Spronati dal presidente della Regione Giovanni Toti, i sindaci di centrodestra hanno fatto saltare l’accordo raggiunto nei giorni scorsi sotto la regia di ANCI Liguria per ospitare i migranti in modo proporzionale al numero di abitanti e di comuni della regione.
Il piano elaborato da Paolo Pezzana prevedeva che i sindaci dei comuni liguri sarebbero diventati protagonisti dell'accoglienza attraverso i progetti SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) determinando i luoghi dell'accoglienza e limitandola ai numeri previsti dall'accordo.
Cosa succede ora?
Senza accordo, non esiste più il tetto di 6.043 profughi per la Liguria.
Senza accordo, i comuni che finora non hanno voluto accogliere migranti non solo ne riceveranno una quota contro la loro volontà, ma potrebbero anche subire l’apertura di Cas (Centri assistenza straordinaria) che verranno individuati dai prefetti.
Insomma, una battaglia tutta elettorale del centrodestra di Toti che paradossalmente alla fine porterà in Liguria più profughi e senza alcun controllo dei sindaci, almeno nei comuni che continueranno a non collaborare.
Il sindaco Chiappori di Diano Marina sembra soddisfatto: "Ci penserà il prefetto? Bene - dice - Arriverà a dirmi ne prendi 15, vediamo se ci riesce, l'unica cosa certa è che i migranti nel mio Comune li metterà lo Stato, non io".
Questo è il centrodestra in Liguria.
Preferisce non risolvere i problemi per fare propaganda.

Alessandro Terrile, segretario PD Genova