È facile prevedere quali regole d’oro seguirà il Sindaco Bucci per la campagna elettorale del Centrodestra nei poco più di 100 giorni che ci separano dal voto politico. Variazioni di tono a parte e badando al sodo saranno tre: scaricare ogni responsabilità per le promesse non mantenute, screditare l’avversario, dire solo quello che la gente vuole sentirsi dire. Ho avuto modo di veder applicare, o meglio di subire, queste linee guida in una piovosa serata di fine novembre a Cornigliano. La prima regola è di semplice applicazione, soprattutto per ritardi nelle opere pubbliche. Si trova sempre qualcuno o qualcosa su cui addossare la colpa. Il Governo va bene sempre, ma anche la burocrazia imperante e imperversante coi mille lacci e lacciuoli che impone agli amministratori locali e poi le leggi, particolarmente quelle europee e nazionali contro la corruzione e a tutela della concorrenza, senza le quali tutto sarebbe più veloce. Buona norma è abbondare con i “sinceramente”, “credetemi” e “se potessi decidere io sarebbe tutto fast and easy”. Nel caso in cui la responsabilità di una scelta fosse solo del Comune e quindi il Sindaco, viene in aiuto la seconda regola: dirottare l’attenzione dei presenti individuando un nemico da criminalizzare. A Cornigliano i cittadini chiedono la riapertura dell’ufficio anagrafe. Il sindaco potrebbe farlo con le poche righe di un ordine di servizio, ma non sa o non vuole. Serve un diversivo. Con un gesto teatrale Bucci punta il dito verso uno dei presenti e grida: Sapete di chi è la colpa se hanno chiuso l’anagrafe? E’ la sua! Il candidato untore era il sottoscritto. Se la prima regola è stata ben dosata, a nulla servirebbe all’accusato argomentare che in 10 anni di presidenza del Municipio ha saputo difendere il territorio dalle minacciate riduzioni di servizi, tantomeno ricordare che, Assessore della Giunta precedente, aveva pubblicamente sostenuto, anche sulle pagine del vostro giornale, la contrarietà ad un provvedimento che colpiva un’area dove la domanda di servizi civici è più complessa che altrove. Il folto manipolo di sostenitori del centrodestra, alzando la voce, smorza l’efficacia di ogni oggettiva argomentazione. Il clima si fa adatto per applicare la terza regola. I cittadini vogliono che sia spostato lontano dalle case e dai negozi il depuratore di Cornigliano, ma non gradiscono che il nuovo impianto che verrà realizzato sempre a Cornigliano nelle aree dismesse da Ilva sia destinato ad accogliere i fanghi prodotti da analoghi impianti di tutta la città. In teoria è possibile. Il Sindaco della Città Metropolitana governa il ciclo delle acque di tutta la provincia, potrebbe scegliere di trasferire il solo impianto di depurazione acque ed individuare un nuovo sito per l’impianto di trattamento fanghi. Comporterebbe tempi più lunghi, forse perdita di qualche finanziamento, certo spreco del lavoro e delle risorse sin qui impegnati. Bucci a Cornigliano applica la regola e afferma che la scelta deve essere ridiscussa. Solo pochi giorni prima lo stesso Bucci a Palazzo Spinola aveva imposto a Iren di presentare entro la prima metà di dicembre il progetto definitivo dell’impianto integrato di depurazione e trattamento fanghi. La regola d’oro di è “dire pubblicamente quel che la gente vuol sentirsi dire”, ma in quanto al fare, nel chiuso del Palazzo, la cosa è ben diversa… Una sceneggiatura simile mia ha trovato stupito spettatore a Palazzo Tursi, quando Bucci ha promesso ai tranvieri l’assegnazione diretta ad AMT del trasporto pubblico locale, anche se poco tempo prima aveva rinnovato, nel Palazzo della Provincia, l’incarico di predisporre le procedure per la gara… Mia nonna, una contadina dell’Oltrepò, mi spronava a dire la verità o tacere, perché le bugie hanno le gambe corte. Non so cosa dicesse sua nonna al Sindaco. Forse pensa che dire cose piacevoli ed omettere quelle spiacevoli sia una bugia che rende più felici gli ascoltatori, o forse, più miseramente, spera solo che le gambe corte siano comunque sufficienti ad arrivare al giorno del voto. Temo ci tocchi una campagna elettorale in cui si farà gara a chi la racconta più bella, a meno che non risvegli quella cittadinanza attiva che, orfana dei partiti, deve ritrovare una voce.

Stefano Bernini, consigliere comunale PD