No alla delibera della giunta Bucci su AMIU. Lo dicono i consiglieri comunali genovesi del Partito Democratico che oggi hanno votato negativamente sul documento. Una delibera che, secondo il PD, permette di arrivare al 2018, ma non risolve nel profondo la questione AMIU, ne mette a rischio il futuro e porterà sicuramente in futuro a un aumento delle tariffe per i cittadini.
Tre gli argomenti che hanno motivato il parere sfavorevole del PD, come ha spiegato la capogruppo Cristina Lodi, nella dichiarazione di voto.
Innanzitutto i consiglieri PD dicono no all'indebitamento, che prima o poi andrà inevitabilmente a carico dei cittadini. Il Comune si indebita per 7 milioni, in più con la delibera si vanno a prendere 2,5 milioni dal Fondo di riserva che di solito è usato per emergenze e temi sociali. Si arriva così ai dieci milioni che servono per traghettare sino al 2018.
Il secondo no è contro l'aumento delle tariffe. Nel piano di rientro dei 156 milioni in dieci anni, viene previsto a partire dal 2018 un aumento delle tariffe sui cittadini per il recupero. Affermazione scritta nella delibera, ma poi smentita dalla maggioranza in Commissione. Peccato che le votazioni si facciano sui documenti e non sulle intenzioni espresse a parole degli assessori. Per questo i consiglieri PD ribadiscono il loro no.
Infine, il PD dice no a questa delibera perché non prevede alcun piano industriale per AMIU, presente invece nell'ipotesi  di aggregazione AMIU - Iren, dove si facevano ipotesi più  ampie ed Iren si impegnava a cercare risorse per non gravare sui cittadini.  Inoltre non è stata data nessuna rassicurazione rispetto al rischio e all'ipotesi dello spacchettamento di AMIU tra raccolta e smaltimento dei rifiuti, sul quale la giunta ha detto si deciderà a ottobre.

I consiglieri comunali del PD: Mauro Avvenente, Stefano Bernini, Cristina Lodi, Alberto Pandolfo, Alessandro Terrile e Claudio Villa