L’istituzione di un Garante comunale dell’infanzia ci trova fiduciosi sul fatto che d’ora in poi esisterà una figura, ci auguriamo “super partes”, alla quale potremo far riferimento ogni volta che sarà necessario porre attenzione sulle politiche comunali dedicate ai minori.
Ci saremmo rivolti al Garante comunale già all’inizio di agosto, quando abbiamo denunciato che l’assessore al Sociale non aveva ancora firmato le convenzioni con le strutture accreditate per la gestione degli asili nido e il Comune non aveva ancora versato la quota di compartecipazione a queste strutture. 
In futuro, sarà quindi nostra intenzione coinvolgere il Garante sulle tematiche che riterremo più sensibili, nella speranza che il suo parere sia tenuto in maggiore considerazione dall’amministrazione rispetto a quanto accaduto con il Garante regionale. Quest’ultimo, lo ricordiamo, la scorsa primavera è intervenuto in due diverse occasioni rispetto alle politiche messe in atto dalle amministrazioni regionale e comunale. Il garante si è pronunciato in merito al gioco d’azzardo, sottolineandone i gravi pericoli per i minori e chiedendo quindi una politica di maggior tutela in questo senso. Successivamente è invece intervenuto sul caso dell’affissione in corso Buenos Aires del manifesto dell’associazione Provita contro l’aborto: sia l’immagine che il testo del messaggio erano stati giudicati dal garante come lesivi verso i diritti dei minori.
Ad oggi, sono già diverse le tematiche che il Garante comunale dell’infanzia dovrà affrontare, come la legge sul gioco d’azzardo e la rielaborazione dei Laboratori educativi territoriali. Temi sui quali l’amministrazione comunale continua purtroppo a non esprimersi.
 
Gruppo consiliare Pd Comune di Genova