Da emergenza a opportunità. Da scarto a risorsa. È la nuova vita dei rifiuti gestiti in modalità circolare: non più usa e getta, ma usa e riusa, in un circolo virtuoso tra produzione e consumo. Quello che prima doveva essere smaltito dopo un unico ciclo di vita, diventa nuova materia prima e fonte di energia pulita. Con ricadute positive sull’ambiente dal momento che una migliore gestione dei rifiuti porta a una significativa riduzione di emissioni, a un utilizzo più equilibrato delle risorse (energia, acqua, terra). Ma diventa anche volano di crescita, innovazione e occupazione. Introdurre nella filiera produttiva sistemi di economia circolare e in quella dei consumi elevati standard di riciclo, si otterrebbe un risparmio di 600milardi di euro e la creazione diretta di 170mila posti di lavoro. Oggi in Europa si generano 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti all’anno, che vuol dire che ogni singolo cittadino produce 5 tonnellate di rifiuti, una famiglia di quattro persone l’equivalente del peso di un vagone ferroviario. Proviamo a immaginare quante risorse si potrebbero ottenere se quei vagoni si dirigessero in un impianto di riuso invece che in discarica. È quello che vuole fare l’Europa con la sua ambiziosa riforma della politica dei rifiuti.

Il nuovo pacchetto legislativo sull’economia circolare prevede interventi per arrivare al 2030 con un mercato delle materie prime e secondarie efficiente e una riduzione significativa della generazione dei rifiuti con obiettivi per il riutilizzo e il riciclaggio. La Commissione ambiente del Parlamento europeo ha fatto un ulteriore passo avanti scommettendo con coraggio sull’economia circolare. Ha alzato l’asticella su tutti gli obiettivi fissati dalla bozza legislativa presentata alla fine del 2015. Entro il 2030 il riciclo dei rifiuti urbani dovrà raggiungere il 70 per cento invece del 65, quello degli imballaggi l’80 per cento invece del 75 e l’obbligo di riduzione della percentuale del conferito in discarica è fissato al 5 per cento, quando la Commissione proponeva il 10. Non ci siamo fermati qui. Il testo approvato (grazie al buon lavoro della relatrice Simona Bonafè e degli altri colleghi in Commissione ENVI) prevede anche una semplificazione della definizione di rifiuto urbano e la richiesta di estendere l’obbligo di differenziare all'umido e ai rifiuti domestici pericolosi. Tutto questo si può attuare solo con un cambio di rotta da parte di chi produce e di chi consuma. È una scelta prima che politica, individuale. Per questo, accanto al pacchetto legislativo, deve crescere una rete di azioni per l’educazione al consumo e al riciclo, a partire dalle nuove generazioni. Piccole attenzioni nell’economia domestica si trasformano in grandi opportunità. Diversi studi confermano che in Italia siano in gioco migliaia di posti di lavoro che possono essere creati grazie all’economia circolare, al netto dei posti persi a causa del superamento dell’attuale sistema produttivo. In questo scenario un ruolo centrale lo gioca il cibo: abbiamo chiesto l’inserimento dell’obbligo di riduzione del 50 per cento dello spreco alimentare. Mentre nel mondo si muore per fame, in Europa 100milioni di tonnellate di cibo diventano rifiuto ogni anno. In Italia ogni anno 5miloni di tonnellate di cibo finiscono in discarica. Un paradosso del nostro tempo che non è più accettabile. È necessario agire velocemente perché a fronte di molte urgenze il pacchetto è richiesto non solo dalle organizzazioni ambientaliste, ma anche dalle imprese che vogliono regole chiare e tempi rapidi per fare investimenti e avviare questa transizione ormai necessaria. Insieme alle ridotte pressioni sull’ambiente, ad una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento di materie prime, ad una più ampia equità sociale, l’economia circolare in quel suo moltiplicatore di occupazione e di tutela ambientale, racchiude anche un alto tasso di innovazione. Pensiamo a quelle 5 tonnellate di rifiuti pro capite con occhi diversi e riusciremo a vedere risorse energetiche, materiali e prodotti ecologici, puliti e di lunga, lunghissima vita.

Renata Briano