Sabato 30 giugno il Partito  Democratico aderirà al corteo antifascista per ricordare i fatti  del giugno 1960.
Eletti, iscritti, militanti si uniranno ai tanti genovesi che si riconoscono nei valori dell'antifascismo, dell'accoglienza, della tolleranza e del rispetto.
Rispetto che crediamo debba venire prima di tutto da ogni rappresentante delle istituzioni, chiamato anche a dare l'esempio alla cittadinanza.
Per questo motivo non condividiamo i toni usati ieri dall'assessore Garassino nell'invitare  la CGIL ad  escludere "le zecche" dalla manifestazione di sabato.
Fermo restando che la violenza va sempre stigmatizzata, da qualsiasi parte venga esercitata, gli atteggiamenti irrispettosi della legge e della convivenza civile denunciati da Garassino, non potrebbero comunque giustificare l'insulto. Un assessore non può pensare di rispondere a violenza con altrettanta violenza, anche se "solo" verbale. In questo modo si ottiene il pericoloso risultato di inasprire ulteriormente gli animi e le posizioni, in un momento storico in cui, purtroppo spesso, l'intolleranza la fa da padrona.
E Garassino non può nemmeno decidere chi debba o meno partecipare al corteo del 30 giugno, organizzato da CGIL insieme ad altre associazioni democratiche e antifasciste. La Camera del Lavoro di Genova ha sempre garantito il rispetto delle istituzioni e della democrazia, per tutti, in ogni circostanza.
Con questo spirito di rispetto prenderemo parte alla manifestazione e ci auguriamo molti genovesi faranno altrettanto.

PD Genova