Sabato scorso a Cornigliano un migliaio di cittadini è sceso in piazza per protestare contro l’insediamento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani.

A Sampierdarena, altra ipotesi di ricollocazione del cosiddetto petrolchimico, in molti sono pronti ad organizzare un’analoga iniziativa.

Più a ponente, i cittadini di Multedo, che convivono da decenni con i depositi a una decina di metri dalle abitazioni, ne chiedono del tutto legittimamente la ricollocazione. Anche perché una diversa destinazione delle aree oggi occupate da Carmagnani consentirebbe di ridisegnare l’accesso allo svincolo autostradale e di restituire vivibilità al quartiere.

Da consigliere comunale, anche se di minoranza, non intendo rassegnarmi ad un ruolo della politica che si fonda sulla protesta, che cavalca le paure o i dissensi – pur legittimi – e in nome di quelli preferisce non decidere. Non decidere è una scelta. Che in breve tempo condannerà Superba e Carmagnani alla chiusura o alla ricollocazione in altra sede portuale, fuori Liguria.

Le due aziende impiegano direttamente 60 dipendenti, che arrivano a quasi un centinaio con l’indotto. La ricollocazione, oltre a scongiurarne la chiusura, sarebbe la premessa di un incremento delle attività e quindi di nuova occupazione.

Senza sottovalutare le comprensibili preoccupazioni di ciascuno, mi chiedo: la nostra città, la sua classe dirigente, la sua classe politica è in grado di dire qualcosa di diverso da “non nel mio quartiere”? Non è forse venuto il momento di dire che la ricollocazione è necessaria e che si sceglierà il luogo secondo le migliori valutazioni tecniche?

Cornigliano è stato nel recente passato l’emblema cittadino e nazionale di come sia possibile coniugare ambiente e lavoro.
Non che debba toccare di nuovo a Cornigliano. Mi chiedo però se a Genova sia davvero finita per sempre quella stagione. Se c’è ancora spazio per il “metodo Cornigliano”, quell’idea che la Politica sia in grado di assumersi la responsabilità di sedersi al tavolo con i portatori di diverse istanze, e che sia capace di trovare un equilibrio nell’interesse generale.

Credo che a partire dalla questione di Multedo, questo sia il momento per istituzioni, politica, industria e sindacato di fare un passo avanti. Consegnare il metodo Cornigliano ai libri di storia sarebbe un ulteriore e irreversibile segno di declino della nostra città.

Alessandro Terrile, Consigliere Comunale PD Genova