I cittadini hanno diritto di chiedere decoro nelle strade e nelle piazze di Genova. Sta ad un’Amministrazione seria provvedere al rispetto delle norme di convivenza civile che garantiscono igiene, ordine e pulizia. Su questo non si discute.
Ma, di fronte al moltiplicarsi dell’estremo disagio di quanti son costretti a frugare nell'immondizia per fame e necessità, la risposta delle istituzioni non può nascondersi dietro l'esigenza di decoro, limitandosi a sanzionare chi lorda e allontanare i poveri. È un po' come mettere la polvere sotto il tappeto, la politica ha invece il dovere di fornire soluzioni sostenibili e concrete ai problemi dei cittadini.
Ci siamo confrontati in Commissione comunale con l’Assessore alla Sicurezza, Stefano Garassino, sulle modifiche al Regolamento di Polizia Municipale che prevede di comminare una multa di 200 Euro - ed inizialmente prevedeva anche di applicare lo strumento del Daspo urbano (ordine di allontamento) poi stralciato con un emendamento di giunta - a chi verrà sorpreso a frugare nei cassonetti dell'immondizia del centro storico e del centro città. Non pervenuta, e nemmeno convocata, l’Assessore al Sociale, Francesca Fassio, che di disagio e povertà dovrebbe invece occuparsi, prima di tutti gli altri colleghi di giunta.
Il senso di fondo del Decreto Minniti, che nasce da un accordo con ANCI, è quello di prevedere maggiore autonomia dei sindaci nel contrasto a fenomeni di ordine pubblico e degrado, come lo spaccio, lo sfruttamento della prostituzione e il commercio abusivo. Nulla a che fare con i disperati che rovistano nei cassonetti. Invece la giunta Bucci lo applica per multare i poveri, senza prevedere nessuna risposta politica alla situazione di disagio e bisogno che evidentemente vive chi è costretto a frugare nei rifiuti per sopravvivere.
Il Governo di centrosinistra, parallelamente alla regolamentazione dell’ordine pubblico, ha invece creato strumenti nuovi ed efficaci per combattere povertà ed emarginazione.
Primo fra tutti il Reddito di Inclusione, che è in vigore dalla fine dello scorso anno e che tanti Comuni stanno promuovendo e applicando. E, sempre a firma Partito Democratico, è la Legge contro lo spreco alimentare che semplifica e regola le donazioni degli alimenti invenduti e stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere.
Un'Amministrazione seria può e deve avvalersi anche di questi strumenti, in collaborazione con le tante associazioni del terzo settore, per contrastare disagio e indigenza, senza limitarsi a lucidare gli ottoni del Quadrilatero.
Altrimenti al decoro urbano di Genova non corrisponderà un altrettanto necessario decoro morale e politico di una città capace di accogliere ed aiutare i poveri invece di allontanarli e contrastarli con misure repressive.

Alberto Pandolfo, segretario PD Genova e consigliere comunale Genova