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5 Ambiente, etica, rivoluzione verde

Il mondo in cui viviamo appare sempre più come una trama complessa di relazioni in continua evoluzione. E se è vero che questa evoluzione è sempre più condizionata dall’azione dell’uomo moderno e dall’uso che egli sta facendo di una scienza e di una tecnologia che oltrepassano i vecchi confini, questo significa che non è più adeguata una politica che non prenda coscienza di questa trama di relazioni e di interdipendenze.Questa presa di coscienza è la condizione essenziale per governare il mondo in cui viviamo. Se non assumiamo questa nuova dimensione storica, se una grande forza riformatrice non assume come suo compito questa inedita necessità di “stare insieme”, pena la rovina comune, le donne e gli uomini saranno incapaci di costruire un’esistenza pacifica basata sulla giustizia e sulla libertà”.
Questa grande sfida, la più grande che l’umanità abbia mai affrontato, ci offre però anche una grande opportunità: fare dell’ambiente, della lotta ai mutamenti climatici, delle politiche energetiche, una delle chiavi per uscire dall’attuale gravissima crisi mondiale. Forse la prima delle chiavi.Abbiamo di fronte a noi la possibilità di essere i fautori di una "rivoluzione verde”, una "terza fase” della rivoluzione industriale, che nasce da una nuova etica della responsabilità e che poggia, per quanto riguarda l’Italia, sulle straordinarie carte che il nostro Paese potrebbe giocare.

 

Le leve del cambiamento per la città di Genova

La linea programmatica generale del nostro approccio ai temi della sostenibilità urbana, vuole coincidere idealmente con uno dei documenti più importanti a livello internazionale sul tema specifico, cioè la Dichiarazione delle “Green Cities”, firmata dai Sindaci riuniti a San Francisco in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2005 dell’UNEP – il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite.

Tale documento specifica i temi-chiave del rapporto tra sostenibilità e ambiente urbano e ci fornisce il quadro generale degli obiettivi che un’azione politica moderna e attenta alle tematiche ambientali deve prefiggersi.

 

  • - Energia: una decisa politica sul fronte della promozione del risparmio e dell’efficienza energetica e dell’uso di fonti rinnovabili di energia.
  • - Rifiuti:  a) puntare all’obiettivo “rifiuti zero” verso discariche e inceneritori entro il 2040; b) riduzione almeno del 50% in sette anni dell’impiego di prodotti usa e getta, tossici o non rinnovabili; c) avvio di programmi di riciclaggio e compostaggio per ridurre del 20% pro capite i rifiuti solidi smaltiti in discarica o inceneritore in sette anni.
  • - Urban Design: adottare una politica che dia luogo ad un sistema di parametri ‘verdi’ per gli edifici, da applicare a tutte le nuove costruzioni cittadine.
  • - Natura urbana: una politica per la valorizzazione e fruizione pubblica dei parchi urbani.
  • - Mobilità e trasporti: sviluppare e implementare una politica di trasporto pubblico accessibile a tutti che consenta di ridurre in modo significativo la percentuale di viaggi giornalieri per singolo occupante di veicolo del 10% in sette anni.
  • - Salute pubblica: lavorare per obiettivi per un progressivo miglioramento della qualità dell’aria.
  • - Acqua: a) sviluppare politiche a tutela della proprietà pubblica dell’acqua potabile; b) proteggere l’integrità ecologica delle fonti cittadine primarie di acqua potabile; c) ottimizzare la gestione dell’ acqua e ridurre il volume delle acque di scarico del 10% in sette anni, attraverso l’implementazione di un processo di pianificazione urbana sostenibile dell’acqua, che preveda la partecipazione di tutte le comunità coinvolte e che sia basato su saldi principi economici, ambientali e sociali.

 

6 passi verso la sostenibilità

Proponiamo una serie (limitata) di obiettivi estremamente concreti da raggiungere  attraverso la nostra azione politica. I primi tre sono attinenti alla tematica “energia”, oggi una tra le più sentite e che presenta una serie di ricadute importanti anche su altri ambiti. Gli altri tre sono obiettivi più di “metodo”, ma che possono caratterizzarci in modo originale e coerente ai temi della sostenibilità.

 

  1. Sollecitare l’adesione di tutti i Sindaci del PD della Provincia di Genova al c.d. “Patto dei Sindaci”, documento (sostenuto per l’Italia dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) che impegna le amministrazioni locali in iniziative concrete sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici attraverso il risparmio e l’efficienza energetici e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
  2. Ottenere una maggiore integrazione tra gli enti (Regione, Provincia e Comuni) in materia di definizione degli obiettivi e coordinamento delle politiche energetiche soprattutto per quanto riguarda risparmio ed efficienza e produzione di energia da fonti rinnovabili, attraverso la creazione di un “tavolo di confronto sulle energie intelligenti”.
  3. Avviare nei Comuni programmi strutturati di interventi volti a favorire la riqualificazione energetica degli edifici (con obiettivi chiari e definiti), e conseguentemente diminuire la spesa delle famiglie per i consumi energetici domestici, sostenere il settore dell’edilizia, diminuire le emissioni di CO2 nell’ambiente.
  4. Introdurre – con un meccanismo analogo a quello dei c.d. “oneri di urbanizzazione” – lo strumento degli “oneri di neutralizzazione della CO2” emessa per la realizzazione di nuovi edifici e infrastrutture – le risorse così ottenute dovranno essere obbligatoriamente investite nella manutenzione e gestione del verde urbano nelle zone interessate dall’intervento.
  5. Impegnare le amministrazioni in cui il PD è forza di governo a promuovere sistematicamente e sostenere processi di partecipazione ispirati ad Agenda 21.
  6. Introdurre la misurazione sistematica - di anno in anno – del benessere della città, attraverso l’utilizzo dell’ISEW(1) (Indice di benessere economico sostenibile) una metodologia che integra la contabilità economica tradizionale (PIL) per costruire un indice capace di tener conto anche della piattaforma ambientale (sui cui il sistema economico poggia) e della sfera sociale (con cui esso interagisce). In tal modo sarà possibile ottenere quindi un riscontro concreto dell’efficacia delle politiche dell’amministrazione.
 
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