Marta Vincenzi: Quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto assieme
Il teatro è pieno. In platea e nei palchetti. Il popolo di Marta ha risposto senza indugio all'invito al Modena di Sampierdarena. Sono passate da poco le 17, si abbassano le luci. Sullo schermo le immagini e le note di "Imagine" raccontano che "Noi a Genova facciamo così", che seguiamo i veri principi, che siamo un popolo e un'amministrazione coraggiosa e virtuosa. La proiezione finisce. Accolta da un lungo applauso, la sindaco sale sul palco. Da sola, illuminata da uno spot di luce, inizia a raccontare la sua Genova: quella di ieri, quella della "Nuova Stagione" ("che non è mai stata contro persone o amministratori precedenti") e quella che sarà se verrà riconfermata a Tursi. Parla con passione la sindaco. Davanti a lei, sul palco, un leggio per appoggiare gli appunti. D'altronde i temi da affrontare sono davvero molti.
Ho deciso di ricandidarmi perché penso di aver gettato le basi, nel mio primo mandato, per un cambiamento della città all'altezza delle sfide dei prossimi anni. Perché so di aver disegnato la Genova del 2020. Perché ho bisogno di concludere quanto iniziato; spero di poterlo fare con la forza aggiuntiva di una politica finalmente libera dal berlusconismo e dall'antiberlusconismo, che possa accompagnare e sostenere meglio il cambiamento ambizioso che ho proposto e ne condivida il profilo riformatore.
credo che mai come oggi ci sia bisogno dei giovani nella politica e che, purtroppo, mai come oggi fare politica o amministrare una città o un ente pubblico sia difficile, respingente e, per molti versi, frustrante soprattutto per chi ha molta vita davanti e teme che i sogni siano già quasi tutti finiti.
Ma proprio per questo, proprio per la durezza di questi tempi e la difficoltà che si portano dietro, credo che il vostro intervento e il dialogo con chi (indipendentemente dall'età) ha il compito di amministrare la cosa pubblica siano elementi importantissimi e pieni di occasioni per tutti.
Nel passato, i giovani si sono messi in gioco per difendere o affermare diritti che venivano limitati, conculcati o impediti nella loro piena espressione, per rivendicare condizioni di vita, di studio e di lavoro migliori. Oggi, credo ci sia bisogno di qualcosa di più: le vostre generazioni sono chiamate, dentro e fuori i partiti, a cercare la chiave per ricostruire la politica e, ancora prima, per ridefinire il patto sociale e generazionale su cui si fonda la nostra comunità nazionale. E' chiaro, infatti, che qualcosa si è rotto, che le basi comuni di responsabilità, solidarietà e cultura nazionale sono state messe, in questi anni, a dura prova, che è difficile trovare un bandolo da cui ripartire. Se qualcuno può riuscirci, probabilmente siete voi.
Marta Vincenzi: Lettera di Candidatura Primaria 2012
Care democratiche e cari democratici Vi confermo la mia scelta di presentarmi alle primarie del 12 febbraio.
E' stata una scelta sofferta e difficile soprattutto dopo l'alluvione del 4 novembre.
Sofferta per il dolore che la tragedia mi ha provocato. Dolore che e' di tutti noi ma in me,per il ruolo che ricopro e forse anche perche' sono un donna,si e' dilatato a dismisura facendomi temere di non essere piu' in grado di affrontare la "normalita'" del dibattito politico, l'assalto mediatico, il ragionamento sulle responsabilità amministrative, la proposta delle cose da fare. Tutto questo mi sembrava sfocato, distante anni luce dalla realta' drammatica che toccavo con mano, impossibile da rielaborare.
E' stata anche difficile, questa scelta, perche' ho pensato mettesse a rischio il nostro Partito e il centro sinistra a Genova.