La situazione di crisi economica, sociale ed occupazionale che la nostra città, come molte altre nel Paese, stava già attraversando, con il tragico crollo del Ponte Morandi si è aggravata.
Per far fronte all'emergenza, occorre oggi trovare nuovi fondi e strumenti, ma anche utilizzare al meglio quelli già esistenti. Come il Reddito di inclusione, voluto dai governi di centrosinistra per contrastare povertà, disagio ed esclusione, prevedendo, oltre a un contributo economico anche un percorso di reinserimento lavorativo e sociale.
Su questo fronte ho presentato un’interrogazione al sindaco per conoscere quanto delle risorse a disposizione e in quale modo siano state impiegate dall'amministrazione per dare concretezza al Rei anche nella nostra città così come agli altri strumenti e finanziamenti a disposizione del Comune per combattere la povertà e per favorire l’inclusione sociale di categorie di cittadini in particolari condizioni di bisogno.
A luglio l’amministrazione ha stanziato a Bilancio, per gli anni 2018 e 2019, la somma di 587.000 euro, di cui 191.000 per borse lavoro, 30.000 per percorsi di formazione ed altri 30.000 per "voucher" finalizzati ai genitori che, dovendo andare a lavorare, devono affidare ad altri i propri figli.
Rispetto a questi aiuti alle persone in difficoltà, nulla è stato attivato: stanno usufruendo del reddito di inclusione, ma non delle misure utili al superamento della loro situazione.
Ci sono i soldi, ci sono le persone da aiutare, ma l’Amministrazione dov'è?
Ritengo grave questa situazione e attenderò una risposta scritta: i destinatari di questi interventi hanno perso sei mesi di reali opportunità visto che, in attesa e a differenza del fantomatico Reddito di cittadinanza, il Reddito di inclusione esiste!

Cristina Lodi, capogruppo Pd Comune Genova