Unità
    La lealtà nei confronti del governo Letta, il monito a Berlusconi, gli appelli al gruppo dirigente del Pd e le iniziative per incontrare e rimotivare militanti ed elettori perplessi, delusi, anche infuriati. Passata una settimana da quando è stato eletto segretario, Guglielmo Epifani parla di quel che il Pd deve fare per «risalire la china», dell`impegno che il partito deve mettere nella sfida delle amministrative (lui ieri era a Roma con Marino, oggi sarà ad Avellino e domani a Siena al fianco dei candidati sindaci), delle altre battaglie politiche e sociali. A partire da quella, prioritaria, del lavoro per i giovani («È la vera grande emergenza del Paese»). E di come «mettere in sicurezza» la legge elettorale (tornando al Mattarellum) prima che si concluda il percorso delle riforme istituzionali. La giornata di ieri è stata caratterizzata dal corteo della Fiom, dal quale sono arrivate critiche al Pd per la mancata adesione. Epifani dice: «Noi stiamo al fianco dei lavoratori con le scelte concrete, perché il problema non è stare in piazza ma ascoltarla e dare risposte. Questo è esattamente quello che ha fatto il governo, che è ripartito dal lavoro». Rifinanziamento della cassa integrazione, rinnovo dei contratti per i precari statali, sospensione dell`Imu: come giudica i primi atti del governo? «Vanno nella giusta direzione. Naturalmente, bisogna essere chiari, resta uno scarto tra la gravità della condizione economica e gli spazi della manovra della politica del bilancio, che si sono ulteriormente ridotti per via dell`attuale, difficile congiuntura». Eppure lo stesso Monti, mesi fa, aveva parlato di una luce in fondo al tunnel: lei non la vede? «Non c`è alcuna luce, siamo ancora nel tunnel e in fondo ci sono due strade: una che prosegue nell`andamento negativo, una che ci può portar fuori. Ma bisogna fare le scelte giuste per imboccare la seconda strada, non è automatico che la si prenda». Però ci sono vincoli europei che possono limitare l`autonomia di azione del governo, non crede? «Purtroppo siamo dei sorvegliati in Europa, ma a giugno c`è la decisione relativa alla nostra condizione e, se usciamo da sotto la lente, potremmo avere più spazi e anche liberare risorse che possano favorire il lavoro dei giovani. Questo però non basta e bisogna che Letta, come ha già fatto, approfitti del quadro che si sta modificando in Europa, perché di teorici dell`austerità ne vedo sempre meno, e prenda insieme ad altri la guida del fronte che chiede più politiche di investimento». L`operazione richiederebbe comunque mesi per produrre effetti: possiamo permettercelo? «No, non bisogna aspettare mesi. Giugno sarà uno spartiacque, ci potrà dare un po` di respiro ma soprattutto dovrà farci compiere qualche passo avanti nelle risposte alla crisi e nel realizzare un po` di politiche per lo sviluppo». Le dovrebbe fare un governo che oltre che dal Pd è sostenuto dal Pdl: è sicuro che sia possibile? «Con Berlusconi i patti devono essere chiari, proprio perché c`è un governo di servizio e una congiuntura economica peggiore di quanto tutti ci aspettassimo. Il centrodestra finora ha portato avanti due operazioni: tenere in permanente tensione il governo con questioni giudiziarie e provare a intestarsi tutto e il contrario di tutto. Questo film lo abbiamo già visto alla fine del governo Monti, quando da un giorno all`altro Berlusconi ha tolto l`appoggio. Oggi non può funzionare così. Se si crede utile la funzione di servizio del governo, lo si faccia lavorare». C`è chi sostiene che questo sia un governo di pacificazione: lei lo interpreta così? «No, quella è una lettura ideologica senza fondamento. Questo è un governo al servizio del Paese, che deve compiere le scelte necessarie. Non è un governo di pacificazione ma di responsabilità condivisa». Responsabilità condivisa con Berlusconi, che subito ha cantato vittoria per la sospensione dell`Imu? «Berlusconi dobbiamo incalzarlo a tenere un profilo di rispetto dell`autonomia e delle scelte del governo, sostenendolo lealmente. Con l`Imu Berlusconi si intesta un merito del governo. Peccato si scordi che la sua vera promessa elettorale era la restituzione di quanto pagato e la cancellazione dell`Imu». C`è il rischio che il Pd continui a giocare di rimessa? «No, se svolgiamo come si deve il nostro compito, che è duplice: sostenere lealmente il governo, mettendoci la faccia perché un`avventura così difficile non la si affronta con la paura, e contemporaneamente dobbiamo riprendere l`iniziativa autonoma del Pd sui temi che riteniamo essenziali». E che sarebbero? «Ho già detto che serve più Europa. E poi c`è la vera grande emergenza del Paese: il lavoro dei giovani, sul quale presenteremo presto nostre proposte molto precise. Non dimentichiamo poi che c`è un processo riformatore delle istituzioni da affrontare, provando però a mettere da subito in sicurezza il sistema elettorale perché non si può tornare al voto con l`attuale legge». Pensa a rapide correzioni da fare al Porcellum? «È una strada che non mi convince perché resterebbero comunque i problemi irrisolubili di quel sistema. La soluzione giusta a mio parere sarebbe invece un ritorno al Mattarellum corretto». Come pensa di poter gestire tutti questi fronti, il Pd, considerando anche quanto accaduto negli ultimi tempi e un imminente congresso da svolgere? «Ci riuscirà sicuramente se sarà capace di risalire la china dalla condizione in cui è caduto. E per far questo ci sono due obiettivi da tenere insieme. Il primo, certamente, è stemperare il clima nel gruppo dirigente. Non nel nome di una generica richiesta di collaborazione tra tutti, ma di assunzione lucida e razionale di un principio di responsabilità, perché un Pd che imploda o crolli non sarebbe tollerabile per il Paese. E un rischio che abbiamo corso ma che non essendo ancora scongiurato ci deve impegnare a mettere in sicurezza il nostro partito. Il secondo obiettivo riguarda il rapporto con i nostri elettori, i nostri iscritti, con la realtà dei circoli, insomma con il nostro popolo. E su questo terreno abbiamo ancora molto da fare: i passaggi rapidi che ci sono stati, le conclusioni a cui siamo arrivati partendo da posizioni assai diverse, il fatto che non si sia discusso adeguatamente tra noi sulle scelte compiute, tutto ciò ha lasciato aree di fortissima insofferenza da cui bisogna ripartire». Come pensa di affrontare la questione? «Proporrò di fare una campagna generalizzata di assemblee, prima che il congresso parta. Penso a una serie di discussioni, incontri, appuntamenti dove vengono spiegate da parte dei gruppi dirigenti le scelte compiute ma in cui vengano anche ascoltate le ragioni anche di chi non la pensa allo stesso modo». Tra una settimana c`è il voto amministrativo: il Pd ha sottovalutato questo appuntamento? «C`è stato uno scollamento per cui sembrava che questo piano non fosse connesso con le scelte compiute nell`ultimo mese ma ora dobbiamo assolutamente mobilitarci, dobbiamo riconnettere l`impegno di tutto il Pd a fianco dei nostri candidati e rimotivare una parte del nostro elettorato e dei nostri circoli che mantengono una propria criticità». I riflettori saranno puntati su Roma: previsioni? «Con Zingaretti abbiamo ripreso la guida della Regione. Con Marino possiamo e dobbiamo riprendere la guida della città dopo questi anni di cattivo governo di Alemanno». Dopo le amministrative partirà la fase congressuale: cosa dice dei tanti candidati già in campo? «Il congresso non deve essere sulla scelta di un nome ma sul rilancio dell`azione del Pd. E dovrà essere preparato bene. Veniamo da settimane di lacerazione, occorre ristabilire subito un clima di concordia e aprire una discussione col nostro popolo». Potrebbero esserci modifiche allo statuto, magari per non far più coincidere la figura del segretario con quella del candidato premier? «Questo è un tema che abbiamo già affrontato nelle primarie precedenti e che ovviamente andrà ripreso e sistemato. Io ritengo di gran lunga preferibile seguire un modello europeo, dove il partito ha un suo segretario e poi si sceglie il candidato premier». Ha sentito Prodi dopo la sua elezione a segretario? «Sì, perché al di là dell`antica amicizia che ci lega ritengo che abbiamo tutti un torto evidente nei suoi confronti, così come anche nei confronti di Marini. L`ho chiamato per dirglielo e abbiamo deciso di vederci nei prossimi giorni». Perché il Pd non era al corteo della Fiom? «Il Pd era presente con una sua delegazione, ma il punto non è essere o no in piazza, bensì ascoltarla e saper dare le giuste risposte. Noi intendiamo stare vicino ai metalmeccanici e a tutti i lavoratori con le scelte concrete che siamo impegnati a favorire. Al governo abbiamo chiesto che mettesse al primo posto il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, e questa è stata la prima scelta compiuta. Insieme abbiamo evitato il licenziamento di tanti lavoratori precari della pubblica amministrazione e il ripristino dei contratti di solidarietà. È esattamente la prova di come il Pd intende stare a fianco della condizione del lavoro».
  • Epifani: “Con Marino riporteremo speranza e fiducia a Roma”
    Il segretario del Pd: "Il 24 maggio dobbiamo essere tanti a piazza San Giovanni"
    “Ignazio Marino è il candidato sindaco giusto perché è la persona più lontana possibile da Alemanno. Vogliamo riportare speranza e fiducia a Roma e con Marino ci riusciremo”. E’ quanto affermato dal segretario nazionale del Pd, Guglielmo Epifani, nel corso dell’iniziativa a cui ha partecipato a Roma, in piazza Santa Maria Liberatrice a Testaccio, insieme al candidato sindaco di centrosinistra Ignazio Marino. “Ce lo vedete Ignazio che colonizza le municipalizzate? - ha aggiunto - Ce lo vedete Ignazio che da ragione ai poteri forti e non ai cittadini? Ce lo vedete Ignazio che pensa solo al centro e non alle periferie? Beh, io non ce lo vedo: per questo credo sia la persona giusta. Sta facendo un grande sforzo”. Secondo il segretario del Pd “dobbiamo, con Marino, riconquistare una città che si lascia alle spalle 5 anni di governo che l’hanno lasciata peggiore di come Alemanno l'ha trovata. E' una città degradata, che ha perso oltre al cuore, anche la manutenzione urbana. Si è occupato tutto il potere possibile, per questo bisogna cambiare”. “Non possiamo lasciare alla destra la città più importante, porta vera per il mondo, ora è tempo di cambiare, ora arriva il tempo di Roma” ha detto ancora Epifani, che ha fatto gli auguri a Marino e “a tutti i cittadini romani”. A proposito del comizio di chiusura della campagna per le amministrative, prevista i piazza San Giovanni il prossimo 24 maggio, Epifani ha detto: “Alle Politiche a me piangeva il cuore vedere che quella piazza non era nostra. Dobbiamo essere tanti e ci torneremo, se ci sarà il ballottaggio finale, per vincere”. E ai giornalisti che gli chiedevano della manifestazione della Fiom Epifani ha risposto: “il problema non è stare in piazza, ma ascoltare la piazza e dare alla piazza le risposte” “Quando una forza politica sostiene un governo, il suo primo imperativo è dare risposte alle persone che pongono problemi. Esattamente ciò che ha fatto il governo. Oggi in piazza si è detto 'ripartire dal lavoro', il governo è ripartito esattamente da quello. Il primo provvedimento che ha preso è stato il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per un miliardo, la proroga dei contratti dei precari nelle pubbliche amministrazioni, il ripristino dei contratti di solidarietà. Queste misure parlano della condizione del lavoro, soprattutto nei settori più esposti della società, pmi e precari”. “Sostenere un governo di servizio è una responsabilità che ci siamo presi e che intendiamo portare avanti con rigore. Il Paese ha bisogno di risposte”. “Berlusconi si prende il merito dell'Imu? – ha aggiunto - Mi viene un sospetto: l'enfasi di ieri nasconde un problema per lui. Aveva chiesto di riavere i soldi del 2012 e non ci sono, ma c’è la riforma della tassa. Quindi lui può dire che ha vinto, ma non è così”. Il candidato sindaco, Ignazio Marino, ha detto: “Il nostro obiettivo è quello di dare idee, condividerle con i cittadini, e insieme far rinascere questa città. E noi questo lo faremo nei prossimi dieci anni. Cambieremo finalmente questa città”. “Con la riduzione delle competenze inutili di cui il Campidoglio si è avvalso in questi anni si potranno risparmiare diversi milioni di euro da investire sul versante dell'emergenza abitativa, chiudere i residence e dare con quei soldi 700 euro mensili a famiglia come aiuto a sostenere le spese dell'affitto” ha aggiunto, ricordando uno dei punti salienti del suo programma per Roma.
  • Governo, Zoggia: "Da Grillo bugie per non ammettere errori"

    "Quella di mentire sapendo di mentire è ormai diventata per Grillo una consuetudine. E’ davvero incredibile, da parte sua, sostenere che M5S abbia fatto di tutto per stringere un’alleanza con il Pd. E ancora più incredibile aggiungere che il Pd non abbia mai nemmeno avanzato una proposta in questo senso". "Si vada a rivedere, Grillo, l’incontro in diretta streaming tra Bersani e i capigruppo del suo partito. Ritiene quello tenuto da Roberta Lombardi in quell’occasione il comportamento di chi fa di tutto pur di trovare un accordo?". "Invece che sfidare il senso del ridicolo, Grillo ammetta i suoi errori e non si nasconda dietro alle bugie".
  • Governo, Bindi: "Berlusconi farà conti con programma Letta, che non è il suo"

    “Se si cominciano a spuntare le vittorie non si andrà molto lontano. Il Pdl come il Pd farà i conti con il programma illustrato da Letta in Parlamento che, malgrado la propaganda di Berlusconi non è il suo. Berlusconi , si sa, è un grande comunicatore, erano prevedibili le forzature da campagna elettorale, come quella di spacciare per abolizione dell’IMU la sospensione della rata di giugno sulla prima casa. In realtà oggi il governo si è mosso con la giusta cautela sul fronte casa e ha impegnato risorse importanti per fronteggiare l’emergenza lavoro: una delle priorità delle famiglie e del Pd”.
  • Amministrative 2013
    Tutte le informazioni per le elezioni del 26 e 27 maggio 2013
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