I NOSTRI PROGETTI,

LE NOSTRE IDEE

Pd: “Ex Ilva, Governo convochi ArcelorMittal, garantire siti produttivi e livelli occupazionali”

Il governo convochi subito un tavolo con ArcelorMittal, a seguito della decisione dell’azienda di rescindere il contratto per l’ex Ilva. La situazione è grave, non possiamo accettare che la filiera dell’acciaio venga messa in discussione e con essa più di 10 mila posti di lavoro.

È stato un errore offrire ad ArcelorMittal il pretesto per rescindere il contratto attraverso la rimozione dello scudo penale, quando il vero problema è la tenuta del piano industriale dell’azienda, complici il calo della produzione e la congiuntura internazionale negativa. Sollecitiamo il Governo a fare uno sforzo straordinario per garantire la continuità dei siti produttivi e dei livelli occupazionali. L’Italia non può uscire dalla filiera dell’acciaio.

Gruppo Pd in Regione Liguria

Gruppo Comune di Genova

Pd Genova.

Pd Liguria.

ULTIME NEWS

Gruppo Pd Comune Genova: “Il fallimento della fusione Amt Atp è il segno del fallimento della politica di Bucci”

Genova, 15 ottobre 2019

Nel fallimento della fusione Atp Amt – dichiara il Gruppo Pd del Comune di Genova – risiede il fallimento della politica del sindaco di Genova Marco Bucci e della sua Giunta.
Nella brevissima discussione in Consiglio avevamo evidenziato tutti i dubbi e tutte le incertezze di un percorso sgangherato.
Avevamo votato contro e oggi lo stop alla fusione mette in luce le ragioni che hanno motivato quel no.
Ora Comune e Città Metropolitana sono senza un piano B per il trasporto pubblico locale con gravi possibili conseguenze per gli utenti e per i lavoratori.
Non tollereremo altro silenzio dalla Giunta Bucci, che in questi anni non ha portato avanti alcuna politica per il trasporto.
Su questo punto come su tutta l’operazione chiederemo al più presto chiarimenti, a partire dalla Commissione che doveva essere convocata per discutere del futuro di AMT e ATP, come deciso da un ordine del giorno votato in Consiglio Comunale.

Gruppo Pd Comune di Genova

Pandolfo Pd Comune Genova: “Sulla messa in sicurezza del Rio Vernazza occorre colmare il ritardo accumulato e dare una risposta ai cittadini”

Genova, 15 ottobre 2019

Proprio in queste ore di apprensione per la città, in cui giungono le notizie dei danni causati dalla forte pioggia caduta nel Ponente cittadino – dichiara Alberto Pandolfo, consigliere Pd del Comune di Genova – è opportuno sapere qual è lo stato di avanzamento della progettazione delle opere a salvaguardia del dissesto idrogeologico, in primis dello scolmatore del Rio Vernazza, nel Levante cittadino, rimasto fuori dalla recente previsione di avvio di lavori. Il finanziamento di questi ultimi  risale al passato: gli stanziamenti infatti sono stati decisi tutti dai Governi locali e nazionali di centrosinistra. L’avvio della procedura di gara per lo scolmatore del Rio Vernazza era previsto per il primo trimestre del 2018, così come recita il sito del Comune di Genova, mentre si verificherà un ritardo di due anni sulla procedura. Questo ritardo continua a generare preoccupazione, tanto da spingere i cittadini a scendere in piazza, com’è accaduto nei mesi scorsi. Per questo oggi in Consiglio comunale sono tornato a chiedere, con un’interrogazione urgente, notizie sullo stato avanzamento della progettazione. Secondo le dichiarazioni dell’assessore Piciocchi, l’amministrazione comunale si impegna a presentare il bando di gara a dicembre 2019 e a iniziare i lavori nella primavera del 2020. Ci auguriamo che i tempi siano rispettati, affinché non vengano accumulati ulteriori ritardi e si possa dare una risposta concreta ai cittadini con un’opera decisiva per la sicurezza collettiva.

Alberto Pandolfo, consigliere Pd Comune di Genova

Gruppo Pd Comune di Genova su bonifica dall'amianto dell'area Ex Ilva

Genova, 15 ottobre 2019

E’ stata approvata all’unanimità la mozione presentata oggi in Consiglio Comunale dal Gruppo Pd – dove è stata esposta dalla capogruppo Cristina Lodi –, già presentata dal Gruppo Pd del Municipio Medio Ponente e votata anche in quel caso all’unanimità, sulla bonifica dall’amianto della ex centrale termica dell’ILVA di Genova Cornigliano. L’amministrazione comunale si è impegnata a portare avanti un’azione costante e pressante affinché vengano assunte tutte le iniziative più opportune stabilite nell’intesa del 2005, che questa venga attuata nella sua interezza realizzando al più presto le opere di bonifica necessarie a tutelare la salute pubblica. Ad oggi l’edificio dell’ex centrale termina occupa una superficie di circa 13.000 metri quadrati, all’interno dei quali sono ancora presenti coibentazioni, quadri elettrici e altri manufatti industriali contenenti fibra di amianto. Per loro natura, l’amianto e i suoi derivati, se non opportunamente trattati, tendono a sgretolarsi, creando un pulviscolo che, una volta inalato, ha effetti gravissimi sulla salute, con conseguenze anche mortali. L’accordo del 2005, che rappresenta il raggiungimento del giusto equilibrio tra esigenze ambientali e legittime preoccupazioni occupazionali, circa 343.000 metri quadrati sono stati restituiti alle istituzioni pubbliche, 265.000 dei quali alla Società per Cornigliano, creata apposta per progettare e realizzare interventi di riqualificazione. Tutti i sottoscrittori dell’accordo, compresa la nuova proprietà Arcelor Mittal, sono tenuti al rispetto degli impegni presi nell’accordo. Il tema della bonifica è stato più volte sollevato da consiglieri di maggioranza e opposizione, senza ricevere risposte adeguate. Ora occorre passare ai fatti.

Gruppo Pd Comune di Genova

Lodi, Pd Comune: Pochi soldi e troppi pasticci nei bandi in aiuto alla microimprese in zona Morandi. Interrogazione a Bordilli

Genova, 16 ottobre 2019

L’amministrazione comunale ha emanato – dichiara Cristina Lodi, capogruppo Pd nel Comune di Genova – due bandi a favore di microimprese a seguito dell’emergenza seguita al crollo del Ponte Morandi, ma in un caso ha escluso chi ha ottenuto il sostegno una tantum pari a 15.000 euro del Decreto Genova e comunque in generale mette a disposizione soldi insufficienti per risollevare le imprese in ginocchio. Auspichiamo che l’esclusione di chi ha già ottenuto i 15.000 euro sia dovuta a un errore, magari un copia e incolla sbagliato, e che la giunta vi ponga presto rimedio. La situazione rimane grave e nessuno di questi provvedimenti segna una svolta nel destino delle microimprese. La storia inizia quando il Comune deve decidere a chi destinare una parte dei soldi raccolti con le donazioni dei cittadini generosi, non solo genovesi. Decide di pubblicare due bandi per due importi simili. Il primo di 400 mila euro rivolto alle microimprese di via Fillak, via Capello, via Salinero, via del Campasso, con scadenza il 1 luglio 2019. Molto bene non certo per colmare il danno ma per sollevare anche poco chi fa fatica a non chiudere l’attività. Poi parte il secondo bando per un importo di 434.544,96, scadenza 31 ottobre 2019, rivolto a Certosa. I due bandi dovrebbe essere uguali negli importi e nei requisiti essendo diverse le zone e avendo il contributo la stessa origine e lo stesso obiettivo. Invece il secondo bando ha tra i requisiti di esclusione che la microimpresa che fa la domanda non abbia beneficiato del contributo una tantum di 15 mila euro di cui all’art 4-ter del D.L- 109/2018 e un importo del contributo inferiore. In ambedue i casi c’è il problema che molte imprese non sono ancora sicure di ricevere i 15mila euro e quindi non erano in grado già nel primo bando e non lo sono nel secondo di fare domanda certa e ammissibile. A prescindere dagli “una tantum” la situazione del commercio di tutte le zone comprese dai due bandi è diventata drammatica perché la riapertura delle strade non ha riportato i guadagni di un tempo ed è evidente che la gente in un anno ha cambiato abitudini e che il trasferimento di più di 250 nuclei familiari di via Porro dalla zona ha diminuito anche il potere di acquisto di tutta la comunità. Ma i soldi sono in ogni caso così pochi, che anche vincere i bandi potrebbe risultare inutile. Cercherò di fare chiarezza su questo assetto con una interrogazione all’assessore Bordilli a cui però va chiesto anche cosa pensa di fare per affrontare quello che non cambierà solo con “una tantum” di sollievo visto che molte attività hanno continuato a pagare contributi e tasse ma che necessita di una prospettiva di interventi strutturali di cui lei dovrebbe esserne l’ideatrice. Da Sampierdarena a salire fino all’alta Valpolcevera tutto si è complicato e basta girare tra i commercianti per capirlo. Ora servono proposte e idee perché il danno è permanente e purtroppo in certi casi progressivo. Urge un piano incisivo per affrontare la crisi del commercio a Genova, piano che manca. E questa non è un’altra storia.

Cristina Lodi, capogruppo Pd Comune di Genova

In accordo con la proposta della senatrice a vita Liliana Segre, appena approvata al Senato della Repubblica, il Gruppo Pd del Comune di Genova ha inoltrato una richiesta al presidente del Consiglio Comunale Alessio Piana, per l’istituzione di una Commissione consiliare speciale dedicata a contrastare i fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo, dell’istigazione all’odio e alla violenza. La proposta si situa nel solco della storia di Genova, Medaglia d’oro al valor militare per l’alto sacrificio espresso nella Resistenza e nella lotta di Liberazione dal nazifascismo, un riconoscimento che rappresenta l’apice per una comunità che si è sempre contraddistinta nella difesa dei valori di libertàdemocraziadiritti e contro ogni forma di intolleranza.

Pinotti: “Combattere dissesto idrogeologico in Liguria e Piemonte”

 

“In Liguria e in basso Piemonte in questi giorni il territorio è stato di nuovo terribilmente colpito dal maltempo, ormai è diventato in questi mesi un appuntamento annuale purtroppo consueto. Altre volte la situazione è stata più drammatica, ma anche stavolta ci sono stati due vittime in Piemonte, molti sfollati, fiumi che esondano, frane, grandissime difficoltà che gli amministratori locali stanno affrontando. Il Premier Conte è andato subito nell’alessandrino, la Protezione civile ha dispiegato la macchina dei soccorsi per risolvere l’emergenza e dare sostegno a chi ha avuto danni. Io intervengo in Aula per sottolineare quanto sia necessario uno sguardo lungo”. Lo ha detto la senatrice del Pd Roberta Pinotti parlando nell’Aula del Senato.
“La Liguria – ha proseguito Pinotti – è un territorio fragile, dove il dissesto idrogeologico è un problema drammatico. Sono stati fatti investimenti importanti, tra cui quello per realizzare lo scolmatore del Bisagno. Non basta, bisogna proseguire su questa strada. Nell’alessandrino la situazione è anche più grave, perché nonostante il susseguirsi di alluvioni negli ultimi anni, lavori che sarebbero necessari non sono ancora finanziati.  È per questo che ripropongo, come aveva fatto il Comune di Novi Ligure col supporto della Giunta regionale, di utilizzare una parte dei risparmi della variante del Terzo Valico per realizzare uno scolmatore e altri interventi. Su questa vicenda presenterò un’interrogazione parlamentare, perché oltre a formulare solidarietà siamo chiamati a realizzare atti concreti”.

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