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"Si può fare": una canzone per Genova

pinotti_rIntervista a Roberta Pinotti, di Alice Tordo

Candidarsi / ricandidarsi come sindaco perché.....

Perché ho visto crescere in questi ultimi anni perplessità e disaffezione nei confronti dell'amministrazione comunale. E ho percepito diffusamente nella nostra gente la paura che il centro sinistra potesse perdere le elezioni.
D'altronde il PD non avrebbe scelto di fare le primarie se tutto fosse filato liscio.
Molte scelte amministrative di questa giunta le condivido in pieno. Alcune le avrei fatte diversamente, non c'è dubbio. Ma in tutta onestà, credo che il giochino del "se ci fossi stato io..." sia troppo facile e quindi non lo faccio.
Preferisco allora dire che questa amministrazione, a cui va il mio massimo rispetto, va giudicata forse più per quello che non ha fatto che non per le scelte che ha compiuto. Mi spiace dirlo ma sono stati anni di "occasioni perdute", in molti campi.
Ma come ho già detto, quel che più mi ha colpito e che, temo, avrebbe avuto contraccolpi molto rischiosi senza la scelta delle primarie, è il mancato feeling tra amministrazione e città. Soprattutto nelle realtà locali, se non scatta il riconoscimento reciproco tra cittadini e rappresentanti sono guai.


Molte persone, che evidentemente condividono queste considerazioni, mi hanno spinto a candidarmi. Mi sono sentita pronta e l'ho fatto. Se mi sono sbagliata, perderò. Se l'analisi era giusta, vincerò. Competition is competition. In ogni caso, le idee, l'entusiasmo e l'organizzazione che ciascuno di noi metterà in campo per le primarie saranno il miglior viatico per vincere le elezioni vere.


La decisione più difficile che ho dovuto prendere in politica

Ho vissuto molte fasi complesse nella mia vita politica, ma senza dubbio la decisione di candidarmi Sindaco di Genova è quella più difficile.


Qual è il posto di Genova nello scenario europeo e nazionale?

Genova ha sempre avuto nella sua storia una collocazione geografica naturalmente posta al centro di traffici di merci e quindi di culture. La crescita esponenziale dei mercati e dei traffici verso i colossi asiatici apre ulteriori potenzialità per la nostra città e per il nostro porto. Così come la rinnovata stagione di democrazia che pare aprirsi nel Maghreb e nel Medio oriente. Centrali diventano quindi le infrastrutture per collegarci di più e meglio con il resto dell'Europa. Ma ancor di più, a mio modo di vedere, va rafforzata la nostra proposta e offerta culturale. Sia per quel che riguarda i nuovi cittadini che si affacciano sulle nostre coste sia per tenere la città, meticcia per sua natura storica, pronta alle sollecitazioni culturali che guardano al resto del mondo con attenzione ma anche con grande curiosità. E non con muri e sospetto. Cultura dell'accoglienza, quindi. Il grande rinnovamento del centro storico di Genova degli anni 2000 va riportato agli onori del mondo. Le migliaia di nuovi ricchi del mondo vanno cercati e accolti in un pacchetto che tenga insieme tutto il comprensorio ligure, con le sue magnificenze.
Non c'è dubbio che molte delle attività "pesanti" in termini di occupazione a Genova siano ancora legate a dinamiche nazionali, Fincantieri in primis. In tal senso, le scelte di Roma sono molto importanti per Genova. Determinanti saranno quindi i prossimi governi. C'è un punto, tuttavia, su cui è bene insistere. A Genova l'industria italiana è nata, e a Genova, ancora ora, stanno tra le migliori maestranze e intelligenze produttive italiane. Questo è il patrimonio da conservare e rilanciare. Penso in particolare ai saperi che stanno dentro Ansaldo e nel ramo civile di Finmeccanica.


La crisi ha colpito duramente la nostra città. La vicenda Fincantieri ne è esempio emblematico. Da dove può ripartire Genova?

Dal mantenimento dell'esistente, sicuramente. Il mercato cambia, come è normale che sia. E le aziende devono cambiare con loro. Ma la qualità, le maestranze e la logistica genovese di Fincantieri non può essere cancellata con un battito d'ali. Va difesa strenuamente e ese possibile rilanciata con pensieri lunghi che ne garantiscano il futuro. E poi rilancio su altre cose: il turismo e quindi la promozione della città, del suo tessuto commerciale e di servizi. Erzelli, naturalmente, può essere il nuovo volano per il cambio di passo di Genova. Non solo su l'elettronica, ma anche sul biomedicale o sulle applicazioni di supporto alla green economy.


Il sogno nel cassetto per Genova

Un posto al nido per ogni famiglia che desidera iscrivere i propri figli.


Una canzone da dedicare a Genova


"Si può fare" di Angelo Branduardi. La trovo una canzone piena di fiducia e di ottimismo. Una canzone carica di umanità. E di voglia di cambiamento. Come Genova, per l'appunto.

 

 

 
 
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