“Nel territorio della Città Metropolitana di Genova è istituita una zona franca urbana il cui ambito territoriale è definito con provvedimento del Commissario delegato, sentiti la Regione Liguria e il Comune di Genova”. Questo è quanto prevede l’articolo 8, comma 1, del Decreto Genova, approvato due giorni fa in Senato. Per questa zona sono stati impegnati solo 10 milioni di Euro a copertura delle agevolazioni alle aziende.

Considerato che dal 14 agosto l’intera città ha dovuto fare i conti con pesanti disagi e che le attività in sofferenza non sono solo quelle più vicine al luogo della tragedia, chiediamo al sindaco-commissario di comprendere nella zona franca urbana le delegazioni di Sestri Ponente e Cornigliano, l’Alta e la Bassa Valpolcevera, Sampierdarena e San Teodoro, dando modo alle attività operanti in questi territori di usufruire di importanti sgravi e agevolazioni fiscali.

Nelle disposizioni del Decreto non sono stati inseriti gli abitanti di quella parte di città attigua al Morandi (zona arancione) che, dopo il crollo del ponte, ha subito, continua a subire e subirà in futuro, con l’avvio dei cantieri per la demolizione e la ricostruzione del nuovo viadotto, pesanti disagi, trovandosi nelle vicinanze della zona rossa.  A queste persone Bucci, negli ultimi mesi, ha promesso un aiuto concreto e lo aveva previsto nel decreto, con una specifica particolare. Ma non c'è nulla, pertanto chiediamo ora al sindaco-commissario che la zona arancione venga ricompresa nei suoi provvedimenti e, nel corso della discussione della Legge di Bilancio, vengano indicati contributi e risorse a favore dei suoi abitanti.

Gruppo consiliare Pd Comune di Genova