Dopo il gesto provocatorio del consigliere Gambino, che ha portato la fascia del Comune a commemorare i caduti di Salò, ci saremmo aspettati dal sindaco e dalla sua maggioranza una presa di posizione chiara e la riconferma dei valori antifascisti di Genova, città medaglia d'oro della Resistenza.

Bastava poco, bastava ricordare il sacrificio di chi ha perso la vita per donare a tutti noi la libertà e dire con chiarezza che la fascia tricolore del Comune di Genova lì non doveva andare.
Non si tratta della pietà per i morti, che va riconosciuta a tutti, ma di riaffermare che alcuni lottavano per la libertà e altri per affossarla nel sangue. Bastava prendere le distanze dal gesto del consigliere Gambino, censurando il suo comportamento che umilia l'intera città.
Purtroppo, ancora una volta, il sindaco e la sua maggioranza balbettano di fronte al tema della Resistenza.
Purtroppo, ancora una volta, non si dimostrano all'altezza dei valori antifascisti della città di Genova.
Chi indossa la fascia ha il dovere di fedeltà alla Repubblica, nata dalla Resistenza, e deve partecipare al mantenimento dei valori che caratterizzano e fondano lo Stato italiano.
Inoltre, chi rappresenta le istituzioni, secondo la Costituzione, deve farlo con dignità e onore.
Chi commemora i repubblichini e gli autori di una dittatura sanguinaria dimostra di non avere né dignità né onore. E dimostra di aver dimenticato i danni prodotti dall'autoritarismo, che per venti lunghi anni ha negato la libertà e i diritti dei cittadini italiani.
Al sindaco Bucci, che non perde occasione per dire che vuole rappresentare tutta la comunità dei genovesi e che nega il patrocinio al gaypride, giudicandolo divisivo, vogliamo dire che non è con l'ambiguità e il travisamento della nostra storia che si tiene unita una comunità. Gli chiediamo anche, infine, di non strumentalizzare più il comandante Bisagno. Lui, a differenza del sindaco Bucci, avrebbe saputo da che parte stare.

Gruppo consiliare PD Comune Genova
Gruppo consiliare PD Regione Liguria
PD Genova