LA DIREZIONE DELLA FEDERAZIONE DI GENOVA DEL PARTITO DEMOCRATICO
Su proposta della Segreteria provinciale approva il seguente documento

La tragedia del Ponte Morandi, di carattere sovranazionale, ha fatto emergere problematiche di carattere diverso e pone le forze politiche e le istituzioni di fronte a uno scenario di cui non si percepisce ancora la complessità.
L’interruzione e la limitazione del nodo logistico genovese avranno ricadute con effetti moltiplicatori negativi sia nel tempo che nello spazio, configurando una vera e propria crisi di sistema che, se non affrontata in modo adeguato non solo con misure straordinarie ed urgenti ma con interventi costanti in un periodo che dovremo misurare in anni, rischia di compromettere le possibilità di sviluppo della Città e del sistema territoriale che ad essa fa riferimento in assenza di adeguati provvedimenti governativi.  
È necessario affermare con nettezza che il primo obiettivo deve essere quello di avere verità e giustizia per le 43 vittime del disastro, favorendo in ogni modo l’azione della magistratura che auspichiamo celere e incisiva. Non è possibile che questa catastrofe rimanga senza responsabili.
Dobbiamo però registrare anche un divario profondo tra la gestione dell’evento e della crisi da parte del Governo rispetto a quella di Regione Liguria e Comune di Genova. Se al primo livello si è assistito e si assiste ad un uso retorico e propagandistico di quanto accaduto e si subordina la soluzione dei problemi concreti, ad esempio con specifici provvedimenti governativi, a una polemica politica che nasconda le enormi contraddizioni nella maggioranza; il presidente della Regione e il sindaco di Genova hanno condotto fino ad oggi un’azione, che condividiamo, volta a salvaguardare gli interessi della città e del territorio.
È un segnale di responsabilità istituzionale che dobbiamo cogliere e a cui vogliamo dare un contributo nel senso di unità e condivisione, non di facciata. L’unità di cui ha bisogno Genova non passa infatti da un’opposizione semplicemente vigilante ma da un coinvolgimento pieno nelle scelte difficili e complesse che dovranno essere attuate per permettere alla società e all’economia genovese e ligure di non subire dal crollo del Ponte Morandi una perdita di competitività e di potenzialità di crescita tale da trasformarsi da congiunturale a strutturale.
Il primo atto che può andare in questa direzione è la costituzione di una Commissione Speciale del Consiglio Comunale dedicata alla discussione di tutti i provvedimenti da adottare per la gestione dei prossimi mesi, a partire dalla situazione degli sfollati con cui va affrontato immediatamente il tema del ricollocamento definitivo, al di fuori dalla logica emergenziale, trattando la questione negli stessi termini amministrativi degli interferiti della Gronda di Ponente (partendo da quanto previsto dal PRIS: indennizzo a prezzo di mercato +43.000 euro ovvero, in alternativa, la consegna di un nuovo appartamento pagato da Società Autostrade).
In quella sede potranno essere anche approfondite proposte che il Partito Democratico elaborerà a diversi livelli, a partire dalla necessaria presentazione di un Disegno di Legge Speciale per Genova con l'obiettivo di dare un chiaro indirizzo ad un Governo che sembra molto concentrato sul tema delle concessioni piuttosto che su quello del sostegno e del rilancio del più importante porto italiano e del suo vasto retroterra di rete. Non percepiamo anche in questo caso la chiara consapevolezza che la limitazione del sistema genovese comporterà riflessi negativi sull’economia nazionale ed in particolare sul nord ovest e la Lombardia.
Il riflesso nell’azione del Partito Nazionale delle istanze del territorio è peraltro l’unica risposta possibile ad umori e sentimenti profondi della cittadinanza espressi verso di noi nei giorni della tragedia; voci che devono essere ascoltate e comprese e che necessitano di ottenere una risposta in termini di comportamenti e scelte di tutto il partito e del suo gruppo dirigente.
Innanzitutto dobbiamo prendere atto che il Partito Democratico genovese a tutti i livelli e grazie all’impegno dei nostri amministratori, a partire da quelli nei Municipi più colpiti dall’evento unitamente ai parlamentari liguri per elezione o residenza e del Segretario Maurizio Martina, ha dimostrato di saper dare l’idea di un partito coeso e solidale, capace di avanzare proposte.
Le proposte per superare questa crisi devono partire dal presupposto che il modello di sviluppo della città era già arrivato al suo livello di massima saturazione prima del crollo. Pensare l’emergenza deve significare anticipare, senza più indugi o ambiguità, un cambio di paradigma radicale, incentrato sulla sostenibilità e sulla policentricità.
Sia gli interventi puntuali che la logica generale dei provvedimenti dovranno quindi essere coerenti con la necessità di gestire il presente e riconfigurare il futuro.
In particolare indichiamo alcune priorità, oltre a quelle già anticipate:
il risarcimento alle famiglie delle vittime del crollo;
la ricostruzione del Ponte sul Polcevera deve essere garantita nelle risorse, nei tempi e nelle competenze. Attestato che l’onere economico sarà a carico di Società Autostrade, è necessario che il Governo avvii immediatamente tutte le procedure volte ad avere un progetto e un soggetto realizzatore in modo che l’opera possa essere completata e collaudata non oltre il 2019;
la ricollocazione e il risarcimento per le famiglie degli sfollati di via Porro, che hanno dovuto abbandonare la loro abitazione, oltre a chi è potuto rientrare ma è limitrofo alla zona rossa (via Porro 1, 2, 3).
l’immediato riconoscimento di Genova come ZES; l’azzeramento delle tasse di ancoraggio per lo scalo genovese e le riduzioni delle accise per i mezzi operanti nei terminal;
il celere ripristino delle infrastrutture ferroviarie funzionali al traffico passeggeri e portuale, oltre all’attivazione di politiche per trasferire una quota significativa di traffico merci su ferro anche attraverso un piano di investimenti del Gruppo FS;
a fronte della possibilità che le difficoltà della catena logistica si riflettano sui prezzi, vanno attuate misure di sostegno economico al commercio, alle imprese attraverso la defiscalizzazione, il credito di imposta, e di sostegno ai redditi attraverso una dinamica salariale agganciata all’inflazione per tutto il tempo in cui il sistema genererà extracosti;
Società Autostrade deve garantire un indennizzo a fondo perduto per le attività economiche colpite indirettamente, anche all’esterno della zona rossa;

l’organizzazione della macchina istituzionale (comunale, città metropolitana), degli uffici giudiziari comunale e dei servizi dovrà essere decentrata a livello municipale, considerando in particolare i Municipi II, V, VI e VII come dei veri e propri Comuni;
in questo senso dovrà andare anche la riorganizzazione dei servizi a rete ed in particolare la sanità e il ciclo dei rifiuti;
tutte le scelte che hanno ricadute economiche e sociali di natura sistemica dovranno essere gestite attraverso il coinvolgimento formalizzato delle parti sociali, delle organizzazioni di categoria, delle realtà e dei comitati territoriali riconosciuti, tramite un Tavolo governativo al quale siano chiamati insieme alle Istituzioni locali, per mettere in atto strumenti di immediata necessità come una nuova modulazione degli ammortizzatori sociali;
il primo asse di intervento deve riguardare il potenziamento della mobilità pubblica in modo da trasferire su di essa una quota nettamente prevalente degli spostamenti all’interno del nodo urbano di Genova;
a confermare la prosecuzione dei cantieri del Terzo Valico e gli impegni per la realizzazione della Gronda di Ponente quale opera infrastrutturale strategica per Genova e la Liguria.


Genova, 3 settembre 2018

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