Con il decreto Genova il governo nazionale, quello che vorrebbe spacciarsi come il governo del cambiamento, vuole togliere la fascia di rispetto ai praesi. In un sol colpo dà la possibilità di cancellare la cessione definitiva delle aree al Comune, concordata nel 2016 con il governo di centrosinistra, e l’esperienza ventennale di gestione comunitaria della fascia. Un cambiamento sì, ma in peggio.
Nel decreto, ormai convertito in legge, la maggioranza giallo-verde non parla più di trasferimento ma di una nuova concessione in esclusiva al Comune della fascia di rispetto, che resterebbe pertanto in capo al demanio di Autorità Portuale. In questo modo di fatto verrebbe a decadere anche la cogestione tra amministrazione e associazione Pra' Viva, e si getterebbe al vento un'esperienza ventennale, importantissima per il tessuto associativo e comunitario della delegazione nel mantenere unite le attività sportive e quelle sociali.
Nello specifico la legge di conversione del decreto dice al comma 3-ter all'articolo 5: “Al fine di garantire idonee misure a sostegno della mobilità sostenibile, anche attraverso l'individuazione di aree utilizzabili quali parcheggi di interscambio, può essere concessa, per la durata di trenta anni, a favore del comune di Genova, l'area demaniale marittima compresa tra il rio Branega e il rio San Michele, conosciuta come "fascia di rispetto di Pra'". Il rischio concreto è quindi che in quest'area l'amministrazione scelga di realizzare un silos parcheggio a più piani stile Famagosta.
Nei giorni scorsi, in riferimento a questo  provvedimento, e puntando su quel “può essere concessa” che si legge nel testo, il Consiglio Municipale del Ponente ha  approvato a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri M5S,  una mozione nella quale si esprime “contrarietà a un intervento legislativo che cancella le esperienze maturate in questi anni e che è un passo indietro significativo rispetto alle richieste da lungo tempo espresse da questo territorio e concretizzatesi col Patto per la Città del 2016”, sempre nella mozione si chiede “al Comune di Genova di non modificare la situazione concessoria in atto e di lavorare verso il trasferimento non oneroso delle aree così come definito nel 2016”.

Pd Genova