Al più presto la cassa integrazione in deroga per le aziende genovesi che operano nelle zone interessate dal crollo del Ponte Morandi. La deve chiedere il Comune di Genova al Governo, per tutelare tutte quelle imprese – piccole, medie e grandi – e quei lavoratori che hanno perso il lavoro, o lo vedono a forte rischio, dopo i tragici avventimenti dello scorso 14 agosto.
Lo ha ribadito Alberto Pandolfo questo pomeriggio in Sala Rossa, attraverso un'interrogazione all'assessore Vinacci per conoscere quali azioni sta mettendo in atto il Comune al fine di monitorare e intervenire su questa crisi.
“Il crollo del Morandi ha portato con sé conseguenze devastanti – ha dichiarato il consigliere comunale e segretario del Pd Genova - . Prima di tutto per chi ha perso la vita in questa tragedia, poi per chi ha perso la casa, ma anche sul fronte produttivo e occupazionale.
Dalle zone coinvolte in questa emergenza arriva una forte richiesta d'aiuto a cui occorre rispondere immediatamente prima della conversione del Decreto, fra 60 giorni potrebbe essere troppo tardi: i dati ci parlano di un allarme che coinvolge e supera le 3mila unità per i lavoratori a forte rischio, quattrocento solo nella zona rossa.
Nel Decreto Genova non è prevista alcuna cassa integrazione in deroga. Ed allora quali azioni vuole chiedere il Comune al Governo per portare soccorso ad aziende e lavoratori, nella consapevolezza che occorre una risposta urgente? Bisogna scongiurare al più presto il rischio che la Valpolcevera e le aree attorno a Campi vengano svuotate di quelle attività produttive fondamentali dal punto di vista economico e sociale per l'intero territorio”.