Recentemente il sindaco Bucci ha annunciato che sono 4500 i posti di lavoro in più conquistati a Genova, da marzo 2017 a marzo 2018. Nel rileggere questa dichiarazione, non ho potuto evitare di ricordare tutti i posti di lavoro a rischio o perduti in città. E mi sono chiesta cosa avranno pensato quei lavoratori, circa un migliaio, che, nel corso di questo primo anno di mandato del centrodestra, hanno perso o stanno perdendo il lavoro; di fronte alla loro situazione, la giunta Bucci ha promesso Tavoli di confronto fra le parti, aprendo una serie di vertenze a cui non è stata data una successiva risposta.
Naturalmente ogni nuovo occupato è un'ottima notizia per la nostra città. Però tutto questo entusiasmo da parte del sindaco mal si concilia con la situazione dei tanti lavoratori a rischio oggi a Genova, quella stessa Genova che per Bucci è in ripresa.

Mercatone Uno, Trony, Edita, ex Tundo, Rinascente, Qui!Group, Ilva, Piaggio Aerospace, Cooperativa La Cicala, Carmagnani e ASG Superconductors.

Queste sono alcune delle vertenze aperte oggi in città. Per risolverle occorrono ascolto,capacità di coinvolgimento delle parti in gioco, strategie e soluzioni praticabili, non bastano le frasi ad effetto di Bucci.

Il Gruppo consiliare del Partito democratico in Comune, su segnalazione e d'intesa con le rappresentanze sindacali, ha portato molte di queste situazioni all'attenzione dell'amministrazione, nelle conferenze capigruppo e in aula, cercando di ottenere impegni precisi, che però fino ad oggi non si sono concretizzati. Anzi, molte volte i lavoratori si sono sentiti abbandonati. Vorrei citare, ad esempio, il caso dei dipendenti di Edita, a cui l'amministrazione ha chiesto di inviare i curricula per facilitare il ricollocamento, ma che, da quel momento, non hanno più ricevuto notizie da parte dell'assessore Vinacci e del suo staff.

A tutto questo dobbiamo purtroppo aggiungere i danni che porterà sull'intero territorio nazionale il “Decreto dignità” - o per meglio dire “Decreto disoccupazione” - del ministro Di Maio. In queste ore moltissimi lavoratori stanno ricevendo lettere di mancato rinnovo del contratto a causa delle nuove norme sostenute dal Governo giallo-verde. Nessuna parola da questa Giunta su questo tema, come se il silenzio aiutasse i lavoratori genovesi. Il DL inasprisce norme già esistenti, inserendo vincoli che rischiano di limitare la disponibilità delle imprese ad investire e penalizza troppo i lavoratori a termine, senza incentivarne la stabilizzazione. La politica, se si occupa di lavoro, deve intervenire anche su queste tematiche.

Cristina Lodi, capogruppo Pd Comune di Genova