Intervista di Michela Bompani su La Repubblica - ed. Genova del 16 novembre 2018

«Una legge punitiva per i bambini e fortemente maschilista»: Alessia Morani, avvocata civilista, deputata Pd e membro della Commissione Giustizia della Camera inchioda il ddl Pillon, che riorganizza l’affido condiviso dei figli dopo la separazione. Oggi alle 17.30 sarà a Genova, al Bi.Bi, Service di via XX Settembre 41.
“Disegno di legge Pillon: una legge contro i bambini, una regressione dei diritti”. Con lei ne discuteranno Cristina Lodi, capogruppo Pd in consiglio comunale, Giancarlo Manti, responsabile Welfare Pd Liguria, Luisa Montolivo, avvocata e la deputata Pd Raffaella Paita. Morani non risparmia staffilate al sindaco Marco Bucci, che ha introdotto il registro delle famiglie, dove possono essere iscritte solo le coppie sposate: «Si deve rassegnare, il sindaco, la realtà è molto lontana da come la vede lui».
Alessia Morani, perché il dl Pillon punisce i bambini?
«Perché non mette al centro della riforma l’interesse del minore, ma quello dei genitori. Il bambino viene trattato come un oggetto da spartire. Ma la bigenitorialità non è spartizione di tempi e spese. Un bambino è un pacco da trasportare da una casa all’altra».
Il bambino non avrà più una casa familiare?
«Imponendo tempi paritari di permanenza del bambino tra i due genitori, non c’è più una casa familiare, un luogo d’amore e di affetto che per il bambino sia il suo luogo di riferimento. Il dl Pillon condannerà i bambini ad avere la valigia in mano».
Perché sarebbe una legge maschilista?
«Non c’è più il mantenimento: è un modo per non riconoscere alle donne i sacrifici che spesso si fanno per la famiglia, rinunciando ad esempio alla carriera professionale. Anche i padri separati versano in difficoltà, ma le statistiche indicano che la parte debole, dal punto di vista economico e professionale sia la donna».
Non sarà più reato non assistere i propri figli?
«Viene eliminata la separazione per colpa e cancellato il reato di violazione degli obblighi di assistenza: chi se ne infischia dei propri figli non risponderà più a nessuno».
A Genova, il sindaco Marco Bucci ha istituito il registro delle famiglie sposate.
«La politica dei Bucci è lontana dalla realtà: ci sono tante famiglie, non solo tradizionali. Un sindaco di solito ha fotografia della comunità che rappresenta, Bucci ha in mano, mi pare, una fotografia molto sfocata».
Ancora il sindaco è stato sconfitto in Tribunale da due mamme cui veniva impedito di registrarsi come genitori del loro bambino. Che ne pensa?
«Il sindaco non deve dimenticare che la famiglia là dove c’è amore, e nessuno può intromettersi o giudicare. La politica deve avere rispetto della libertà delle persone e su questo la giurisprudenza è consolidata. Bucci si deve rassegnare alla realtà».