Oggi il Decreto Genova, o meglio il Decreto vergogna – perché è servito alla maggioranza gialloverde per far passare il condono di Ischia – è stato approvato al Senato tra l’esultanza del ministro Toninelli e del vice ministro Rixi che non ci sentiamo di condividere, perché giudichiamo questo provvedimento, arrivato dopo tre mesi dal tragico crollo del Morandi, totalmente insufficiente e inadeguato.
Mancano certezze su chi farà il nuovo ponte e sui tempi in cui verrà realizzato. Non esiste alcuna misura per lo sviluppo della città. La cassa integrazione in deroga è pesantemente sotto finanziata, tanto che rischia di esaurirsi ad aprile 2019. La Zona franca, praticamente, non esiste più. E non esiste alcun indennizzo per gli abitanti della Zona arancione, nonostante le promesse vane di Bucci.

Anche sui risarcimenti alle aziende, il decreto è ancora una volta drammaticamente insufficiente. La Camera di Commercio ha stimato il danno per le imprese in 422 milioni di euro, l’esecutivo ne ha stanziati soltanto poco più di 80. Briciole. E briciole sono anche quelle che il Governo pensa di dare al porto di Genova, il principale scalo italiano: appena 17 milioni di euro. La Zes, la Zona economica speciale che il Partito Democratico aveva proposto proprio per il nostro porto e che sarebbe valsa 50 milioni, non è stata fatta.
Noi non ci fermeremo certo qui e ci impegneremo per ottenere maggiori risorse e risposte concrete dal Governo in fase di discussione della Legge di Bilancio. Lo dobbiamo a Genova, ai suoi abitanti, alle realtà che ogni giorno fanno i conti con questa grave emergenza. Troviamo del tutto surreale e completamente immotivata la soddisfazione espressa da Bucci e Toti.

Gruppo consiliare Pd Regione Liguria
Gruppo consiliare Pd Comune di Genova
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