Il 4 marzo non si sceglie chi eliminare in un reality, né il colore di una camicia. Il 4 marzo si sceglie il futuro del nostro Paese.

Da una parte ci siamo noi del Partito Democratico. Abbiamo fatto degli errori, certo, ma abbiamo accompagnato l’Italia dal rischio bancarotta, al +1,5 di PIL.

No, oggi non va tutto bene, in Italia. Ancora molti non sentono i benefici della ripresa, e a loro dedicheremo i prossimi 5 anni, con misure per le famiglie, per i più deboli, per il lavoro stabile. Ma sicuramente oggi le cose vanno meglio. E interrompere questo cammino sarebbe fatale.

Dall’altra parte c’è la destra, che ci aveva portato sull’orlo del baratro. E i 5Stelle, che alla prova dei fatti hanno fallito in ogni città in cui governano.

Sono le due forze politiche che si sono opposte a tutte le buone cose fatte fino ad oggi.

Una volta al governo, cosa faranno, aboliranno il biotestamento, il reddito di inclusione per le famiglie povere, gli 80 euro, le unioni civili, la legge sul dopodinoi, quella sull’autismo, il divorzio breve, il codice antimafia, l’autorità nazionale anticorruzione, la dichiarazione dei redditi precompilata?

E faranno tornare l’IMU sulla prima casa, le tasse sul lavoro, la depenalizzazione del falso in bilancio, le dimissioni in bianco per le lavoratrici in stato di gravidanza?

Hanno riempito la campagna elettorale di promesse sbagliate e impossibili. Come la flat tax, che Berlusconi aveva scritto al punto numero uno del contratto con gli italiani del 1994 e non ha mai realizzato nei dieci anni del suo governo. O come il reddito di cittadinanza, economicamente insostenibile.

Noi abbiamo scelto una strada più noiosa e meno accattivante: quella della serietà. Abbiamo raccontato cento cose fatte e preso cento impegni concreti per il futuro. Perché crediamo che questo Paese possa crescere solo con la fatica quotidiana e con la responsabilità.

Insomma, le differenze sono chiare. E si ritrovano anche nei nomi e cognomi di chi dovrà stare al Governo: volete Salvini al posto di Minniti? Tremonti al posto di Padoan? Scajola al posto di Calenda? Vi fidate di più di Gentiloni o di Di Battista?

Loro giocano sulla paura, il PD sulla speranza.
Loro trovano forza nel disfattismo e nella lamentela, il PD nella concretezza.
Loro contano sugli slogan, il PD sulle cose fatte.

È arrivato il momento di scegliere quale Italia vogliamo, nei prossimi 5 anni.

Buon voto.