Questa mattina abbiamo partecipato al corteo promosso dagli abitanti della cosiddetta “zona arancione”, che rivendicano il diritto a veder riconosciuto un indennizzo, perché risiedono nell’area vicina alla zona rossa e dovranno convivere, per almeno due anni, con i cantieri della ricostruzione.

Diritto che, grazie alla proposta che abbiamo avanzato in Consiglio regionale, è diventato legge, ma che non ha mai ricevuto alcuna risposta da parte del Governo, che ha respinto sia nel Decreto Genova sia nella discussione sul Bilancio 2019 tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo Pd, finalizzati a stanziare risorse adeguate per gli indennizzi.
Crediamo che sia venuto il momento che il Commissario Bucci passi dalle parole ai fatti. A parole infatti non ha mai negato il diritto degli abitanti della zona arancione, che chiedono di poter vivere durante il cantiere in un altro posto. Nei fatti tutte le promesse del commissario si sono dimostrate vane.
Abbiamo chiesto al presidente Toti, che in maggioranza ha la Lega e che ci auguriamo abbia capito che il Decreto Genova fa acqua da tutte le parti, di non far finta di niente e di intervenire sul commissario Bucci affinché avvii formalmente le procedure della legge regionale, il Pris, perimetri l’area, quantifichi il valore degli indennizzi, individui, d’intesa con il Governo, le risorse e proceda con i pagamenti. I tempi sono molto stretti, visto che il cantiere – speriamo - partirà a breve, anche se per il sindaco i lavori sono già iniziati il 15 dicembre. Bisogna scongiurare il rischio che a cantiere aperto gli abitanti siano ancora lì, in mezzo alle polveri, al rischio amianto e al passaggio dei camion.

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