Carissime, Carissimi,
il Consiglio Comunale di Genova ha respinto martedì scorso la delibera che avrebbe aperto il percorso di integrazione di AMIU in IREN Ambiente.

La delibera è stata respinta con 19 voti contrati, 14 favorevoli, 6 astenuti.
I consiglieri del PD hanno votato tutti a favore della delibera, ma sono mancati alla maggioranza i voti di parte della Lista Doria (Nicolella, Pederzolli, Padovani), di Federazione della Sinistra (Bruno e Pastorino), di Percorso Comune (Caratozzolo, Gozzi, Vassallo), del gruppo misto (Malatesta, Mazzei, De Benedictis).
A compattare i consiglieri del centrodestra è giunto poche ore prima del voto l’invito del Presidente Toti, che non ha esitato ad entrare a gamba tesa nella questione amministrativa con toni da campagna elettorale per esortare i consiglieri di opposizione al voto contrario.

La proposta prevedeva l’integrazione industriale tra AMIU e IREN Ambiente, salvaguardando i livelli occupazionali e salariali, prevedendo la stabilizzazione attraverso l'assunzione di 31 lavoratori precari, e consentendo di limitare l’aumento della tariffa dei rifiuti (TARI) non oltre il 4%.
Le conseguenze del voto in consiglio sono di carattere amministrativo e politico.

Sul piano amministrativo, la mancata integrazione con IREN mette in seria difficoltà economica l’azienda AMIU, appesantita dagli extra costi legati alla chiusura della discarica di Scarpino, con conseguenze che rischiano di incidere sull’aumento della TARI (fino al 20%) e sulle garanzie per i lavoratori.

La crisi di AMIU mette inoltre a rischio il bilancio del comune che non può sopportare ulteriori riduzioni alle risorse destinate ai servizi essenziali (trasporti, cultura, sociale, scuole, etc..).

Sul piano politico, il voto di martedì sancisce la fine della maggioranza uscita dalle urne, la fine di un’esperienza politica apertasi con le primarie del 2012, con la necessità di verificare in tempi rapidissimi se in questo ciclo amministrativo esistono ancora  i numeri per approvare il bilancio di previsione 2017 ed una soluzione che assicuri il futuro di AMIU.

Il sindaco Marco Doria nel corso dei colloqui con i consiglieri di maggioranza (martedì sera) e con la giunta (mercoledì mattina) ha valutato l’intenzione di dimettersi, e ha infine affidato la sua riflessione ad un comunicato nel quale prende atto della chiusura di una fase politica, dichiara di non ricandidarsi, e di non dimettersi per senso di responsabilità e per tentare di trovare i numeri in consiglio comunale per approvare il bilancio 2017 e una soluzione per AMIU.

Ieri pomeriggio si è tenuta una riunione congiunta della segreteria provinciale con i nostri consiglieri comunali, regionali e presidenti di municipio.

La posizione unanime assunta è quella di lavorare per rimediare alle conseguenze del voto di martedì. E’ necessario che tutte le forze responsabili in consiglio comunale – anche quelle che martedì scorso hanno votato contro – si rimettano intorno ad un tavolo per individuare una soluzione concreta che assicuri un futuro industriale ad AMIU, garanzie per i suoi lavoratori, e qualità del servizio a tariffe eque, senza che ulteriori risorse siano drenate dal bilancio comunale.

Occorre pertanto entro il prossimo mese di marzo ritornare in consiglio comunale per approvare il bilancio ed una nuova delibera per l'integrazione tra AMIU e IREN Ambiente.

Per raggiungere questo obiettivo è essenziale lanciare una campagna di informazione per far conoscere alla città il merito della questione, e la drammaticità della situazione che si è venuta a creare dopo il voto in consiglio.

Prima del destino di Doria, di questa giunta, e di questa esperienza amministrativa, per il PD viene il senso di responsabilità nei confronti della città, dei cittadini, e dei lavoratori, che non possono pagare il prezzo di divisioni interne al campo del centrosinistra e tattiche elettorali del centrodestra e del movimento 5 stelle.

Il voto di martedì rende più difficile il percorso di costruzione di una coalizione di centrosinistra.

Ma ci consente di fare chiarezza. E risolvere parte di quell'ambiguità programmatica che abbiamo subito dalle primarie del 2012 in poi.
Questo non vuol dire che preferiamo l'isolamento. Ma senza chiarezza e condivisione programmatica, con conseguente voto in consiglio comunale, non può esserci alleanza politica.

Avremo modo comunque di discuterne nei prossimi giorni nei circoli e nei nostri organismi.

Un caro saluto.

Alessandro Terrile, Segretario PD Genova