La commissione per il Congresso si è riunita e ha ricevuto un'unica candidatura, quella del senatore Vito Vattuone.

A sostegno della candidatura, Vattuone ha presentato circa 90 firme di componenti l'Assemblea regionale, superando ampiamente le 25 firme richieste. Come previsto, il candidato ha depositato un articolato programma di lavoro, sintetizzato in un documento politico congressuale.

Essendosi presentato un solo candidato, non si svolgeranno le primarie. L'elezione formale del segretario sarà prevista direttamente nella prima convocazione della nuova Assemblea regionale.

Vito Vattuone è nato a Casarza Ligure il 25 12 1958, è sposato e ha due figlie. Ha iniziato l'attività politico-amministrativa nel Comune di Casarza Ligure, di cui è stato consigliere comunale dal 1990 e poi Sindaco dal 1993 al 2004. Dal 1997 al 2007 è stato consigliere provinciale, capogruppo prima del Partito Popolare italiano e poi della Margherita. Vice Presidente della Filse dal 2006 al 2008.
E' stato fondatore e Presidente dell'assemblea costituente regionale Ligure del Partito Democratico. Consigliere Regionale dal 2008 al 2010.
Eletto senatore il 24 febbraio 2013
Capogruppo Pd della 4ª Commissione permanente (Difesa)
Membro della Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione
Membro della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO

Questi i suoi primi commenti:

"Il lavoro unitario del Gruppo Pd in Regione è stato una buona premessa per superare le divisioni profonde del dopo elezioni regionali - dichiara Vattuone - . Quel lavoro, insieme al paziente intervento di David Ermini che ringrazio, e all'impegno di tanti permettono oggi di raccogliere i frutti di un congresso unitario.

Considero un risultato importantissimo il fatto di aver raggiunto una unità non solo di facciata, ma reale, nei contenuti e negli impegni futuri. So bene che siamo in una fase molto articolata, con un congresso nazionale che sarà ricco di posizioni in campo: ma il fatto che abbia prevalso ciò che ci unisce su ciò che ci divide mi conforta".

Dal documento:

"Dobbiamo constatare in ultima analisi che le elezioni regionali e le comunali di Savona vinte dalla destra hanno mostrato come dalla società emerga una richiesta di innovazione che il PD Ligure ha saputo intercettare solo in parte. Si è logorato il nostro rapporto con la comunità ligure che oggi siamo chiamati a ricostruire con uno straordinario sforzo di elaborazione e di iniziativa politica che deve mobilitare tutte le nostre energie".

"Il PD non può essere solo attento alle proprie dinamiche interne. Dobbiamo dare vita a un partito aperto. Dobbiamo uscire dal modello del vecchio partito novecentesco e aprirci alla società in tutta la sua complessità".