Una città, se resta isolata, è destinata a rimanere immobile o, peggio ancora, a compiere pericolosi passi indietro. E Genova non può permetterselo. I proclama del sindaco Bucci sulla Capitale del Mediterraneo rischiano di infrangersi sullo scoglio del nuovo Governo che il presidente del Consiglio incaricato Conte si appresta a varare. E su quello scoglio rischia di frantumarsi anche il lavoro, straordinario in tema di progetti e cantieri aperti e di finanziamenti arrivati sul nostro territorio, portato avanti nel corso degli ultimi anni dagli esecutivi di centrosinistra. Questo è il rischio pericolosissimo che corriamo. E non lo dico per una questione di polemica politica fine a se stessa, ma basandomi sul contratto Lega-M5S che lo stesso Conte dice di voler applicare alla lettera.
All'interno di quel documento, Genova è coinvolta su temi strategici come il lavoro, le infrastrutture e la messa in sicurezza idraulica del territorio. Ma, ahimè, negativamente.
Partiamo dalla vicenda di Ilva. La chiusura programmata delle acciaierie di Taranto, a quanto si legge, resta una priorità dell’alleanza alla base del prossimo Governo. Inevitabili e pesantissime le ripercussioni sullo stabilimento di Cornigliano, dove verrebbero messi a rischio i posti di lavoro e l'accordo di programma. L'attualità di questo problema è emersa in maniera dirompente in Comune, nel corso della Commissione consiliare dedicata a Ilva: la seduta ha dovuto essere sospesa proprio per le evidenti spaccature tra le forze che oggi compongono il Governo e che siedono anche in Sala Rossa a Tursi.
Proseguiamo sul tema delle grandi opere e dei collegamenti indispensabili per portare Genova e la Liguria fuori dall'isolamento: dal contratto di Governo, a seconda del momento, con una serie di correzioni appare e scompare il Terzo Valico. Il futuro di un collegamento ferroviario così importante, per Genova e per l'Europa, è quindi immerso in un clima di totale incertezza, considerato inoltre che sul nostro territorio gli esponenti grillini continuano a ribadire la loro contrarietà a questa infrastruttura. Il medesimo atteggiamento ostile è stato espresso più volte nei confronti della Gronda di Ponente.
E, purtroppo, abbiamo molte volte constatato diffidenza e perplessità da parte del M5S anche verso lo scolmatore del Bisagno, ricordo come una ferita l’astensione in Consiglio comunale sul progetto dello scolmatore del Fereggiano. Dobbiamo quindi attenderci uno stop anche alla messa in sicurezza idrogeologica del nostro territorio? Quella su cui i Governi di centrosinistra nazionali e locali hanno messo in campo oltre 400 milioni di Euro. Quella su cui le amministrazioni di centrosinistra hanno saputo lavorare insieme, progettando e dando il via a cantieri importanti che potranno finalmente rendere la nostra città più forte di fronte al rischio di eventi alluvionali.
Genova e i genovesi non meritano tutto questo. Non meritano una così folle marcia indietro, a un passo dal traguardo, rispetto a obiettivi per i quali le amministrazioni e i Governi di centrosinistra hanno saputo ottenere risultati concreti.
Il Partito Democratico, con i suoi eletti ad ogni livello istituzionale, si batterà per il futuro della nostra città, per non sprecare irrimediabilmente occasioni uniche di crescita per Genova.

Alberto Pandolfo, segretario Pd Genova