Ad inizio marzo, il Consiglio comunale di Genova ha approvato all’unanimità una mozione, proposta dal consigliere Mauro Avvenente e sottoscritta da tutti capigruppo, nella quale si impegna il sindaco e gli assessori competenti a riprendere un percorso di confronto con la Gigi Ghirotti per valutare concretamente la possibilità attivare un nuovo hospice dedicato ai malati terminali di tumore e alle cure palliative, anche avviando un confronto con l’assessorato alla Salute della Regione Liguria sul tema dell’accreditamento e del convenzionamento della struttura.
“Per affrontare questo percorso è stata  richiesta, ormai da diversi mesi, la riunione di una  Commissione Consiliare dedicata – interviene Mauro Avvenente - , purtroppo però più volte convocata e successivamente annullata, fino all’ultimo episodio di lunedì scorso”.
Da alcuni anni, i residenti dell’area vasta del  ponente cittadino chiedono a gran voce di poter disporre di un hospice che possa rispondere alle necessità di un bacino potenziale, composto da circa 250mila cittadini, residenti specificatamente nelle aree territoriali che comprendono i Comuni di Cogoleto, Arenzano, Mele, Tiglieto, Masone, Campoligure e Rossiglione e i Municipi Ponente e Medio Ponente,  ad oggi del tutto privi di strutture deputate a svolgere funzioni di assistenza ai pazienti colpiti da patologie di tipo tumorale.
Circa tre anni fa, il Municipio Ponente aveva avviato un confronto con il professor Henriquet, il quale aveva avuto occasione di visitare alcuni locali siti in zone baricentriche rispetto al comprensorio coinvolto e facilmente accessibili dai mezzi pubblici e privati. In particolare, erano stati visitati sia i locali della ex scuola Quasimodo di Via Podestà a Pra' Palmaro, di proprietà del Comune di Genova ed oggi in disuso da qualche anno, sia la Villa del Barone Podestà, restaurata a cura e conto dell’ex Provincia di Genova e tuttora di proprietà della Città Metropolitana.
Analizzati i locali, il professor Henriquet aveva fornito la propria disponibilità a valutare soluzioni praticabili per il recupero degli immobili disponibili e l’attivazione della nuova struttura.
“Tale attività potrebbe essere avviata con risorse proprie della nostra Associazione - spiega lo stesso Henriquet - , ma, al fine di poterne garantire la piena funzionalità, necessita un preventivo assenso dell’assessorato alla Salute della Regione Liguria, che dovrebbe avviare le pratiche per l’accreditamento e per il convenzionamento di almeno quindici/diciotto posti letto”.
“Il Comune di Genova, proprietario dei locali della ex scuola Quasimodo, potrebbe valorizzare il proprio patrimonio ed al contempo contribuire fattivamente a fornire un servizio sanitario di rilevante importanza a tanti cittadini residenti – conclude il consigliere comunale Mauro Avvenente - . Ecco perché chiediamo con forza che l'Amministrazione comunale faccia al più presto la propria parte a sostegno dei malati di tumore e delle loro famiglie, invece che continuare a rimandare la discussione di un tema che invece sta particolarmente a cuore ai cittadini del ponente”.