I NOSTRI PROGETTI,

LE NOSTRE IDEE

Toninelli blocca ancora una volta la gronda per motivi ideologici. Basta bugie.

Il ministro Toninelli sospende l’iter della Gronda perché – sostiene – “è in corso di avanzamento il procedimento amministrativo che potrebbe portare alla revoca della concessione di Aspi”.

E così, dove aver già pagato un prezzo altissimo per il crollo del ponte Morandi, adesso i genovesi e i liguri si vedono anche defraudati di questo fondamentale intervento infrastrutturale, per una mera questione ideologica.

Anche se il ministro Toninelli continua a raccontare la storia della revoca delle concessioni, infatti, vorremmo informarlo che esiste un principio chiamato continuità amministrativa.

La Gronda è stata pagata con l’aumento dei pedaggi autostradali e quindi anche se Aspi non sarà più il concessionario l’opera dovrà comunque essere realizzata dal nuovo soggetto che gestirà la tratta.

Toninelli la smetta di tenere in scacco un territorio, già duramente provato.
I lavori per la Gronda erano pronti a partire già a novembre, come deliberato dai Governi di centrosinistra che avevano dichiarato la pubblica utilità di quest’opera e avevano portato a termine tutto l’iter approvativo.

Adesso basta chiacchiere e bugie, Toninelli dia il via libera ai lavori.

Gruppo Pd Regione Liguria
Gruppo Pd Comune di Genova
Pd Genova
Pd Liguria

ULTIME NEWS

Gruppo Pd Comune Genova: “L’amministrazione comunale decide in fretta incurante di perdere i suoi beni preziosi. Riconsegna al demanio la Casa del Soldato. E si rifiuta di inventariare i beni vincolati”

Genova, 2 luglio 2019

L’amministrazione comunale dimostra ancora una volta di voler precedere spedita senza porre alcuna attenzione ai beni della città, elementi che ne costituiscono il suo valore artistico e storico, caratterizzandone l’identità. Il Comune non solo si disfa della Casa del Soldato di Sturla, ma respinge una mozione del Pd in cui si chiedeva di riunire in una lista i beni vincolati e di rilievo, in modo da conoscere in anticipo su quali porre una riflessione particolarmente approfondita. A pagare le spese di questa politica improntata sulla fretta sono i cittadini.

Siamo molto preoccupati per il futuro della Casa del Soldato di Sturla, dopo il voto favorevole del Consiglio Comunale odierno alla sua retrocessione all’Agenzia del Demanio. Il Comune rinuncia così a un bene architettonico di rilievo, un esempio di architettura razionalista che rischia di rimanere inutilizzato poiché l’amministrazione non si è premunita di avere certezza per il suo futuro utilizzo. L’intenzione di farne sede di un nuovo comando dei Vigili del Fuoco, certamente necessario nel Levante cittadino, si scontra con il fatto che non è stata eseguita la necessaria analisi sulla vulnerabilità sismica dell’edificio, né è stato chiesto il parare della Sovrintendenza sul progetto di trasformazione della Casa del Soldato in una caserma dei Vigili del Fuoco, sia per quanto riguarda gli interni sia per quanto riguarda gli esterni dell’edificio. A fronte di questa superficialità si abbandona l’idea di ospitare invece la Casa del Quartiere, un progetto studiato al contrario molto a fondo e richiesto a gran voce dai cittadini almeno quanto la caserma dei Vigili del Fuoco.

Chiediamo che il Comune si impegni a provvedere in ogni caso alla manutenzione della Casa del Soldato e che individui al più presto un’altra sede per la Casa del Quartiere a Sturla.

 Gruppo Pd Comune di Genova

Terrile: “La spiaggia di Voltri dopo il ripascimento è maleodorante e provoca eruzioni cutanee. L’assessore Fanghella invita i cittadini ad andare in campagna”

Genova, 2 luglio 2019

“I bambini portateli in campagna”. È questo l’invito dell’assessore ai lavori pubblici Paolo Fanghella rivolto ai cittadini voltresi che ascoltavano sugli spalti i lavori del Consiglio Comunale odierno. Si discuteva della qualità della sabbia utilizzata per ripascimento della spiaggia di Voltri, che è stata segnalata come maleodorante, di una strana compattezza che impedisce di piantarvi ombrelloni, e che secondo le testimonianze di alcuni genitori avrebbe causato eruzioni cutanee.

Rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri Terrile, Crivello e Ceraudo, l’assessore ha negato che vi siano criticità citando le analisi effettuate sulla sabbia. E sui ritardi nel ripascimento ha aggiunto che anche a levante i lavori sulle spiagge non sono completati, e a Voltri la realizzazione dei campi da beach volley del Torneo benefico Mime allungherà ancora i tempi. E poi l’assurdo invito a proteggere i bambini portandoli altrove.

La spiaggia di Voltri, la più grande spiaggia libera della città, è di fatto inagibile perché l’Amministrazione Comunale non sì è mossa in tempo. E il fatto che anche a levante il ripascimento non sia concluso aggrava la situazione. La risposta della giunta è inaccettabile. Abbiamo chiesto un urgente sopralluogo della Commissione Territorio sulla spiaggia di Voltri.

Ogni cittadino genovese dovrebbe essere libero di portare i figli nel tempo libero dove ritiene. E a luglio ha il diritto di portarli al mare, su una spiaggia libera cittadina.

Se qualcuno accoglierà l’invito dell’Assessore ad andare altrove, lo farà perché chi avrebbe dovuto rendere agibile la spiaggia non è stato in grado di farlo.

Alessandro Terrile, consigliere Pd Comune di Genova

Gruppo Pd: “Interrogazione urgente sui minori non accompagnati sbarcati il 2 giugno e allontanati da Genova. Il sindaco non ha rispettato l’impegno preso. I diritti dei minori sono stati tutelati?”

Genova, 26 giugno 2019

Il Gruppo Pd del Comune di Genova annuncia un’interrogazione urgente al sindaco Marco Bucci per il necessario aggiornamento sulla sorte dei ventotto (su trentadue) minori non accompagnati che sono sbarcati a Genova il 2 giugno scorso e che sono stati trasferiti in altre città italiane, contrariamente alle dichiarazioni dello stesso sindaco che si era impegnato a farli rimanere a Genova. La decisione del trasferimento è stata presa senza darne informazione ufficiale ed è stata segnalata dalle strutture che si occupano di accoglienza e integrazione dei minori non accompagnati. Decisione che soprattutto non risulterebbe essere stata tempestivamente comunicata agli stessi minorenni che, anche in questo caso, sarebbero stati trasferiti da una città all’altra, senza alcun coinvolgimento, senza preavviso e senza la necessaria preparazione. Solo quattro minori dei trentadue sbarcati sono rimasti in città, a fronte del diniego espresso in tal senso dalla Procura per i Minorenni. Il sindaco Bucci, al momento dello sbarco dal pattugliatore Cigala Fulgosi della Marina Militare Italiana, aveva preso posizione affermando che i minori non accompagnati avrebbero trovato accoglienza a Genova nelle strutture predisposte, aggiungendo che probabilmente vi sarebbero rimasti fino al raggiungimento della maggiore età. Il brusco cambio di rotta necessita di una spiegazione, ancor più trattandosi di minori aventi diritto al massimo della tutela possibile. E’ necessario appurare anche se il tutore, in questo caso il Comune di Genova nominato dal Tribunale dei minorenni, nel rispetto dell’obbligo di svolgere il ruolo in conformità al principio dell’interesse superiore del minore, valutando il trasferimento, abbia effettuato, per ciascuno di essi, tutte le opportune verifiche e considerazioni sulla base della storia e dei bisogni individuali del singolo. Ci si chiede se, quindi, i diritti di ciascun minorenne ed il suo superiore interesse siano stati tenuti nella dovuta considerazione.

 Gruppo consiliare Pd Comune di Genova

Pd: “Ex centrale termica Cornigliano, dopo 14 anni si proceda alla bonifica. Nell’edificio accanto allo stabilimento anche fibre di amianto”

Genova, 21 giugno 2019

“L’accordo di programma del 2005 venga attuato interamente e si proceda alla bonifica della ex centrale termica di Cornigliano, un edificio in stato di abbandono da ben 14 anni, che contiene coibentazioni, quadri elettrici e altri manufatti industriali con fibre di amianto”. A chiederlo con tre diverse mozioni presentate rispettivamente in Regione, Comune e Municipio sono i gruppi consiliari del Partito Democratico della Liguria, di Genova e del Medio Ponente. “Chiediamo alle tre istituzioni – spiegano i consiglieri del Pd – di intervenire affinché questi lavori vengano avviati al più presto. L’ex centrale occupa una superficie di circa 13 mila metri, più uno spazio esterno altrettanto ampio. E vista la presenza di amianto all’interno dell’edificio c’è un rischio per la salute delle persone che lavorano nello stabilimento siderurgico lì accanto. Il tema è già stato sollevato dai sindacati con una lettera inviata, fra gli altri, anche al ministro dello Sviluppo, e crediamo sia giusto e sacrosanto dare una risposta alle loro richieste”. L’ex centrale termica è un “residuo” della lavorazione a caldo chiusa definitivamente nel 2005 con l’accordo di programma e visto che tutti i sottoscrittori di quell’intesa, compresa la nuova proprietà Arcelor Mittal, continuano i consiglieri del Partito Democratico, “sono tenuti al rispetto degli impegni previsti, fra cui, in particolare, la realizzazione di interventi di bonifica, risanamento, razionalizzazione e valorizzazione delle aree dismesse, per favorire l’insediamento di attività industriali non inquinanti nonché l’installazione di aree verdi e l’offerta di nuovi servizi alla cittadinanza, chiediamo che il superamento della lavorazione a caldo nello stabilimento siderurgico di Cornigliano venga attuato nella sua interezza, in un quadro di certezza delle competenze e delle risorse disponibili, per procedere così al più presto alla realizzazione delle opere di bonifica della ex centrale termica dell’Ilva”.  

Gruppo Pd Regione Liguria

Gruppo Pd Comune di Genova

Gruppo Pd Municipio Medio Ponente

ALBERTO PANDOLFO. Il segretario provinciale Dem lancia la sfida
«Regione? Un candidato civico per coinvolgere il terzo settore»

«Un nuovo patto sociale con il Pd come perno
La Festa dell’Unità andrà a Pra’ e San Fruttuoso»

Genova, 13 luglio 2019

Intervista di Mario De Fazio al segretario del Pd Genova

«Serve non solo un’alleanza o una coalizione ampia di centrosinistra. Serve un  patto con terzo settore, sindacati, associazioni, con tutte le realtà che guardano a una Liguria aperta al progresso».
Il segretario provinciale del Pd genovese, Alberto Pandolfo, raccoglie l’invito del compagno di partito Giovanni Lunardon e rilancia in vista delle regionali. E, sulla Festa dell’Unità, rivela che quest’anno si terrà a San Fruttuoso e a Pra’ in due momenti distinti di settembre.
Segretario, condivide l’esigenza di costruire un centrosinistra ampio in vista delle regionali?
«Sono assolutamente d’accordo, sento intorno a noi la necessità di formare un’offerta politica capace di garantire un futuro alla Liguria, una terra oggi cieca, che con la giunta Toti non è stata capace di gestire settori come la sanità e di affrontare debolezze e temi come l’ambiente e le infrastrutture. Per farlo serve qualcosa in più di una coalizione ampia».
Cosa serve allora?
«Serve un patto, non solo un’alleanza ampia. Un patto che non si limiti a includere partiti e sigle ma metta insieme valori saldi e capacità di rispondere alle esigenze del territorio, per un progresso equilibrato. Pochi giorni fa il nostro segretario Zingaretti è stato a Vado e a Genova nella realtà del lavoro che devono essere rilanciate. Invece il governo complica i problemi, come su Ilva, e la Regione è incapace di fare squadra e far sentire la voce della Liguria a Roma».
Però l’accoglienza dei camalli della Culmv è stata piuttosto fredda…
«Intanto siamo tornati in quei luoghi di lavoro, tema centrale per noi. Zingaretti sta dando un segnale positivo, andare in quei luoghi serve anche a invertire una certa percezione del Pd. È un tema che è nell’agenda del segretario».
Quando parla di un “patto” a quali realtà si riferisce?
«Il Pd dev’essere il perno attorno a cui devono raccogliersi altre forze, non necessariamente di natura politica. Pensiamo al mondo del sociale:
chiunque tessa un’alternativa, nei fatti, a un futuro di crescita e di apertura. Toti, invece, si affanna a inseguire Salvini, che è il teorico della chiusura, da tutti i punti di vista».
Si riferisce anche al terzo settore?
«Assolutamente sì, bisogna coinvolgere forze che si richiamano a valori e bisogni concreti. Sigle come l’Arci, o la Cgil, di sicuro. Ma il confronto dev’essere ampio, con tante realtà. Di sicuro il fronte sindacale, con cui il dialogo sul tema del lavoro è fondamentale. Ma le faccio un esempio: pochi giorni fa sono stato in una scuola del Cep, dove c’è un progetto per costruire opportunità in situazioni di disagio. Ci sono realtà come la comunità di Sant’Egidio e tante associazioni che lavorano in questa direzione e a cui dobbiamo guardare».
Il candidato presidente alla Regione dev’essere politico o espressione della società civile?
«Penso che vada scelto il miglior interprete possibile di questo patto di cui parlo. È più facile che emerga un profilo civico, perché abbiamo bisogno di un trasformatore, una persona capace di cambiare la realtà».
Capitolo Festa dell’Unità: è vero che la farete dal 6 all’8 settembre a San Fruttuoso?
«La scelta del partito genovese è stata di tornare a essere presente in tutta la città. L’anno scorso siamo stati in Valpolcevera, quest’anno saremo per tre giorni a San Fruttuoso, in piazza Martinez, un esempio di piazza riqualificata grazie al lavoro dei Municipi, e segnale di attenzione per la Valbisagno. Intorno al 20 settembre, invece, ci sposteremo a Pra’, perché le questioni nel ponente sono tante e anche perché il dialogo con il porto è un elemento decisivo».

Brando Benifei, europarlamentare eletto nella Circoscrizione Italia-Nord Ovest è il nuovo Capodelegazione del Partito Democratico all’Europarlamento e commenta così la sua elezione di ieri da parte del gruppo PD a Bruxelles: “Sono felice e onorato della fiducia che i miei colleghi hanno riposto in me. Al di là della mia persona è anche un positivo investimento su un nuovo gruppo dirigente. Inizierò a lavorare da subito, con spirito collegiale, per gli appuntamenti cruciali che ci aspettano e per la ridefinizione delle politiche europee, a partire dal sostegno ai territori. A questo proposito – Prosegue Benifei – voglio sottolineare come molti capidelegazione italiani siano stati eletti nel Nord Ovest (Beghin, Fidanza, Campomenosi) e penso che dobbiamo fare squadra, al di là delle differenze politiche, per sostenere le priorità della nostra Circoscrizione su infrastrutture, ambiente, porti, occupazione, sviluppo.

Grazie alla mia elezione, la seconda delegazione italiana al Parlamento Europeo è guidata da un ligure del Nord Ovest e fare squadra con le alte delegazioni significa fare il bene delle nostre Regioni in un momento in cui il Governo centrale appare diviso e fermo e, dunque, rischia di incidere poco. Spetta a noi portare a casa più risultati che possiamo per i nostri territori”.
Il commento del Pd Genova

Grande soddisfazione per l’elezione di Brando Benifei a capo della delegazione del PD a Bruxelles.
Si tratta di una scelta importante per il nostro territorio e per il Partito democratico, una decisione che premia il lavoro e l’impegno di Benifei in questi anni.
Una scommessa vincente su un giovane che ha saputo dimostrare serietà e competenza nell’affrontare il mandato europeo, portando all’attenzione del Parlamento problematiche e opportunità importanti sui temi di rilevanza nazionale, internazionale e locale.
Siamo certi che questo nuovo riconoscimento per l’eurodeputato Benifei sarà un valore aggiunto non solo per la Liguria e il Pd, ma per tutto il Parlamento europeo.

Alberto Pandolfo, segretario Pd Genova

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