La violenza sulle donne è una realtà tragica e inaccettabile nel nostro Paese. I dati ISTAT sono drammatici ed evidenziano che su 49152 richieste di aiuto solo 29277 donne hanno iniziato un percorso per uscire da questa situazione. Sono già 94 le donne uccise da gennaio a ottobre 2018. 
Domenica 25 novembre si terrà la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: una data ricca di simboli, messaggi, immagini a ricordarci che c'è ancora tanto da fare. L'attività dei Centri Antiviolenza è fondamentale: realtà alimentate dalla passione e dalla professionalità di uomini e donne che non si limitano a ricordarsi di questo problema esclusivamente nei giorni di novembre.
Rispetto ai Centri Anti violenza e alle associazioni nate per affrontare questi temi, ricordiamo le attività di presa in carico della donna e anche le azioni di sensibilizzazione e prevenzione, fondamentali a partire dalle scuole e dalle comunità locali.
Su questo aspetto siamo di fronte a una situazione di preoccupante incertezza, considerato che il Piano d'azione contro la violenza sessuale e di genere (attivo per il periodo 2017-2020) potrebbe essere privato delle risorse preventivate. Al momento, infatti, manca il decreto di finanziamento per il 2018 e non c'è certezza sul mantenimento di quanto già previsto per il triennio. Le risorse disponibili, previste dalla legge in 10 milioni di euro l’anno, erano state già sensibilmente aumentate nel 2016-2017 e, grazie all’ultima legge di bilancio del governo Gentiloni, dal 2018 avrebbero dovuto essere triplicate superando i 30 milioni di euro.
Nel dettaglio il Piano ripropone i tre assi strategici della convenzione di Istanbul (prevenire; proteggere e sostenere; perseguire e punire), oltre all'attuazione di politiche integrate.
Sul fronte della prevenzione, si riconosce il ruolo strategico dell’istruzione e della formazione, la preparazione degli operatori, i programmi di intervento per gli autori di violenza, la sensibilizzazione dei media sul pericolo degli stereotipi sessisti. Quanto alla protezione e al sostegno alle vittime, la priorità è la presa in carico; seguono percorsi verso l’autonomia economica, lavorativa e abitativa. Per quel che riguarda la repressione dei reati, occorre garantire la tutela delle vittime attraverso una rapida gestione del rischio di letalità, gravità, reiterazione del reato e migliorare l'efficacia dei procedimenti giudiziari.
Oggi senza quei preziosi 30 milioni di euro di finanziamenti nazionali, questi interventi non potranno essere attuati con l’efficacia necessaria. E il 25 novembre rimarrà solo una data sul calendario o una vana passerella. Alla donna deve essere garantito il diritto di vivere senza subire violenza, non solo quello di potersi difendere da chi la mette in pericolo.

Cristina Lodi, capogruppo Pd Comune di Genova