Nodo ferroviario, gronda, terzo valico. Tre opere fondamentali per portare Genova fuori dall’isolamento in cui rischia di rimanere sempre più imprigionata dopo il tragico crollo del ponte Morandi.
Proprio sul futuro di queste infrastrutture, delle risorse a disposizione e dei tempi previsti per i cantieri, ho presentato un’interrogazione alla giunta per ricevere informazioni, considerate le dichiarazioni contraddittorie e preoccupanti che arrivano ogni giorno su questo piano dal governo.
È di ieri la discussione, quasi surreale, di cambiare il progetto e scegliere la gronda bassa, quando siamo a un passo dall’avvio dei cantieri del tracciato della gronda autostradale come approvato in Conferenza dei servizi e già finanziato.
Sul Terzo Valico i cantieri sono già abbondantemente avviati, ma assistiamo a un continuo tentennamento da parte del M5S che, per dire no all’opera, si nasconde dietro analisi costi-benefici superate e inutili preconcetti.
Adesso è la volta del nodo ferroviario, per il quale c’è stato un nuovo stop ai lavori, come denunciato dai sindacati.
Tutta questa incertezza procura soltanto danni alla nostra città e alla regione. Mi auguro di ricevere domani dalla giunta rassicurazioni dell’impegno degli enti locali sul tema infrastrutture, anche nei confronti del governo giallo-verde.


Alberto Pandolfo, consigliere comunale e segretario PD Genova