Connessione e isolamento. In una ipotetica “ tag cloud” che sintetizzi i temi di una breve, quanto impegnativa, campagna elettorale, queste due parole avrebbero il posto d'onore.

Da una parte, la capacità di connessione e contatto con i bisogni dei cittadini sbandierata e raggiunta da chi è uscito vincitore dalle urne. Dall'altra, l'incapacità di ascolto, e quindi l'isolamento, dei partiti tradizionali rispetto alle richieste dei cittadini.

Ma connessione e isolamento possono interessare in maniera opposta anche una dimensione più ampia rispetto a quella personale o del rapporto candidato/cittadino. Possono coinvolgere la dimensione di sviluppo metropolitano, nazionale e internazionale di una città come Genova.

Domenica notte, o forse sarebbe più corretto dire lunedì mattina, una delle mie prime riflessioni ai microfoni di una testata locale, rispetto al risultato del M5S, metteva in evidenza come prima preoccupazione il “pericolo isolamento” a cui Genova stava andando incontro.

Il No dei Cinque Stelle ai lavori e finanziamenti del Terzo Valico lanciato quasi come slogan elettorale da Di Maio qui a Genova, e ripetuto ieri dalla capogruppo pentastellata in Regione, Alice Salvatore, se concretizzato, porterebbe una ferita enorme alla nostra città.

I lavori sono già abbondantemente avanzati e se fermati, oltre al danno di lasciarli incompiuti, ci sarebbe la beffa di dover pagare enormi penali. Per cosa poi? Per condannare una città come Genova, e un territorio come quello ligure, che ha nel suo Dna e nella sua storia il transito e lo scambio di merci e persone, all'isolamento locale, nazionale ed internazionale.

Sarebbe un danno per l'intero Paese e per la sua capacità di connettersi all'interno di un quadro europeo che ha bisogno come l'aria di infrastrutture veloci ed efficaci. Quelle che garantiscono connessione e collegamenti, che non esistono solo sulla Rete tanto amata dai grillini.

Durante il nostro Governo, sono arrivati cospicui finanziamenti per le infrastrutture del nostro territorio da cui trarranno giovamento sia gli operatori economici e portuali che i cittadini: gronda di Ponente, Terzo Valico, porto, nuove viabilità nella città metropolitana, velocizzazione delle linee ferroviarie Genova-Torino e Genova-Milano, interventi ferroviari su Genova, fermata ferroviaria aeroporto.

Ancor oggi il Ministro uscente delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha firmato un decreto di riparto di 191,026 milioni di euro del fondo per migliorare l'offerta di servizi di trasporto pubblico locale nelle aree metropolitane: per la metropolitana di Genova 15 milioni di Euro destinanti alla fornitura di tre unità di trazione. Questi sono fatti e non slogan da campagna elettorale. I fatti di chi crede nel futuro e non vuole che la nostra città ne resti esclusa.

Alberto Pandolfo, segretario PD Genova