Sergio Rossetti
Sono progressista, cattolico e laico e a partire da questi tre valori ho sempre cercato di sviluppare il sistema di welfare. Per questo ho sempre messo grande impegno nell’azione quotidiana, l'unica che può determinare il cambiamento e l’eliminazione di squilibri e ingiustizie.
Sono Assistente Sociale e laureato in Psicologia, ho sempre agito nel mondo del welfare, delle problematiche sociali, della sanità. Fondamentali, gli anni di esperienza al Centro di Solidarietà di Bianca Costa Bozzo, dove ho imparato che al cuore ed allo spirito di volontariato bisogna saper aggiungere competenza, efficienza e organizzazione. Socialmente e cristianamente impegnato, sono sposato con Andreana ed ho due figli, Giacomo e Pietro.
Nel 1993 sono stato assessore ai servizi sociali e alla sanità del Comune di Genova. Mi sono occupato di politiche attive del lavoro per le categorie deboli e per le situazioni di crisi. Nel 1997, consigliere Comunale del Partito Popolare, ho lavorato, a fianco del sindaco Pericu, alla trasformazione del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari della città, gettando le basi degli attuali Distretti Sociosanitari. In questo ruolo ho maturato una conoscenza approfondita dei problemi reali dei Comuni della cintura genovese.
Opero, come dirigente, all’Istituto David Chiossone per ciechi e ipovedenti, onlus della grande tradizione solidaristica genovese e dalle straordinarie potenzialità di sviluppo. Impresa no profit che oltre ai disabili visivi cura anziani, malati psichiatrici, minori affetti dalla sindrome dell’autismo. Sono Consigliere d’Amministrazione della Fondazione Carige, dove seguo i progetti della ricerca scientifica, delle attività sociali e culturali della nostra regione. Lì ho conosciuto le politiche finanziarie ed economiche della nostra regione. Come volontario, presiedo il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Liguria. Sono membro del Consiglio Direttivo di ManagerItalia Genova, sindacato dei dirigenti del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato.
Oggi siamo di fronte ad una riduzione progressiva delle risorse pubbliche dedicate al sociale, al welfare, alla sanità. Mi candido dunque perché credo che occorrano idee e metodi innovativi. Non basta mantenere servizi e strutture, occorre svilupparli.
Credo di poter portare in Consiglio Regionale, oltre all’esperienza della politica e dell’amministrazione comunale, le competenze specifiche del mio lavoro: il “sociale” ampiamente inteso.
Mi impegno, grazie all’esperienza gestionale acquisita occupandomi di un'azienda no profit come il Chiossone, a ridurre l’invadenza della burocrazia pubblica che attanaglia le imprese e non dà certezza di regole. Per me, queste sono le sfide. E intendo raccoglierle.





