«La Liguria nella lotta all`azzardo è partita per prima, con don Gallo: ora, con Toti, rischia di arrivare ultima»: Lorenzo Basso, uno dei paladini nella guerra contro le ludopatie, già deputato Pd e presidente dell`intergruppo parlamentare contro il gioco d`azzardo, ha lavorato alle tante normative sul tema ed è ormai un consulente nazionale di amministrazioni e governi, per sradicare il fenomeno.

Lorenzo Basso: cosa pensa della nuova legge regionale sulle slot?

«Se questa proposta di legge passasse così come è, varata dalla giunta Toti, allora la Liguria passerebbe da essere stata la regione pioniera, nel 2012, nella battaglia contro il gioco d`azzardo, per arginare il Gap, il gioco d`azzardo patologico, ad essere il fanalino di coda nazionale. Un paradosso. Saremmo la prima regione a non diminuire di una macchina, mantenendo ciò che è già stato installato».

Però vengono introdotte misure più restrittive rispetto alla legge precedente: le slot non potranno essere installate a meno di 500 metri (erano 300), da scuole, palestre, ospedali.

«Non si vuole sanare, ma proteggere l`esistente. Questi nuovi parametri, virtuosi, sono lettera morta: non saranno applicati sull`esistente, ma varranno solo per le nuove installazioni».

Pensa che sia un condono?

«Penso a Sampierdarena, ad alcuni quartieri a Savona, alla fitta presenza, forse non casuale, di slot nel Ponente ligure, dove sono tante le infiltrazioni malavitose. Tutto questo resterà intatto. La nuova legge regionale non taglierà ciò che già esiste e che andrebbe ridotto drasticamente, come fanno tutte le altre regioni».

Le associazioni cosa dicono?

«C`è grande preoccupazione. Ciò che soprattutto leggo con grande fiducia è la scelta di tanti esercenti di disinstallare le slot dai propri locali: i danni economici tanto paventati non sono in realtà stati rilevanti e la decisione è stata coraggiosa ed etica. Non si può lasciare all`iniziativa personale quella che deve essere una norma che la stessa conferenza Stato-Regioni ribadisce».

La Regione sostiene che la proroga che ha varato per le concessioni darà modo di applicare al meglio la direttiva della conferenza Stato-Regioni e condividere il testo con le associazioni.

«La proroga non è altro che un segnale negativo che la Regione ha dato a tutte le persone che, a loro spese, hanno deciso di rinunciare a incassi e hanno scelto di rispettare le regole. Hanno compreso i danni provocati dalle slot e hanno rispettato la prima scadenza che era stata fissata, un anno fa».

Le slot, in Liguria, diminuiranno o no?

«Se qualcosa cambierà, si dovrà agli effetti della norma nazionale, ma proprio la conferenza Stato-Regioni, tanto invocata da Toti, ha evidenziato come i governi regionali possano attuare politiche ancora più restrittive. La Liguria, evidentemente, si chiama fuori».