La triste fine di Porta Siberia

Un’altra brutta pagina di cattiva amministrazione della Giunta Bucci: la triste fine di Porta Siberia.
Quasi cinque anni di centrodestra e la cultura, nel senso più ampio del termine, è sparita da Genova. La Loggia Banchi che ospitava mostre ed esposizioni si è trasformata in un ridicolo raccoglitore di chincaglieria cinematografica e ora è chiusa, in attesa di ospitare un fantomatico e inutile museo sulla città. Il Teatro Altrove è stato chiuso per anni e le associazioni che l’hanno gestito sono state abbandonate dall’amministrazione. Il Museo di Villa Croce è stato chiuso e riaperto, senza alcuna programmazione sul medio-lungo termine. Si è lasciato spazio a ogni tipo di assurda provincialata, dall’insulsa festa della bandiera a strampalate rievocazioni storiche in kilt e cornamusa.
Per la Giunta Bucci, la cultura o è provincialotta o non è, e la triste fine di Porta Siberia è l’ennesima prova di questa evidenza.
Fino al 2018 Porta Siberia ha ospitato il Museo Luzzati. Poi ha chiuso.
Alcune delle opere di Emanuele Luzzati sono state trasferite a Palazzo Ducale, in uno spazio più angusto. Intanto da oltre tre anni l’edificio al centro del Porto Antico è rimasto chiuso, vuoto e inutilizzato se non sporadicamente.
Quando finirà la stagione di declino e di abbandono di Porta Siberia?
Rispondendo a un’interrogazione del Capogruppo Alessandro Terrile, la Giunta ha precisato che “per il secondo semestre 2022 sono stati presi contatti informali per ospitare una mostra multimediale dedicata all’Antico Egitto”.
Porta Siberia rimarrà vuota ancora per sei mesi, in attesa dei contatti informali.

Emergenza abitativa a Genova

Il Comune di Genova non mette in campo alcuna programmazione per l’emergenza abitativa.
È di oggi la notizia dell’aiuto della Curia all’amministrazione genovese per gestire l’emergenza sfratti con la messa a disposizione di nuovi fondi e alloggi che vanno ad aggiungersi a quelli, insufficienti, stanziati dal Comune.
Già da tempo il tema dell’abitazione, degli sfratti e della scarsità di alloggi fa parte della quotidianità genovese ed era purtroppo previsto e prevedibile che la pandemia avrebbe reso la situazione abitativa ancora più precaria per chi non riesce a permettersi un tetto sulla testa.
Non si può continuare a gestire questa problematica in modo emergenziale. Ne va della salute e della tutela delle persone in difficoltà. È necessario programmare azioni concrete sul medio e lungo termine, restituendo valore al patrimonio immobiliare pubblico, non svendendolo, e mettendo a disposizione una casa per chiunque ne abbia bisogno.
A Genova ci sono più di 30.000 immobili sfitti, mentre la città si svuota e continua a perdere circa 6.000 abitanti all’anno: com’è possibile che ci siano persone costrette a rivolgersi alla Caritas per un alloggio?

Giusta, solidale, europea

Genova, 28 novembre 2021

Oggi è una giornata di ringraziamenti e di riflessioni, sul futuro e su Genova.
Dopo settimane serrate di lavoro, la conferenza programmatica di ieri ha sancito l’inizio di un nuovo corso per il Partito Democratico di Genova, fatto di ascolto, contenuti, proposte, interlocuzione con tutte le realtà che vogliono costruire un’alternativa alla Genova guidata dal Centrodestra.
Un primo momento di confronto che siamo riusciti a organizzare grazie allo sforzo di tante persone, dentro e fuori dal partito, che credono nella necessità di cambiare Genova, con coraggio, senza lasciare nessuno indietro.
Per noi, Genova deve essere Giusta, Solidale, Europea. Aggettivi e caratteristiche che devono essere declinati nel presente e nel futuro.
Dopo quattro anni e mezzo di amministrazione Bucci, Genova è sempre più sola e isolata, incapace di ripensare la propria identità e di riscattarsi dal declino in cui continua a naufragare.
I dati che raccontano la triste realtà sono impietosi: abitanti, occupati, imprese, studenti. Un crollo verticale a 360 gradi accentuato dalla pandemia, che ci ha fatto riscoprire una città più piccola e meno connessa.
La risposta della Giunta Bucci al declino è una ricetta raffazzonata che non funziona: un provincialismo esasperato fatto di vecchie celebrazioni, di svendite ai privati, di smantellamento del tessuto sociale e commerciale. Intanto, le giovani generazioni fuggono altrove, in particolare coloro che hanno mezzi e risorse per farlo.
In questo contesto, le disuguaglianze diventano dilaganti: tra Genova e le altre grandi città del Nord Ovest, tra il centro e le periferie, tra le zone residenziali e le zone popolari.
La conferenza programmatica di ieri è il primo passo di un percorso che deve portarci a invertire la rotta disastrosa del Centrodestra, una narrazione mitologica di una città meravigliosa che si scontra quotidianamente con le sue sofferenze e la difficile realtà quotidiana.
In primavera non dovremo soltanto vincere le elezioni, ma dobbiamo vincerle con uno sguardo concreto e una visione alla Genova del 2030. Una strategia che porti Genova a trovare la sua collocazione nel XXI secolo, a restituirle un ruolo in Italia e in Europa.
La tanto declamata “visione” di Bucci appare sempre più come una “allucinazione” guardando le ricette e leve di sviluppo che vengono messe in campo che riportano le lancette dell’orologio indietro fino agli anni ’80: nuove costruzioni, nuovi supermercati, nessuna pianificazione.
Dobbiamo invertire questo trend. Programmare gli investimenti derivanti dal PNRR perché la città abbia un giusto sviluppo, che tuteli i suoi abitanti, che garantisca ricadute economiche e sociali su Genova. Dobbiamo riconnettere la città verso l’esterno e lavorare per cucire le sue frammentazioni interne.
La sfida per la Genova del presente e del futuro parte dall’accesso a una istruzione di qualità, dalla nascita di nuovi poli scolastici di eccellenza, uno per ciascun Municipio; dalla tutela degli ultimi della società e non da altre ennesime elargizioni e concessioni alle clientele, ai privati, a chi già gode di benessere economico e sociale.
La sfida è costruire un’alternativa che, con coraggio, imponga che la costruzione della nuova Diga al costo di 1,3 miliardi di euro abbia ricadute certe sulla città, fatte di rigenerazione urbana e di ricucimento del tessuto socio-economico, e non si riduca a essere solo un favore a pochi.
Un’alternativa che dica chiaramente che l’accordo tra Comune e Autostrade è stato umiliante per la nostra città e inutile per il suo futuro. Con un miliardo di euro avremmo potuto cambiare volto alla Valpolcevera e dare un futuro concreto alle sue giovani generazioni, che nei quartieri della valle sono più diffuse che altrove, ma non hanno neppure un liceo dove studiare.
Per il Partito Democratico è finita la stagione della subalternità. Apriamo la stagione della responsabilità, la responsabilità di costuire un’alternativa e un futuro per questa città e la responsabilità di guidarla.
A Genova serve una sinistra che non si limiti a studiare le disuguaglianze, ma che si metta al fianco di chi le contrasta in prima linea, con l’obiettivo fermo e deciso di costruire politiche per l’uguaglianza.
Per farlo servirà il Partito Democratico, serviranno le forze civiche, sociali, popolari, ecologiste, progressiste, democratiche e riformiste. Per dare a Genova il futuro che merita. Giusto, solidale, europeo.
Ieri abbiamo iniziato una strada da percorrere. Possiamo farlo solo così, con coraggio. Tutte e tutti insieme.
Simone D’Angelo, segretario PD Genova

A Genova minori stranieri abbandonati dalle istituzioni

La storia degli 80 minori stranieri non accompagnati dimenticati dal Comune e abbandonati al loro destino: senza visite mediche, senza operatori sociali, senza futuro.
Così le persone perdono ogni speranza, non sono accolte, non studiano l’italiano, non riescono neppure a fare i primi passi per integrarsi.
Ahmed ha 16 anni, si è imbarcato in Libia da solo, è stato in mare quattro giorni ed è arrivato a Reggio Calabria, dov’è rimasto venti giorni in un centro accoglienza. Poi il viaggio in autobus fino a Genova.
Da allora, per mancanza di posti nelle comunità del terzo settore, il Comune l’ha sistemato in un albergo in via Pré, dove ogni giorno dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio è costretto a uscire, per strada.
“Ho vomitato sangue per arrivare qui – ha detto Ahmed in arabo attraverso un mediatore culturale a Repubblica Genova – ma non pensavo di trovare questo. Io ho paura – spiega, indicando il gruppo di spacciatori che fa capannello in via Pré, in pieno pomeriggio – sarà questo il mio futuro?”
Senza visite mediche, senza tamponi né vaccino covid, senza operatori sociali, la sistemazione in albergo dovrebbe essere una misura di estrema emergenza, ma è già passato un mese.
Cosa aspetta il Comune di Genova a prendersi cura di queste persone? Perché siamo l’unica tra le grandi città a non avere un Assessorato alle Politiche Sociali?
Noi vogliamo una città diversa. Costruiamo un’alternativa a questa disumanità.

Ciao Silvestro, ciao compagno!

Genova, 2 dicembre 2021
Questa notte è mancato Silvestro Pintori, ristoratore, artista e molto altro ancora, figura importante del tanto complesso centro storico genovese.
Il suo ristorante ha rappresentato un punto di riferimento per diverse generazioni della sinistra genovese, un luogo accogliente e familiare dove trovare, prima che un oste, un amico e un compagno con il quale confrontarsi.
Per chi volesse rendergli omaggio, stasera si inaugura la sua mostra personale “Ombra della sera” in Piazza dei Giustiniani.
Lo ricorderemo con grande affetto. Un abbraccio alla moglie Monica e alla mamma Nina.
Ciao Silvestro, ciao compagno!
Segretario del Partito Democratico di Genova

Solidarietà all’assessore di Arenzano Giovanna Damonte

Un grande abbraccio a Giovanna Damonte, Assessora di Arenzano che questa mattina è stata vittima di un atto di violenza ingiustificato, ingiustificabile e vergognoso.
In treno verso Genova è stata insultata, malmenata, colpita ripetutamente al volto con schiaffi e calci da una giovane alla quale aveva chiesto di indossare la mascherina.
Ci auguriamo, come comunità del Partito Democratico, che Giovanna si riprenda presto e che gesti di questo tipo non accadano più. A nessuno.
PD Genova

A parole nel rispetto dell’ambiente. Nei fatti cementificatori del territorio

“Non possiamo pensare come una volta, noi vogliamo crescere, ma lo dobbiamo fare in un modo ecosostenibile, ricordiamoci che il mondo non lo abbiamo ereditato dai nostri genitori, ma lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri figli e dobbiamo restituirlo a loro”.
Sono parole recenti del Sindaco Bucci che sbandiera ai quattro venti il suo impegno sul tema ambientale. Chissà se è lo stesso Marco Bucci che con la sua Giunta vuole dare il via libera per far costruire circa 10.000 mq di nuove villette sulla collina di Vesima.
Martedì in Consiglio Comunale si voterà la variante di Vesima: la Giunta Bucci, capitanata dal gemello cattivo del Sindaco ambientalista che noi non abbiamo mai conosciuto, vuole cementificare l’area soprastante la stazione e dare avvio alla costruzione di circa 10.000 mq di residenze.
Faremo tutto il possibile per impedirlo. Bucci ci risparmi la sua ipocrisia.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Ogni giorno sia 25 novembre.
La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è un momento fondamentale di sensibilizzazione e informazione, ma non basta.
La violenza di genere va combattuta ogni giorno e in tutte le pieghe con cui si manifesta nella nostra società, ancora permeata da una cultura patriarcale che ne regola situazioni sociali, professionali, umane. I dati raccontano una situazione aberrante, per cui non è più sufficiente una narrazione emergenziale, ma servono provvedimenti concreti.
Cambiare le cose è compito della politica.
Ogni giorno, in ogni sede istituzionale e non, ci impegniamo a contrastare la violenza contro le donne.

NOTIZIE DAL GRUPPO PD IN COMUNE

PD: ARCHIVIO DI STATO, SI TROVI UNA SOLUZIONE RAPIDA

Genova, 30 novembre 2021

Esprimiamo soddisfazione per il voto unanime del Consiglio Comunale sul nostro ordine del giorno che chiede la pronta attivazione del Comune presso il Ministero della Cultura al fine di ripristinare l’apertura al pubblico dell’Archivio di Stato, chiuso per carenza di personale.
“Su 29 dipendenti teorici la struttura ne ha in serivizio solo 10 – dichiara il consigliere Claudio Villa  – dopo il voto del Consiglio Comunale, si trovi rapidamente una soluzione per salvaguardare l’accesso all’Archivio di Stato e la consultazione del prezioso patrimonio storico della nostra città”.
Gruppo PD Comune di Genova
BARRIERE ANTIRUMORE, FUMATA NERA DOPO L’INCONTRO TRA AUTOSTRADE, COMUNE E CITTADINI

Genova, 29 novembre 2021

Fumata nera dopo l’incontro tra i rappresentanti dei cittadini, Comune e Autostrade per risolvere il problema della mancanza di barriere antirumore su molti tratti della rete autostradale genovese.

L’incontro è stato ottenuto dopo il sopralluogo a Rivarolo, da noi richiesto insieme agli abitanti delle aree interessate da questa emergenza ed è stato convocato dall’assessore Campora. Questa mattina erano presenti alcuni rappresentanti di Rivarolo, Bolzaneto, Prà e Sestri Ponente, quartieri coinvolti nella questione. Molti cittadini hanno dichiarato addirittura di non riuscire più ad accedere a terrazze e giardini per via dei rumori assordanti e delle polveri inquinanti prodotte dal traffico veicolare. Purtroppo, il confronto non ha dato gli esiti sperati, considerato che la reinstallazione completa delle barriere arriverà a conclusione non prima del 2023, vale a dire quattro anni dopo l’inizio della loro rimozione nel 2019.

Il tema della salute dei cittadini è molto lontano dalle priorità del Comune di Genova che, nonostante sia responsabile del monitoraggio, sembra sottovalutare la gravità della situazione.

Autostrade ha dichiarato di aver indirizzato al Governo una proposta per gli interventi di mitigazione del rumore in generale, abbiamo chiesto di avere maggiori informazioni su questo documento. Resta comunque l’amarezza del fatto che, dopo tre anni, il disagio dei cittadini, dopo le rilevazioni fatte da Arpal, non sia stato preso in carico dall’amministrazione comunale ai sensi della normativa nazionale sulla tutela della salute. E ad oggi sembra impossibile non poter contare su un reale cronoprogramma dei lavori.

 

Cristina Lodi, consigliere comunale PD

Gianni Crivello, capogruppo Lista Crivello

RIBALTAMENTO A MARE: I CONFLITTI DI INTERESSE DEL MODELLO GENOVA

Genova, 24 novembre 2021
Procedure senza gara, avvisi pubblicati per poco più di dieci giorni, committenti e commissari delle opere che diventano presidenti delle società che poi si candidano a realizzarle.
Questo è il cortocircuito che si sta verificando attorno al progetto di ribaltamento a mare. 
Si apprende da Shipping Italy che l’ing. Marco Rettighieri, che per oltre due anni è stato per nomina del Commissario Bucci il responsabile dell’attuazione del Programma straordinario delle opere portuali, oggi è il Presidente di Webuild Italia, società di costruzioni che si candida a realizzare il ribaltamento a mare del Cantiere di Sestri ponente.
Una situazione assurda, che porta la società a dire, in sede di apertura delle offerte, che Rettighieri nella sua prima veste (quella di responsabile del piano) non si fosse occupato della gara, e nella sua seconda veste (quella di operatore privato), non avesse partecipato alla definizione dell’offerta.
Un contorsionismo giuridico francamente surreale e che rende ancora più evidente il mix di potenziali conflitti di interesse, la mancata trasparenza, attorno a quello che viene decantato come modello Genova e che spesso sembra più un suq.
Attendiamo risposte dal Commissario Bucci, e garanzie di trasparenza e concorrenza nell’interesse della città e di tutto il Paese.
Luca Garibaldi, capogruppo PD Regione Liguria
Alessandro Terrile, capogruppo PD Comune di Genova

CON UN ORDINE DEL GIORNO DEL PD IL COMUNE DI GENOVA SI IMPEGNA A GARANTIRE UNA CASA ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA
Genova, 23 novembre 2021

 A due giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Comune di Genova approva all’unanimità un ordine del giorno fuori sacco, portato in Conferenza capigruppo dal PD su proposta della consigliera Cristina Lodi, per garantire un alloggio alle vittime di violenze e abusi sessuali fisici o psicologici che si trovano nell’impossibilità di rientrare nell’abitazione originaria o che concludono un percorso presso le case rifugio o accoglienza.

“Su questi temi, oltre alle diverse iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione – dichiara la consigliera comunale del PD – , è fondamentale che ogni ente assuma impegni e responsabilità concrete nelle materie di propria competenza. Il tema della casa è urgente per le donne che denunciano violenza, con questo ordine del giorno diamo una risposta importante alle vittime”. 

Gruppo PD Comune di Genova 

SEI IMPUTATI RISARCISCONO CRISTINA LODI PD: LE ISTITUZIONI PRENDANO LE DISTANZE DAGLI ODIATORI
Genova 18 novembre 2021
Si è concluso questa mattina di fronte al giudice monocratico di Genova Lovesio il procedimento penale avviato due anni fa in seguito alla pubblicazione, nel novembre 2018, di insulti nei confronti della Consigliera comunale del Partito Democratico di Genova Cristina Lodi.
Le indagini -coordinate dalla Polizia Postale del capoluogo in seguito a querela presentata dalla Consigliera- hanno avuto origine da alcuni commenti pubblicati su Facebook in calce ad un suo intervento riguardante il Sindaco Marco Bucci.
I sei imputati (A. C., G. D., M. D., W. G., S. M. e G. P. V.) hanno fatto pervenire lettere di scuse personali sottolineando come “non fosse mia intenzione ledere la Sua reputazione”, “il mio commento voleva essere solo una critica”, “intendevo esprimere un mio giudizio di natura prettamente politica”, “mi rammarico di essermi lasciato andare ad una battuta infelice e sgradevole”, “sono a rassegnarLe le mie scuse per i fatti oggetto del procedimento penale”.
Considerate le lettere di scuse ed in seguito ad una transazione economica simbolica proposta dagli imputati, la Consigliera Lodi ha rimesso la querela nei loro confronti.
“Dopo tre anni forse la giustizia è arrivata, – ha commentato Cristina Lodi – le persone che mi hanno oltraggiato hanno posto formalmente davanti al giudice le loro scuse e hanno offerto un risarcimento economico simbolico. Ho rimesso la mia querela e l’ho fatto perché credo che questo sia un primo passo, un segnale, accogliendo le scuse come un elemento significativo e importante. Auspico maggiore attenzione sul rispetto delle cariche politiche e mi auguro di non dovermi ritrovare in situazioni analoghe in futuro, invito tutti a denunciare sempre”.
“Oggi viene riaffermato un principio importante – dichiara il Capogruppo PD Alessandro Terrile –  gli insulti e gli attacchi personali non hanno nulla a che fare con la dialettica politica. E chi li proferisce è tenuto a chiedere scusa e a risarcire l’offesa. Siamo vicini a Cristina Lodi, e continueremo a praticare la linea della massima fermezza contro la degenerazione del confronto civile e democratico. Sarebbe un bel segnale che almeno su questo punto ci fosse condivisione unanime di tutti partiti e di tutte le Istituzioni, a partire dal Sindaco”.
Gruppo PD Comune di Genova
DISAGI LAVORI TERZO VALICO PER CITTADINI DI TRASTA E FEGINO, APPROVATA MOZIONE DEL PD
Genova 16 novembre 2021
Il Comune di Genova si attiverà per tutelare e risolvere le problematiche degli abitanti delle aree di Trasta e Fegino che vivono pesanti disagi legati al cantiere del Terzo Valico.
L’impegno è stato assunto oggi con l’approvazione della mozione presentata dal PD, prima firmataria Cristina Lodi, e sottoscritta da Lista Crivello. 
Con questo documento l’amministrazione si impegna a farsi inserire dal Ministero nell’Osservatorio Ambientale legato ai lavori del Terzo Valico dei Giovi. In questa sede il Comune, insieme a Regione Liguria, Città Metropolitana e ARPAL, potrà portare le istanze e le segnalazioni dei cittadini, con i quali si è impegnato a convocare un tavolo urgente alla presenza del Municipio Valpolcevera e dei Comitati degli abitanti.
“La convivenza con i cantieri delle grandi opere è sempre difficile, ma se monitorata si possono trovare soluzioni a favore della salute dei cittadini e di aiuto a chi porta avanti i lavori – interviene Cristina Lodi – . Dagli abitanti di queste zone sono pervenute molte segnalazioni di disagi dovuti a polveri, fanghi, rumori ma fino ad oggi da parte di Comune e Regione non sono arrivati segnali veri di presa in carico del problema. Tenuto conto che la realizzazione delle infrastrutture deve avvenire nel rispetto delle norme di tutela ambientale a tutela della salute dei cittadini coinvolti dalle cantierizzazioni, l’attivazione dell’Osservatorio ambientale può essere lo strumento per monitorare e risolvere queste problematiche”.
PD Comune di Genova
MASCHERINE CHIRURGICHE LAVABILI NELLE SCUOLE, IL COMUNE DI GENOVA APPROVA LA MOZIONE DEL PD
Genova, 10 novembre 2021
Il Comune di Genova si impegna a promuovere l’uso delle mascherine chirurgiche lavabili nelle scuole nel rispetto della salute dei bambini e dei ragazzi ma anche dell’ambiente. Lo ha deciso ieri il Consiglio comunale approvando la mozione presentata dal Partito Democratico, prima firmataria Cristina Lodi. 
Il documento si ispira a quanto richiesto a livello nazionale dalle associazioni tRiciclo – Cittadini sostenibili e Riapriamo la scuola della Costituzione, che hanno inviato una lettera aperta al Governo e al Parlamento sottolineando quanto l’utilizzo di mascherine monouso usa e getta, naturalmente indispensabile nelle scuole, comporti un enorme dispendio di energia e risorse e di produzione di rifiuti:
“Grazie all’impegno di queste associazioni – commenta la consigliera comunale del PD – si è promossa una grande sensibilizzazione sull’uso dei dispositivi di protezione personale contro il Covid nelle scuole. La mozione approvata ieri impegna l’amministrazione a valutare la richiesta delle Associazioni coinvolgendo la Conferenza cittadine delle Autonomie Scolastiche e a formulare un progetto che metta a disposizione delle scuole fondi comunali per dotare personale e studenti di mascherine chirurgiche lavabili certificate. Un’iniziativa importante, che potrebbe fare di Genova il Comune capofila di una buona prassi in Italia”.
PD: I DATI DI REGIONE LIGURIA CERTIFICANO IL FALLIMENTO DELLA GIUNTA BUCCI NELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Genova, 4 novembre 2021
A Genova la raccolta differenziata è ferma, nonostante le promesse del Sindaco. 
Nei primi quattro anni di amministrazione Bucci, la raccolta differenziata in Comune di Genova è aumentata dell’ 1,21%, passando dal 34,22% del 2017 al 35,43% del 2020.
Nel 2020 abbiamo perfino fatto peggio del 2019.
Il piano industriale del 2018 di AMIU prevedeva il raggiungimento del 65% entro il 2020.
I dati certificano un disastro, che smentisce le previsioni generose della Giunta e di AMIU evidentemente fondate su un ottimismo di maniera, e che interroga sull’efficacia delle costose campagne di comunicazione di AMIU, arrivata perfino ad acquistare e regalare biglietti di Euroflora.
Mentre in Italia la media è maggiore di oltre 20 punti percentuali, e a Milano supera il 60%, ogni anno il Comune di Genova è costretta a pagare a Regione Liguria l’ecotassa per il mancato raggiungimento del limite di legge.
“La distanza tra le promesse e i risultati è siderale” – dichiara il capogruppo Alessandro Terrile che ha discusso un’interrogazione sul tema oggi in Consiglio Comunale – “L’incapacità di gestire i rifiuti è evidente nella quotidianità, è testimoniata dai numeri di Regione Liguria, e costa carissimo ai cittadini genovesi, costretti a pagare quest’anno l’ecotassa record di 778.767 Euro. Denari che avrebbero potuto essere spesi per servizi ai cittadini, e invece serviranno a pagare le multe per il mancato rispetto delle promesse della Giunta Bucci”.
PD Comune di Genova
AUSILI ACUSTICI PER GLI IPOVEDENTI AI SEMAFORI, APPROVATA MOZIONE DEL PD
Genova, 5 novembre 2021
Sì al potenziamento degli ausili acustici per ciechi e ipovedenti ai semafori di attraversamento pedonale in città. Lo ha deciso ieri il Consiglio comunale di Genova approvando all’unanimità la mozione sul tema presentata dal PD, prima firmataria Cristina Lodi.
“Questo documento – dichiara la consigliera del PD – ripropone una mozione approvata all’unanimità dal Municipio Media Val Bisagno che ringraziamo, elaborata con il supporto della Associazione Retinite Pigmentosa Ligure e della Unione Italiana Ciechi e Istituto Chiossone. Nella nostra città, tra i pochi semafori provvisti di ausilio acustico, alcuni di vecchia data non sono più funzionanti, come quello di via Cantore. Ed invece questo servizio sarebbe senz’altro utile considerato che a Genova ci sono circa 2200 tra non vedenti ed ipovedenti e tantissimi anziani ultra sessantacinquenni che, pur non essendo ipovedenti, certamente sono persone con minore capacità visiva legata all’invecchiamento. Naturalmente, i semafori da equipaggiare prioritariamente sono quelli dove sono allocati i servizi pubblici per la cittadinanza”.
REGOLAMENTAZIONE ISEE PER SERVIZI SOCIALI, PD: SONO MANCATE L'ANALISI DEL BISOGNO E LA CONDIVISIONE CON ASSISTENTI SOCIALI, PSICOLOGI E TERZO SETTORE
Genova, 4 novembre 2021
Il Comune di Genova decide di approvare in tutta fretta un nuovo regolamento per l’applicazione dell’ISEE ai servizi socio-assistenziali, senza la condivisione con l’ordine degli assistenti sociali, degli psicologi e la coprogettazione insieme agli operatori del Terzo Settore. In questo modo l’amministrazione rischia di non essere in linea con il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza per tutti con il pericolo di burocratizzare il percorso di presa in carico. 
Un argomento cruciale, quello del bisogno sociale, soprattutto oggi che la pandemia ha acuito differenze e povertà tra i cittadini, e che avrebbe avuto bisogno di un maggiore approfondimento, chiesto dal PD con la proposta di sospensiva della delibera oggi in discussione in Consiglio comunale.   
“Purtroppo la maggioranza ha scelto di andare avanti nella votazione del documento – commenta Cristina Lodi – , sprecando un’importante occasione di confronto. Abbiamo segnalato più volte in Commissione che l’amministrazione non ha avviato un’analisi del bisogno prima di proporre questa regolamentazione. Eppure, sono molti i nuovi dati demografici e socio economici a disposizione del Comune, ad esempio quelli collegati alle richieste dei buoni spesa Covid. 
L’amministrazione, dove purtroppo manca un assessore ai Servizi sociali, avrebbe dovuto avviare, anche col contributo del Consiglio comunale, un percorso che, partendo dall’analisi dei bisogni, affrontasse una riorganizzazione dei servizi in base alle vecchie e alle nuove povertà, prevedendo infine la regolamentazione dell’accesso alle prestazioni, nell’ottica di una maggiore equità. Questo regolamento si scontra con l’indirizzo della Pubblica Amministrazione a livello nazionale che chiede la semplificazione e la dematerializzazione dell’accesso ai servizi pubblici. Inoltre, si sminuisce il lavoro professionale dell’assistente sociale che oggi più che mai va sostenuto nell’ottica della formulazione di progetti individuali”. 
Il PD ha provato comunque a migliorare il testo della maggioranza, proponendo una serie di ordini del giorno e ottenendo la rielaborazione dei dati statistici e socio e economici della città per ripensare i servizi insieme ai rappresentanti del Terzo settore e la costituzione di diversi tavoli di lavoro: sulle vecchie e nuove povertà, con le organizzazioni sindacali per potenziare il numero di assistenti sociali a disposizione del Comune, sull’emergenza casa con Prefettura, ANCI, organizzazioni sindacali ed enti coinvolti in questa tematica.
Gruppo PD Comune di Genova
PD: GENOVA NON CEDA AL REVISIONISMO, COME MILANO INTERROMPA L'OMAGGIO AI CADUTI DELLA RSI
Genova, 1 novembre 2021
Ogni commemorazione dei defunti, dal 2017, diviene occasione per confondere la storia della nostra città.
I movimenti di estrema destra vicini all’amministrazione comunale hanno contribuito in questi anni a mutare il significato della corona a tutti i caduti concepito vent’anni fa nel senso della pietà umana, piegandolo ad un insopportabile giudizio di parificazione tra i combattenti partigiani e della Repubblica Sociale Italiana.
La stessa partecipazione di esponenti del Comune di Genova con fascia tricolore a commemorazioni nostalgiche tra saluti romani e teste rasate non fa che confermare questa pericolosa deriva.
La nostra città, medaglia d’oro al valore militare per avere combattuto il nazifascismo, non può prestare il fianco a operazioni di revisionismo.
Le Istituzioni hanno il dovere di difendere la Costituzione Repubblicana nata sui valori della Resistenza. 
Genova segua l’esempio di Milano, che di fronte al presentarsi di nuovi fenomeni nostalgici e revisionisti ha interrotto la deposizione di una corona ai caduti della RSI.
PD Genova
Gruppo PD Comune di Genova
LODI: L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA OGGI UN BANDO PER I CENTRI ESTIVI E I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI CON FONDI DISPONIBILI GIA’ A LUGLIO E NON COINVOLGE IL TERZO SETTORE NELLA PROGETTAZIONE
Genova, 26 ottobre 2021
Sono un milione e mezzo gli Euro che il Governo ha stanziato per Genova e che fino ad oggi, benché fossero a disposizione nelle casse del Comune già da luglio, non sono stati utilizzati per avviare una coprogettazione con enti territoriali e realtà del terzo settore utile ai centri estivi e alle iniziative per i giovani e i loro bisogni, in aiuto anche alle famiglie.
Soltanto oggi, in risposta alla mia interpellanza per conoscere in che modo il Comune di Genova abbia impegnato i cosiddetti “fondi Bonetti” per l’estate 2020 e per il 2021, destinati agli “interventi di sostegno ai servizi socio-educativi diurni rivolti a bambini e famiglie in carico ai servizi sociali”, l’amministrazione ha pubblicato un bando che però prevede una distribuzione a pioggia di queste risorse, senza alcuna attenzione a progetti condivisi.
È evidente la mancanza di governance sulle politiche giovanili da parte del Comune, che con questo bando interviene per mettere una toppa, ma non agisce in maniera programmata e condivisa benché il Forum del Terzo settore si fosse proposto in maniera proattiva. Perché la coprogettazione si fa per il futuro e non sul passato.
È vergognoso che un Comune come quello di Genova, sesta città d’Italia, non abbia utilizzato immediatamente le risorse disponibili per incentivare i servizi ai nostri ragazzi. 
Dopo i terribili momenti della pandemia, la sofferenza e la fatica delle famiglie, dei bambini, dei ragazzi di Genova meritavano una giusta attenzione e un’offerta di servizi implementata da parte del Comune per sollevare un disagio diffuso. Così non è stato e la responsabilità è tutta di questa giunta, che a parole si dichiara attenta alle famiglie e ai più fragili, anche se in realtà questi temi sono l’ultima delle sue priorità.
Cristina Lodi, consigliere comunale PD
CONTINUA LA GUERRA AI POVERI DELLA GIUNTA BUCCI
Genova, 26 ottobre 2021
Con la fine di ottobre e l’inverno in arrivo si avvicinano i mesi più duri per chi è senzatetto e costretto a vivere in strada. Dalla politica ci aspetteremmo che cercasse di trovare soluzioni adeguate per tutelare le fasce più deboli della popolazione, ma le priorità della Giunta sono altre.
La Lega in Consiglio Comunale chiede di rimuovere le cabine telefoniche in disuso – definite “punti di degrado e di fetore” utilizzati da “sbandati” – che offrono un improprio riparo a chi non ha casa, né altri luoghi in cui dormire e sopravvivere.
E la Giunta risponde di avere già scritto a Telecom Italia per fare rimuovere le cabine.
Le azioni vergognose di questa amministrazione non hanno fine. Anziché spendere denaro per rimuovere le cabine telefoniche in nome del fantomatico decoro, la Giunta Bucci dovrebbe investirlo per implementare i servizi sociali di prossimità e dare tutela alle persone ai margini della società.
Abbiamo chiesto un immediato confronto in Commissione consiliare con l’amministrazione sul piano di emergenza freddo e sulla presa in carico dei senza tetto.
Gruppo Consiliare PD Genova
PD Genova
PD: IL COMUNE SALVI LA PISTA DI ATLETICA, ABBANDONATA IN PIAZZALE KENNEDY
Genova, 25 ottobre 2021
Da settimane la pista di atletica indoor di proprietà comunale che veniva allestita nel Palasport giace smontata e abbandonata in Piazzale Kennedy. Incustodita ed esposta agli agenti atmosferici, che in breve tempo aggrediranno l’impalcato di legno, rendendola inservibile.
Davvero il Comune ha deciso di gettare via la pista, acquistata con grande esborso di denari pubblici nel 1991 e utilizzata per i Campionati Europei di Atletica leggera indoor del 1992 a Genova e del 2009 a Torino?
Chiediamo alla Giunta di intervenire immediatamente prima che sia troppo tardi. Si sposti la pista in un deposito al chiuso, in attesa di individuare una nuova sede in cui allestirla.
Abbiamo presentato un’interrogazione urgente per il Consiglio Comunale di domani.
Gruppo PD Comune di Genova
PD: GENOVA MERITA UN ACCORDO CHE LA RISARCISCA DAVVERO NO ALL’ACCORDO BEFFA CHE RIPRISTINA I PEDAGGI.
Genova, 19 ottobre 2021
Il Comune ha raggiunto con Autostrade un accordo deludente, che mette fine ad ogni pretesa risarcitoria per il crollo del ponte Morandi senza averne condiviso il contenuto con la città, con i familiari delle vittime, con i Municipi e i comitati e le associazioni della Val Polcevera, con i rappresentanti delle categorie economiche maggiormente pregiudicate.
Lo schema di accordo è arrivato quasi di nascosto. Inserito ieri all’ordine del giorno di un consiglio comunale già convocato per trattare altro. La documentazione è stata messa a disposizione dei consiglieri solo nella tarda serata di ieri, quasi nella speranza che nessuno lo leggesse.
Lo abbiamo letto, e consideriamo inadeguato il contenuto dell’accordo.
Dal 1 gennaio ritornano i pedaggi sul tratto genovese dell’A10. Nonostante l’anno scorso Autostrade si fosse impegnata a garantire la gratuità per dieci anni fino alla fine del 2031.
L’accorciamento della gratuità costerà ai genovesi tra i 13 e 15 milioni l’anno.
Nessuna garanzia di gratuità dei due tunnel subportuale e della Fontanabuona, che Autostrade si impegna realizzare spendendo 930 milioni. Oltre quella somma, scatterà il pedaggio pagato dai genovesi. E chi costruirà le due opere? Con ogni probabilità la stessa Autostrade, che non avrà alcun interesse a contenere i costi.
Autostrade si impegna a realizzare opere che avrebbe dovuto comunque costruire per rendere efficiente la propria rete in concessione. Dal nuovo casello di Multedo al nodo di San Benigno, nessun regalo, ma opere dovute che in parte saranno pagate con i futuri pedaggi.
L’unica buona notizia sono i 3 milioni per gli abitanti sotto il Viadotto Bisagno. Ma è già certo che non basteranno per risolvere il problema dell’interferenza del viadotto. E per questo abbiamo chiesto maggiore chiarezza già dalle prossime settimane.
Abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà per il metodo e per il contenuto di un accordo che non risarcisce le sofferenze subite dalla città, ed è un’offesa ai genovesi.
A fronte di opere ancora da progettare e autorizzare che chissà quando vedranno la luce, dal 1 gennaio ricominceremo a pagare il pedaggio ad Autostrade.
Genova ha bisogno di un altro accordo che risarcisca davvero la città.
Gruppo PD Comune di Genova
FONDI GOVERNATIVI CENTRI ESTIVI 2020/2021: MANCANZA DI TRASPARENZA E PROGETTAZIONE. ERRARE È UMANO, PERSEVERARE È DIABOLICO
Genova, 13 ottobre 2021
In che modo il Comune di Genova ha impegnato i cosiddetti “fondi Bonetti” per l’estate 2020 e per il 2021, destinati agli “interventi di sostegno ai servizi socio-educativi diurni rivolti a bambini e famiglie in carico ai servizi sociali?
Recependo le segnalazioni di enti di terzo settore fra cui Arci ragazzi sulla necessità di approfondire la questione,  Cristina Lodi pone l’interrogativo alla giunta e sottolinea come l’amministrazione non abbia ancora risposto a un’interpellanza del 2020 su questo tema.
“Siamo ancora in attesa di un dettagliato report sulla destinazione dei 300mila euro disponibili per il 2020 – commenta la consigliera comunale del PD – e “naturalmente” non sappiamo ancora nulla sull’uso dei fondi del 2021.
In questo scenario di assoluta mancanza di trasparenza, il dato più negativo è l’assoluta mancanza di co-programmazione e coprogettazione in merito alla destinazione dei Fondi con il tessuto associativo cittadino del Forum del Terzo Settore. È un comportamento che deve essere corretto. In ballo ci sono finanziamenti del Governo per i cittadini genovesi che hanno il diritto di conoscere con chiarezza come sono state spese queste risorse.
Una simile mancanza di progettazione e condivisione, se nel 2020 poteva essere parzialmente giustificata dall’emergenza Covid, oggi non ha più scuse ed è lo specchio di una precisa volontà politica di questa amministrazione che nega ogni percorso di condivisione sui suoi progetti. È un comportamento tipico di questo centro destra ma non accettabile quando si parla di fondi governativi destinati ai nostri ragazzi”.
ZTL NERVI, PD: PER GENOVA E’ IL TEMPO DEL CORAGGIO. NON DELLE SCELTE PASTICCIATE

Genova, 13 ottobre 2021

In quattro anni l’amministrazione comunale non ha pedonalizzato neppure un metro quadro. E quando ne avrebbe l’opportunità, come a Nervi, manca di coraggio e propone una ZTL che non impedisce il traffico privato, non migliora la vivibilità pedonale, complica la viabilità anche a discapito del mezzo pubblico, che invece dovrebbe essere incentivato.

Una ZTL di soli 290 metri che non porterà alcun beneficio al territorio, non supportata da nessuna azione rivolta allo sviluppo del trasporto pubblico, con una modifica della viabilità che sembra più studiata per favorire l’accesso al prossimo ennesimo supermercato che alla riqualificazione del quartiere.
Una decisione calata dall’alto, senza coinvolgere né il Consiglio Comunale né il Consiglio Municipale. Arrivata senza alcun tipo di discussione sul territorio che coinvolgesse abitanti, comitati, associazioni, realtà economiche e commerciali, presentata oggi in un’assemblea pubblica a scelte ormai compiute.
Il Partito Democratico, che al governo della città ha pedonalizzato vaste aree urbane in centro e in periferia, oggi non ha cambiato idea.
Sosteniamo le scelte coraggiose che riqualificano i quartieri. Le pedonalizzazioni e le trasformazioni urbane richiedono confronto con la popolazione, investimento nel servizio pubblico, risorse per il decoro urbano.
Richiedono coraggio e visione.
Il modello Nervi non ha nulla di tutto ciò: solo più traffico nel quartiere, più cemento nel porticciolo, una piscina in meno e un supermercato in più.
Partito Democratico di Genova
Gruppo PD Comune di Genova

Gruppo PD Municipio IX Levante 

CAMPASSO: LA LEGA AUTODENUNCIA LA PROPRIA INCAPACITA’ DI GOVERNO
Genova, 5 ottobre 2021
La mozione presentata oggi dalla Lega in Consiglio Comunale che dopo l’insediamento di un nuovo centro di accoglienza per migranti nel quartiere del Campasso chiede di non aprirne di ulteriori è innanzitutto una presa in giro perché non incide su quanto è già stato deciso.
Inoltre, denuncia l’incapacità della Lega e della Giunta Bucci nella gestione del fenomeno migratorio, utilizzato in questi anni solo per fare propaganda e mai affrontato con serietà e responsabilità.
A parole continuano dire no ai migranti, nei fatti rinunciano ad occuparsene e lasciano al mercato la scelta dei luoghi in cui accogliere. Con la conseguenza che i centri di accoglienza aprono solo in periferia.
Fuori della propaganda, la Giunta Comunale avrebbe dovuto concordare con Prefettura di Genova, Regione Liguria e ANCI Liguria di cui Bucci è presidente criteri oggettivi per distribuire l’accoglienza diffusa, tenendo conto dei contesti sociali dei vari quartieri.
Non l’ha fatto. E ora al Campasso raccoglie i cocci delle promesse mancate e dell’incapacità di governo.
Gruppo PD Comune di Genova

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