Indietro tutta. L’alleanza gialloverde al Governo ha deciso di bloccare lo sviluppo del Paese e delle sue infrastrutture, scegliendo la via della decrescita, che per la nostra Genova e la Liguria intera significa solo aumentare l’isolamento dal punto di vista dei commerci, delle produzioni, del futuro: nulla di felice.
La scelta del Ministro Toninelli di voler rivedere complessivamente, tra le altri grandi opere nazionali, anche il Terzo Valico e la Gronda di Ponente, eventualmente mettendone anche in discussione i progetti e l’esecuzione, ci lascia esterrefatti.
Se confermata, questa decisione significherebbe fermare un cantiere già avanzato e finanziato, come quello del Terzo Valico, e un’opera su cui si è conclusa la Conferenza dei servizi e i cui cantieri dovrebbero iniziare ad essere aperti in autunno, come la Gronda.
Due infrastrutture che il nostro territorio aspettava da decenni e che i Governi di centrosinistra, in sinergia con le amministrazioni locali, le categorie e le parti sociali, erano riuscite a sbloccare.
Oggi tutto questo impegno potrebbe essere spazzato via dal pregiudizio e dall’assoluta mancanza di visione del Governo: un cambiamento, certo, ma in peggio per l’economia e il nostro territorio. E di certo le rassicurazioni sul tema da parte del sottosegretario Edoardo Rixi non sono sufficienti a placare i nostri timori.
Come Partito Democratico ci opporremo con tutte le forze contro questa scelta e per salvare dall’isolamento la nostra terra.
Lo faremo nelle istituzioni e nella società, coinvolgendo il mondo del lavoro e dell’industria, in maniera trasversale, perché in gioco è il futuro di Genova e della Liguria.
A questo proposito ricordiamo positivamente, qualche anno fa, la grande mobilitazione della città, con un corteo che da piazza De Ferrari arrivò alla Prefettura per sollecitare la realizzazione del Terzo Valico. Nonostante i passi avanti fatti da quel luglio 2011, con cantieri già avviati come quelli appunto del Terzo Valico, probabilmente, in questo momento, è necessaria una nuova mobilitazione di quel genere.
Oggi come ieri occorre una risposta decisa e coesa da parte di Genova e della Liguria.

Vito Vattuone, segretario Pd Liguria
Alberto Pandolfo, segretario Pd Genova

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Le dichiarazioni del Ministro Toninelli di rivedere, senza escludere l’ipotesi di stoppare, opere fondamentali per la nostra città come Gronda di Ponente e Terzo Valico mettono in serio pericolo il futuro della nostra città e regione.
Già a marzo, in Consiglio comunale, era stata approvata ad ampia maggioranza una mozione per il completamento del Terzo Valico, documento che impegnava sindaco e giunta a monitorare e a promuovere in tutte le sedi la realizzazione di quest’opera e a diffondere, in merito, campagne informative rivolte ai cittadini.
Oggi più che mai questo impegno è fondamentale. Il Gruppo consiliare del Pd è pronto a fare la sua parte per difendere il futuro di Genova e dei genovesi e, se necessario, chiamerà in aula tutta la società civile a sostegno di queste due infrastrutture fondamentali.

Cristina Lodi, capogruppo Pd Comune di Genova

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Parole irresponsabili da parte del ministro Toninelli. Questa farsa deve finire: è impensabile che il nuovo governo del presunto cambiamento metta continuamente in discussione opere strategiche per il Paese e per la Liguria come il Terzo Valico e la Gronda. Opere vitali per il futuro della nostra regione che non possono e non devono essere messe in discussione da chi evidentemente non ha la benché minima idea di quanto servano queste infrastrutture per l’economia italiana e per rompere l’isolamento della Liguria.
Non è né pensabile né accettabile che opere in stato di avanzamento e completamente finanziate e autorizzate come il Terzo Valico o un’opera altrettanto importante come la Gronda che ha esaurito tutti i passaggi amministrativi, compresi la Via e la dichiarazione di pubblica utilità da parte del Governo e i cui cantieri dovrebbero iniziare, a partire dalle opere propedeutiche, già dall’autunno prossimo, possano saltare a causa del pregiudizio ideologico di un ministro che chiaramente non sa di cosa parla. Ci domandiamo di fronte a queste dichiarazioni dove sia finito Edoardo Rixi con le sue rassicurazioni.
Ci auguriamo che tutte le istituzioni dalla Regione al Comune, le forze sociali, i parlamentari liguri facciano sentire la loro voce per impedire che la Liguria riceva un danno economico di colossali proporzioni.
È del tutto evidente che questo Governo, come dimostrano questa vicenda relativa alle infrastrutture e la vicenda dell’Ilva, non ha una linea politica e quando ce l’ha è contraria agli interessi del Paese e sicuramente, come in questo caso, è contraria agli interessi dei liguri. Fermare la Gronda e il Terzo Valico significa affossare la Liguria.

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria

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vevamo capito fin dall’inizio qual era la pulsione dei 5 Stelle nei confronti delle grandi opere. E solo la Lega, da quando è la loro alleata di governo, finge di non rendersene conto. Ma forse adesso, dopo le dichiarazioni di Toninelli, anche il Carroccio ha più chiara la situazione. L’errore madornale è stato affidare ai grillini il ministero delle Infrastrutture. E così, adesso, il ministro Toninelli mette in pratica ciò che il Movimento 5 Stelle ripete da sempre: stop alla Gronda, al Terzo Valico e al Tav. In un Paese che già perde occupati e con percentuali di crescita ancora molto basse, rallentare o addirittura cancellare infrastrutture strategiche come queste (per la Liguria parliamo di opere vitali) non farà altro che aumentare la crisi in cui già ci troviamo.

Pippo Rossetti, consigliere regionale Pd Liguria

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Ecco servita la ‘decrescita felice’ dell’Asse Giallo-Verde. Bloccano tutte le opere , tra le quali anche l’importante Gronda autostradale di Genova e la Tav, nascondendosi dietro presunte nuove analisi costi-benefici. Sta bloccando 130 mld di investimenti in tutta Italia.
Sulla gronda Anni di fatica per approvare iter, progetti, chiudere la conferenza dei servizi, per interrompere l’isolamento della Liguria e del suo capoluogo e si deve ricominciare tutto da capo. Ora non bastano più le parole rassicuranti del leghista Edoardo Rixi, ex assessore allo Sviluppo economico della Regione e ora in Parlamento. O, meglio, non ci crediamo più. Se Rixi fosse coerente, non starebbe in un governo che ha come obiettivo riportarci al Medioevo.

On.le Raffaella Paita