Ieri nel Municipio VII Ponente si è votata la delibera sul piano triennale dei lavori pubblici, e come consuetudine il Municipio ha promosso alcune osservazioni migliorative alla proposta di Giunta Comunale. Il Ponente ha chiesto di non far slittare ulteriormente opere non più procrastinabili che in questo piano triennale vengono spostate di un anno, ad esempio il riassetto idraulico del torrente Cerusa, di intervenire immediatamente sui danni causati dalle ultime mareggiate e soprattutto prevedere maggiori risorse per i Municipi e reinserire il campo sportivo di Pra'.
L'assessore Fanghella, presente alla discussione, non solo ha respinto tali osservazioni ma ha messo più e più volte in dubbio la legittimità delle delibere municipali e facendo pesare il suo ruolo di Assessore ha minacciato di denunciare al Segretario Generale il Municipio se avesse proceduto a votare come prescrive il regolamento.
Il motivo? A suo dire non si potevano "obbligare" i gruppi di opposizione a votare un Ordine del Giorno regolarmente presentato prima della delibera e votare - come prescrive il regolamento - il triennale attraverso la Delibera di Giunta Municipale. Nonostante i ripetuti richiami del Presidente di Municipio alla correttezza delle norme di democrazia rappresentativa e del regolamento, viste le continue intromissioni fuori ruolo dell'Assessore, si è dovuto contattare la Segreteria Generale del Comune che ovviamente non ha potuto che confermare la correttezza delle procedure del Consiglio di Municipio smentendo le vuote affermazioni dell'Assessore. La votazione si è conclusa, paradossalmente, con la delibera sul triennale di parere favorevole condizionato ad alcune osservazioni approvata dalla maggioranza del Municipio e con i gruppi di opposizione (che fanno riferimento alla maggioranza comunale) che su ordine dell'Assessore Fanghella non hanno partecipato al voto.
Successivamente, sempre uscendo dai confini del suo ruolo, Fanghella ha chiaramente minacciato in maniera scomposta azioni legali nei confronti di consiglieri municipali qualora avessero votato una mozione.
Questi comportanti gravi da parte di chi ha responsabilità di governo della sesta città italiana sono inaccettabili in democrazia.
Se l'Assessore avesse voluto prendere parte alle votazioni del Municipio non avrebbe dovuto a suo tempo optare per il Comune restando in Municipio, ed in ogni caso dovrebbe rispettare la dialettica democratica, il ruolo delle istituzioni e la dignità di ogni consigliere sia di maggioranza che di opposizione.

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