Dalla Commissione di ieri su AMIU sono arrivate poche risposte e preoccupanti, e una quasi certezza: la tariffa rischia di aumentare. A luglio 2017 la Giunta Bucci aveva promesso la realizzazione di impianti industriali per la gestione dei rifiuti, l’insediamento di nuove isole ecologiche, la proroga del contratto di servizio di Amiu.
Dopo un anno e mezzo, nulla è stato mantenuto. E l’assenza di impianti propri ha portato all’emergenza sotto gli occhi di tutti, con i cassonetti pieni perché Amiu non riesce a portare i rifiuti fuori regione.
Comune e Amiu hanno, ancora una volta, puntato tutto sulla discarica di Scarpino. Ma incredibilmente ieri i vertici dell’azienda non sono stati in grado di quantificare il risparmio derivante dalla riapertura della discarica.
Nel piano industriale 2018-2020 non c’è un euro per la realizzazione degli impianti, tanto che la Giunta non esclude il coinvolgimento di privati. È infatti stata revocata la liquidazione di Quattroerre S.p.A. società mista Amiu-privati, che il centrosinistra aveva deciso di dismettere. Si arriverebbe così al paradosso di avere mantenuto AMIU pubblica per poi costringerla ad onerosi accordi con i privati per la gestione dei rifiuti nei loro impianti. Mentre IREN, società partecipata dal Comune di Genova, sta investendo in aziende e impianti di gestione dei rifiuti in tutta la Liguria, Genova esclusa.
Le promesse non mantenute rischiano di abbattersi sui cittadini e sulle imprese genovesi già nei prossimi mesi. Il piano finanziario 2018 è stato incautamente calcolato su un tasso di raccolta differenziata del 50%. A novembre siamo lontanissimi da quell’obiettivo. E i genovesi saranno costretti a pagare la differenza con la prossima TARI.

Gruppo consiliare Pd Comune di Genova