Il “Decreto Genova” scritto dal Governo è il manifesto della decrescita infelice che la nostra città non merita di vivere.
Lo abbiamo detto anche oggi in Sala Rossa, ribadendo come occorra al più presto dare una risposta politica al Governo e scegliere se stare dalla parte di Genova o difendere la poltrona di qualcuno a Roma.
A Marco Bucci, che oggi ha dichiarato che Genova e i genovesi non devono piangersi addosso, diciamo che non possiamo fare finta vada tutto bene. Non è pensabile per la sesta città italiana e il suo sindaco essere illusi e presi in giro in questo modo dal Governo.
Attraverso i nostri ordini del giorno, oggi a Tursi abbiamo chiesto modifiche al Decreto, avanzando proposte concrete, e continueremo l’ascolto della città e dei suoi rappresentanti per tutelare chi è in difficoltà: sfollati e lavoratori, per il rilancio dell'economia della città e del suo porto, che è il primo scalo d’Italia, per aiutare le piccole e medie imprese attraverso adeguati ammortizzatori sociali, per proseguire con adeguati finanziamenti il percorso di potenziamento delle infrastrutture indispensabili come Gronda e Terzo Valico, per sostenere con fondi sufficienti il trasporto pubblico locale. Ed ancora per rafforzare i servizi di assistenza sul territorio e il sistema di urgenza ed emergenza sanitaria in Valpolcevera e nel Ponente cittadino, per incrementare e definire con chiarezza i criteri degli indennizzi ai proprietari di immobili e attività produttive nelle aree coinvolte, per ampliare i casi di deroga ai vincoli di spesa del personale delle pubbliche amministrazioni, per sostenere gli extracosti del servizio di raccolta e trattamento rifiuti di Amiu a seguito dei danni subiti con il crollo del Ponte Morandi.
Il “Decreto Genova” non è orfano, come vorrebbero farci credere Salvini e molti altri; è espressione di una maggioranza il cui obiettivo è purtroppo quello di proseguire la propaganda elettorale, invece che ricostruire velocemente un ponte e un futuro per Genova. Ma quelle stesse forze, che sono in maggioranza a Roma, siedono anche nel nostro Consiglio comunale. Da loro pretendiamo un'azione nei confronti dei loro eletti, a cominciare da Edoardo Rixi, per cambiare questo documento come oggi noi in Consiglio abbiamo dimostrato è possibile fare. Ora tocca a Bucci e Toti fare in modo che queste proposte vengano recepite a Roma, a cominciare dal viceministro alleato.

Gruppo consiliare Pd Comune di Genova