Ormai contare i giorni trascorsi dal tragico crollo del Morandi può solo far aumentare la rabbia e la preoccupazione di una città e dei suoi abitanti, che vedono il Governo incapace di dare risposte chiare, rapide e sufficienti all'emergenza. Ma forse per la maggioranza gialloverde la situazione drammatica che vive Genova, ormai da più di due mesi, non è un'emergenza. Perché all'emergenza occorre rispondere con immediatezza. E, invece, ogni giorno dobbiamo assistere a uno spettacolo fatto di rinvii, inesattezze, retromarce da parte del Governo su questa partita. Ultimo episodio questa mattina con lo stand by del Decreto Genova che doveva essere votato alla Camera. La seduta in Aula è stata rinviata perché mancava il parere della Commissione Bilancio, il Governo deve infatti chiarire alcuni aspetti circa le coperture finanziarie.

Coperture finanziarie per un documento che non si ferma solo alla situazione di Genova, perché al suo interno l'Esecutivo ha fatto rientrare molte altre questioni che nulla hanno a che fare con la nostra città, a cominciare dal condono per Ischia.

Hanno invece molta importanza per Genova, e per il suo futuro, infrastrutture fondamentali come la Gronda e il Terzo Valico, ma a quelle il Ministro Toninelli è contrario a prescindere, perché non rientrano nel quadro di quella che per noi, e per l'intero Paese, rischia di essere una “decrescita infelice”.
Insomma, all'emergenza della sesta città italiana e del primo porto del Paese, il Governo ha risposto come voleva, quando voleva e soprattutto in maniera insufficiente, nonostante la soddisfazione del viceministro Rixi che ci sembra ampiamente immotivata.

Nel decreto infatti ci sono poche risorse per la cassa in deroga, una miseria per il porto, manca la Zes e la Zona franca passa da 20 a 10 milioni, gli indennizzi verranno anticipati dallo Stato in attesa del rimborso di Società Autostrade.

I nostri parlamentari hanno lavorato duramente per portare miglioramenti a questo documento, anche grazie al lavoro di confronto con le categorie, i sindacati e i cittadini sostenuto dal Pd ad ogni livello per recepire le istanze della città nelle settimane seguenti al crollo. Continueranno e continueremo a impegnarci nelle istituzioni e sul territorio per Genova, con quella serietà e concretezza che mancano al Governo.

Alberto Pandolfo, segretario Pd Genova