Gianni Crivello arriva in scooter all’appuntamento delle 11.30. E’ il giorno dell’ufficialità. Della presentazione della sua candidatura a sindaco di Genova per il centrosinistra. Per farlo ha scelto la sua Valpolcevera. E il piccolo teatro della SOC San Bartolomeo della Certosa. Lo aspettano in tanti fuori e all’interno del locale: giornalisti, amici, cittadini che lo ricordano come presidente di Municipio, compagni di una vita di impegno politico.

“Le ville e i salotti li lascio ad altri, al candidato della Lega. Sono nato e cresciuto in questa parrocchia – racconta - . Qui ho imparato a giocare a calcio. E qui venivo al cinema con mio nonno. Mi piace poi ricordare che, grazie a Comune e Governo, tra pochi mesi qui vicino partirà la riqualificazione del prezioso Chiostro della Certosa”.

Umiltà e consapevolezza. Crivello spiega alla stampa i motivi per cui ha accettato di candidarsi.

“Non ho mai avuto paura di questa sfida – prosegue - . Chi mi conosce sa che, se avessi avuto paura, non avrei certo ricoperto il ruolo di assessore alla Protezione Civile in questi anni. Nel corso delle ultime settimane in molti mi hanno incoraggiato: cittadini, amici. Ma certamente nessun comitato d’affari. E senz’altro non ho dovuto aspettare alcun via libera da Roma per dire sono io il candidato, come invece hanno dovuto fare nel centrodestra attendendo il permesso di Salvini. A correre per il ruolo di primo cittadino mi hanno spinto il senso di responsabilità e di appartenenza, con l’obiettivo di costruire un’alleanza prima di tutto con i cittadini”.

Scoppia l’applauso in sala per il candidato “operaio” come lo hanno definito “e di questo vado orgoglioso così come dell’accostamento a Cerofolini” commenta Crivello, che si dice “fiero di venire dalla storia del PCI di Berlinguer. Sono molti anni che non ho una tessera di partito, ma rispetto chi milita nei partiti e ne porta avanti l’impegno politico”.

Costruire un nuovo patto per la città, rafforzare la partecipazione dei cittadini. Ed ancora superare l’austerity e il patto di stabilità e puntare su sviluppo, cultura, turismo, scuola, università e ricerca. Questi i punti del programma di Crivello, che al primo posto mette naturalmente il lavoro: “Io e mia sorella siamo stati allevati solo da mia madre, che con onestà e sacrifici ci ha fatto crescere e ci ha dato un futuro – racconta con un filo di emozione - . Poi ci siamo sposati, abbiamo comprato una casa con il mutuo. Sono arrivati i figli e poi i nipoti. Da sempre vivo qui in Valpolcevera, in un quartiere di edilizia popolare convenzionata, e ne vado fiero. Credo quindi di aver ben chiaro cosa significhi vivere del proprio lavoro, se si ha la fortuna di averlo”.

Dopo la Valpolcevera, il candidato primo cittadino del centrosinistra inizierà da domani la sua campagna elettorale in ogni Municipio, in ogni quartiere, tra le gente, nei mercati, nei cantieri, tra le tante associazioni culturali e sportive che animano la nostra società.

“Per riscoprire e costruire insieme le ragioni e l’orgoglio di vivere e lavorare a Genova” conclude Crivello.

Alice Tordo