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"A partensa": una canzone per Genova

vincenzi_mIntervista a Marta Vincenzi, di Alice Tordo

Candidarsi / ricandidarsi come sindaco perché...

Ho deciso di ricandidarmi perché penso di aver gettato le basi, nel mio primo mandato, per un cambiamento della città all'altezza delle sfide dei prossimi anni. Perché so di aver disegnato la Genova del 2020. Perché ho bisogno di concludere quanto iniziato; spero di poterlo fare con la forza aggiuntiva di una politica finalmente libera dal berlusconismo e dall'antiberlusconismo, che possa accompagnare e sostenere meglio il cambiamento ambizioso che ho proposto e ne condivida il profilo riformatore.



La decisione più difficile che ho dovuto prendere in politica

Sicuramente quella di ricandidarmi alle primarie. Mi sono sempre messa in gioco apertamente; ma dopo un evento così tragico come l'alluvione, ho dovuto vincere il dolore e recuperare il senso, l'orgoglio del lavoro fatto in questi anni e l'impegno politico di sempre.


Qual è il posto di Genova nello scenario europeo e nazionale?

Genova è una città d'accesso, una Gateway, come l'hanno definita gli urbanisti europei riuniti a Genova qualche mese fa. Questo è il suo ruolo e la sua forza, a partire dal suo porto. Il grande impegno per rinnovare le infrastrutture per il ferro e per la gomma che abbiamo messo in questi anni nasce da questa consapevolezza. Gli accordi per far dialogare il piano regolatore portuale e il piano urbanistico comunale vanno in questa direzione.
Le nostre alleanze, coltivate con dedizione in questi anni, sono con il Nord-ovest allargato a Nizza e all'euroregione che comprende il Paca francese e ci collegano all'Europa come porta del Mediterraneo. Ma diventiamo una vera città Gateway solo se vogliamo esserlo e ci viviamo come luogo d'incontro, scambi, relazioni, apertura.
La nuova sfida è qui: culturale, sociale e politica. Per tutti noi.


La crisi ha colpito duramente la nostra città. La vicenda Fincantieri ne è esempio emblematico. Da dove può ripartire Genova?

Genova deve ripartire dall'alleanza fra imprese, Università e centri di ricerca: processo, questo, già avviato con l'iniziativa Smart city; dalla difesa del patrimonio industriale e produttivo, della logistica e delle tecnologie; dalla capacità di sperimentare nuova coesione sociale riducendo insieme il debito, le rendite e le diseguaglianze.
Questa è la base per un nuovo patto tra città e lavoro, leva decisiva per rimodellare nuovo sviluppo e nuova occupazione.


Il sogno nel cassetto per Genova

Trasformare Genova in città metropolitana formata da 5 Comuni (Valpolcevera, Valbisagno, Levante, Ponente e Centro) a cui si uniscano i Comuni di cintura e prossimità che lo desiderino, senza perdere il loro status di Comuni, ma avvalendosi di uno statuto di autonomia snello e in grado di attivare decisioni condivise su temi chiave quali: trasporti, rifiuti, urbanistica, promozione e marketing.
Fare di Genova quindi una vera città europea, con il supporto di tutti i partiti del centrosinistra e in particolare del nostro Partito Democratico: questo è il mio sogno.


Una canzone da dedicare a Genova

"A partensa". Sì, con la s. E' un antico trallallero, un canto  polifonico di marinai, struggente, evocativo dei suoni della nostra città. Genova è tutta li: un connubio di voglia di partire e di nostalgia della sua lontananza. Le parole in genovese antico sono poco più di un pretesto. Narra della Parigi (forse un veliero?) che sta per andarsene a Livorno ma si strugge d'amore per la donna che guarda dalla riva.
Nei cori dei gruppi di trallallero qualche volta ricompare ma è sempre più raro.
Credo che De Andre' ne abbia tratto ispirazione. Certo, se fossero ancora vivi, mi piacerebbe una canzone scritta da Caproni e musicata da Faber: sarebbe fragile e raffinata. Come Genova.

 

 
 
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