Insieme a Mara Carocci, che è la prima firmataria, e ad altri deputati e deputate del Pd, presentiamo una interrogazione ai Ministri degli Interni e dell’Istruzione, anche sollecitati dalla petizione che Livio di Tullio ha lanciato su change.org e che vale la pena firmare. Come sempre, utilizziamo gli strumenti che abbiamo a disposizione come parlamentari per affiancare e sostenere le richieste di chiarezza e impegno che i cittadini rivolgono alle istituzioni.
Abbiamo potuto verificare, nel corso delle ore e delle giornate, quanto complessa sia una vicenda come quella di Lavagna e come tante altre che coinvolgono gli adolescenti e le loro famiglie. Resta la responsabilità dello stato nel darsi obiettivi e modalità giuste per affrontarli. Questo il testo dell’interrogazione

Al Ministro dell'Interno, al Ministro dell'Istruzione della Ricerca e dell'Università,
per sapere - premesso che:

all’interno delle scuole italiane sono sempre più frequenti blitz antidroga;

tuttavia, nonostante il dispiegamento delle forze, il consumo di cannabis fra gli adolescenti non accenna a diminuire, come certificato da molti rapporti e ricerche epidemiologiche;

questi interventi – inoltre – appaiono in controtendenza rispetto agli orientamenti generali sul tema caldeggiati dalla Direzione Nazionale Antimafia (DNA). Nella relazione del 2015, ad esempio, si legge che "un'azione repressiva ad ampio spettro come quella attuale non è sostenibile, o se è sostenibile lo è a detrimento della repressione di reati analoghi che lo stesso legislatore ritiene più gravi.”

recenti episodi, di grande drammaticità, hanno messo in evidenza quanto siano complesse le dinamiche che si generano tra istituzione scolastica/famiglia/forze dell’ordine nel rapporto con i ragazzi, e quanto sia necessario un orientamento corretto da parte dello Stato nei confronti delle sue articolazioni

i dirigenti scolastici hanno difficoltà ad individuare una linea di condotta che tuteli i ragazzi ma consenta anche alle forze dell'ordine di svolgere il loro lavoro;

come segnalato dalla Procura dei minori di Genova, secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica: " Bisogna essere "specializzati" poiché i nostri ragazzi sono sempre più fragili: la perquisizione di un adulto o di un adolescente dovrebbero essere codificate come due operazioni differenti. Ci sono ragazzini per cui la vergogna e il dolore sono insopportabili. Quello che per gli operatori è un atto di routine, per un adolescente può avere effetti deflagranti (....) specializzazione significa mettere in condizione gli insegnanti e i dirigenti di poter tenere sempre attivo un confronto con gli adolescenti per aiutarli ad affrontare un'età complicata";

la scuola deve svolgere il proprio ruolo educativo, e farlo in sinergia con i servizi di prevenzione, con esperti sanitari che parlino non solo di droghe, ma di qualità della vita e della ricerca del benessere. Infatti i pregiudizi, gli stereotipi, le false credenze dei giovani spesso condizionano la loro percezione del rischio, svalutando l’importanza degli effetti o facendoli sentire lontani dal problema:

fare prevenzione, dunque, significa oggi fornire alle nuove generazioni strumenti e opportunità che li aiutino ad affrontare la complessità del vivere. Affinché i ragazzi possano acquisire competenze atte a favorire lo sviluppo di elementi protettivi rispetto ai rischi che possono accompagnare, tra le altre, la scelta di utilizzare o meno sostanze psicoattive ed alcool, è importante lavorare sulle loro abilità cognitive, emotive e relazionali.

è necessario inoltre realizzare opportune iniziative nei confronti delle famiglie, per fare maturare un atteggiamento utile a sostenere i ragazzi nei percorsi di assunzione di consapevolezza rispetto all’uso di sostanze.

per quanto riguarda i controlli, il rapporto con i minori va attuato con la necessaria discrezione, evitando di criminalizzarli a priori, coinvolgendoli e responsabilizzandoli e non semplicemente intimorendoli:-

- quali iniziative si intendano realizzare per promuovere un’attività di prevenzione essenziale in tema di dipendenze patologiche nelle scuole italiane e per garantire un maggior grado di sensibilizzazione al tema;

- quali indicazioni si intendano dare alle forze dell’ordine affinché la loro opera sia orientata alla prevenzione e alla specializzazione dell’approccio con i minori;

- quali indicazioni e supporti si intendano fornire sia ai dirigenti scolastici sia alle forze dell’ordine relativamente ai controlli dentro e fuori le istituzioni scolastiche.

Anna Giacobbe