Una legge speciale per Genova, la richiesta di una Zona economia speciale (Zes), tempi certi per la demolizione e la ricostruzione del ponte, ammortizzatori sociali per le piccole aziende, nuove soluzioni per migliorare la viabilità e la necessità di realizzare opere fondamentali come Gronda e Terzo Valico.
Sono queste alcune delle proposte emerse stamattina nel corso dell’incontro, convocato dai Gruppi del Partito Democratico regionale, comunale e parlamentare alla sala della trasparenza di piazza De Ferrari, sulle conseguenze del crollo del ponte Morandi che ha visto protagoniste le forze sociali ed economiche genovesi e liguri. Associazioni di categoria, sindacati, aziende e soggetti istituzionali hanno partecipato a un confronto costruttivo, nel segno della collaborazione istituzione, sugli interventi da mettere in atto per far ripartire la città.

“Le proposte principali del Partito Democratico – ha aperto l’incontro il capogruppo del Pd in Regione Giovanni Lunardon – sono essenzialmente tre.
1) Costruire il ponte il più rapidamente possibile e accelerare la realizzazione del Terzo Valico e della Gronda.
2) Serve una legge speciale per Genova in cui si dica, tra le altre cose, che tutti i danni, diretti e indiretti, devono essere pagati da Autostrade (in modo che le risorse nazionali vengano utilizzate per misure strutturali). La legge speciale, come accaduto per altri eventi calamitosi come i terremoti, deve prevedere la sospensione del pagamento dei tributi, lo stanziamento di finanziamenti agevolati che consentano, una volta finito tale periodo di sospensione, di poter riprendere a pagare le imposte e una serie di misure a sostegno delle imprese.
2) Abbiamo bisogno della Zes, che oltre a snellire le procedure amministrative prevede importanti incentivi fiscali come il credito di imposta fino a 50 milioni di euro”.

Sul fronte politico erano presenti anche i parlamentari del Pd Andrea Orlando, Roberta Pinotti e Vito Vattuone (che è anche segretario ligure del partito), il segretario genovese del Pd Alberto Pandolfo, i consiglieri regionali Pippo Rossetti e Luca Garibaldi, i consiglieri comunali Cristina Lodi (capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Tusi), Stefano Bernini e Alessandro Terrile e il presidente del Municipio Valpolcevera Federico Romeo.
Orlando ha annunciato che domani in Commissione alla Camera ci sarà una discussione che “dovrebbe concludersi con un ordine del giorno con il quale si dirà se verrà predisposto un provvedimento ad hoc per la città di Genova e, nel caso, con quali contenuti e con quale perimetro”.
Pinotti ha sottolineato che “il Partito Democratico presenterà un emendamento al Milleproroghe per la Zes” ribadendo “l’importanza delle tempistiche degli interventi, visto che sui tempi – ha precisato – ci giochiamo molto”.
Vattuone ha ricordato la “centralità delle risposte sul piano infrastrutturale”, mentre Lodi ha parlato del “lavoro costante portato avanti dal Pd comunale sul territorio” e della “necessità di una città policentrica, per far fronte alle problematiche viabilistiche”.

Sul piano tecnico sono state tante le idee messe sul piatto dai rappresentati delle forze economiche e sociali presenti.
Tutti i presenti hanno espresso la necessità di realizzare in fretta un nuovo ponte per ripristinare i collegamenti, mettere in atto interventi strutturali per l’economia genovese, approvare una legge speciale per Genova e istituire la Zes.

Tra le altre richieste avanzate nel corso della mattinata spiccano l’estensione di ammortizzatori sociali in deroga alle aziende in crisi, il blocco alle nuove autorizzazione per la grande distribuzione, l’esenzione delle tasse automobilistiche per gli autotrasportatori, la creazione di un gruppo di lavoro ristretto fra tutti i soggetti economici e sociali per avanzare un pacchetto di proposte; e ancora: un tavolo di monitoraggio, nell’ambito della legge speciale, che metta insieme la Regione e i soggetti economici, far fronte ai danni indiretti provati dal crollo del ponte, pensare ad attivare anche le zone franche urbane che consentono buste paga più pesanti per i lavoratori, istituire un’area di crisi complessa ed estendere gli orari delle scuole.

Erano presenti, tra gli altri, Cgil, Cisl, Uil, Confindustria Genova, Ansaldo Energia, Coop, Legacoop Liguria, Cia, Cna, Confcommercio, Ascom, Confagricoltura, AssArmatori, Spediporto, Assedil, Camera di Commercio, Aeroporto, Civ di Cornigliano.