La seduta monotematica del Consiglio comunale di oggi ha proseguito nel solco degli eventi, da poco conclusi, per celebrare i 40 anni della legge Basaglia: una settimana in cui l'intera Genova ha vissuto questo anniversario, in modo nuovo, quartiere per quartiere. 
Si è trattato di un'occasione culturale e di approfondimento per la nostra comunità cittadina, uno stimolo a crescere nel segno del rispetto per ognuno.
Nel corso della settimana di celebrazione della legge 180 abbiamo conosciuto la sofferenza dei manicomi, dei pazienti, delle loro famiglie e degli operatori.
Oggi il Consiglio comunale, unito su una tematica così importante, è stato chiamato a votare un documento che sostiene il Patto per la città che cura, la firma di questo patto da parte del Comune di Genova e l'attivazione di interventi significativi su questo fronte.
Ricordiamo che la legge Basaglia arrivò dopo l'approvazione del Servizio sanitario nazionale, che stabiliva il diritto alla sanità e al benessere per tutti i cittadini. Attraverso il superamento degli ospedali psichiatrici, anche i pazienti con questi disturbi potevano finalmente essere trattati come gli altri. Per il nostro Paese è stata una sfida, che ha coinvolto operatori e territori. Una sfida che ancor oggi ci mette alla prova.
Il tema della cura e della prevenzione deve vedere le istituzioni unite nel definire un percorso sul tema della cura e della prevenzione del malessere, incentivando alcuni strumenti, come la Consulta della salute mentale, quale momento di coordinamento degli interventi.
Nell'ambito della salute mentale, il Comune può fare davvero molto: l'obiettivo di fondo deve essere quello di raggiungere il benessere dei cittadini e prevenire il disagio. Un nuovo strumento potrebbe essere quello del bilancio sociale, attraverso il quale calcolare l'incidenza dei provvedimenti della politica sulla vita e la felicità dei genovesi.

Gruppo Consiliare PD Comune di Genova