Nel giorno in cui si concludono le ultime prove tecniche sul modello in scala dello scolmatore del Bisagno, il governo giallo-verde chiude Italia Sicura, trasferendo le competenze al ministero dell’Ambiente. La Struttura di Missione è quel soggetto istituzionale che ha consentito di stanziare per l’area metropolitana genovese e soprattutto per la città di Genova il più grande finanziamento della sua storia contro il dissesto idrogeologico: 379 milioni di euro. Soldi necessari, tra le altre cose, a realizzare o a completare opere fondamentali per la messa in sicurezza idraulica di Genova come la copertura e lo scolmatore del Bisagno.
Il governo di Lega e 5 Stelle però ha deciso di tornare indietro, riportando la competenza e i finanziamenti nelle pastoie del ministero dell’Ambiente. Il rischio adesso è che la continuità della programmazione venga meno e che si finisca per dissipare il grande lavoro fatto in questi anni, che aveva assicurato finanziamenti, snellimento delle pratiche burocratiche e tempi certi.
Italia Sicura, finora, ha investito 9 miliardi di euro contro frane e alluvioni, con 1334 cantieri in tutta Italia. Per la nuova programmazione 2015-2023, il Piano nazionale di interventi aveva individuato 9.420 opere per circa 28 miliardi di euro. Cosa accadrà adesso? Il presidente Toti e l’assessore Giampedrone, anziché dedicarsi a tagliare nastri di opere finanziate dal precedente governo, sarebbe bene dicessero qualcosa, visto che proprio le Regioni, nel recente passato, avevano chiesto di proseguire con questo metodo di lavoro, che aveva consentito di superare le inefficienze storiche del ministero dell'Ambiente. Ora per garantire qualche equilibrio politico in seno al governo giallo-verde si torna indietro. Ma non è una buona pagina per il riassetto idrogeologico del territorio italiano, per il 60% esposto al rischio frane e alluvioni.

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria