I NOSTRI PROGETTI,

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Un’Italia più giusta

Un’Italia che cresce

Con la manovra l’Italia riparte dalle persone, dai loro problemi, dalle loro aspettative sul futuro.

Abbiamo ereditato un fardello enorme, un Paese in stagnazione economica, le clausole di salvaguardia più alte di sempre.

Oggi però possiamo dire che, nonostante questo, abbiamo iniziato un cammino e siamo fieri di batterci per un Paese più giusto, più verde, più competitivo. Facciamolo insieme.

ULTIME NEWS

Gruppo Pd Comune Genova: “Il fallimento della fusione Amt Atp è il segno del fallimento della politica di Bucci”

Genova, 15 ottobre 2019

Nel fallimento della fusione Atp Amt – dichiara il Gruppo Pd del Comune di Genova – risiede il fallimento della politica del sindaco di Genova Marco Bucci e della sua Giunta.
Nella brevissima discussione in Consiglio avevamo evidenziato tutti i dubbi e tutte le incertezze di un percorso sgangherato.
Avevamo votato contro e oggi lo stop alla fusione mette in luce le ragioni che hanno motivato quel no.
Ora Comune e Città Metropolitana sono senza un piano B per il trasporto pubblico locale con gravi possibili conseguenze per gli utenti e per i lavoratori.
Non tollereremo altro silenzio dalla Giunta Bucci, che in questi anni non ha portato avanti alcuna politica per il trasporto.
Su questo punto come su tutta l’operazione chiederemo al più presto chiarimenti, a partire dalla Commissione che doveva essere convocata per discutere del futuro di AMT e ATP, come deciso da un ordine del giorno votato in Consiglio Comunale.

Gruppo Pd Comune di Genova

Pandolfo Pd Comune Genova: “Sulla messa in sicurezza del Rio Vernazza occorre colmare il ritardo accumulato e dare una risposta ai cittadini”

Genova, 15 ottobre 2019

Proprio in queste ore di apprensione per la città, in cui giungono le notizie dei danni causati dalla forte pioggia caduta nel Ponente cittadino – dichiara Alberto Pandolfo, consigliere Pd del Comune di Genova – è opportuno sapere qual è lo stato di avanzamento della progettazione delle opere a salvaguardia del dissesto idrogeologico, in primis dello scolmatore del Rio Vernazza, nel Levante cittadino, rimasto fuori dalla recente previsione di avvio di lavori. Il finanziamento di questi ultimi  risale al passato: gli stanziamenti infatti sono stati decisi tutti dai Governi locali e nazionali di centrosinistra. L’avvio della procedura di gara per lo scolmatore del Rio Vernazza era previsto per il primo trimestre del 2018, così come recita il sito del Comune di Genova, mentre si verificherà un ritardo di due anni sulla procedura. Questo ritardo continua a generare preoccupazione, tanto da spingere i cittadini a scendere in piazza, com’è accaduto nei mesi scorsi. Per questo oggi in Consiglio comunale sono tornato a chiedere, con un’interrogazione urgente, notizie sullo stato avanzamento della progettazione. Secondo le dichiarazioni dell’assessore Piciocchi, l’amministrazione comunale si impegna a presentare il bando di gara a dicembre 2019 e a iniziare i lavori nella primavera del 2020. Ci auguriamo che i tempi siano rispettati, affinché non vengano accumulati ulteriori ritardi e si possa dare una risposta concreta ai cittadini con un’opera decisiva per la sicurezza collettiva.

Alberto Pandolfo, consigliere Pd Comune di Genova

Gruppo Pd Comune di Genova su bonifica dall'amianto dell'area Ex Ilva

Genova, 15 ottobre 2019

E’ stata approvata all’unanimità la mozione presentata oggi in Consiglio Comunale dal Gruppo Pd – dove è stata esposta dalla capogruppo Cristina Lodi –, già presentata dal Gruppo Pd del Municipio Medio Ponente e votata anche in quel caso all’unanimità, sulla bonifica dall’amianto della ex centrale termica dell’ILVA di Genova Cornigliano. L’amministrazione comunale si è impegnata a portare avanti un’azione costante e pressante affinché vengano assunte tutte le iniziative più opportune stabilite nell’intesa del 2005, che questa venga attuata nella sua interezza realizzando al più presto le opere di bonifica necessarie a tutelare la salute pubblica. Ad oggi l’edificio dell’ex centrale termina occupa una superficie di circa 13.000 metri quadrati, all’interno dei quali sono ancora presenti coibentazioni, quadri elettrici e altri manufatti industriali contenenti fibra di amianto. Per loro natura, l’amianto e i suoi derivati, se non opportunamente trattati, tendono a sgretolarsi, creando un pulviscolo che, una volta inalato, ha effetti gravissimi sulla salute, con conseguenze anche mortali. L’accordo del 2005, che rappresenta il raggiungimento del giusto equilibrio tra esigenze ambientali e legittime preoccupazioni occupazionali, circa 343.000 metri quadrati sono stati restituiti alle istituzioni pubbliche, 265.000 dei quali alla Società per Cornigliano, creata apposta per progettare e realizzare interventi di riqualificazione. Tutti i sottoscrittori dell’accordo, compresa la nuova proprietà Arcelor Mittal, sono tenuti al rispetto degli impegni presi nell’accordo. Il tema della bonifica è stato più volte sollevato da consiglieri di maggioranza e opposizione, senza ricevere risposte adeguate. Ora occorre passare ai fatti.

Gruppo Pd Comune di Genova

Lodi, Pd Comune: Pochi soldi e troppi pasticci nei bandi in aiuto alla microimprese in zona Morandi. Interrogazione a Bordilli

Genova, 16 ottobre 2019

L’amministrazione comunale ha emanato – dichiara Cristina Lodi, capogruppo Pd nel Comune di Genova – due bandi a favore di microimprese a seguito dell’emergenza seguita al crollo del Ponte Morandi, ma in un caso ha escluso chi ha ottenuto il sostegno una tantum pari a 15.000 euro del Decreto Genova e comunque in generale mette a disposizione soldi insufficienti per risollevare le imprese in ginocchio. Auspichiamo che l’esclusione di chi ha già ottenuto i 15.000 euro sia dovuta a un errore, magari un copia e incolla sbagliato, e che la giunta vi ponga presto rimedio. La situazione rimane grave e nessuno di questi provvedimenti segna una svolta nel destino delle microimprese. La storia inizia quando il Comune deve decidere a chi destinare una parte dei soldi raccolti con le donazioni dei cittadini generosi, non solo genovesi. Decide di pubblicare due bandi per due importi simili. Il primo di 400 mila euro rivolto alle microimprese di via Fillak, via Capello, via Salinero, via del Campasso, con scadenza il 1 luglio 2019. Molto bene non certo per colmare il danno ma per sollevare anche poco chi fa fatica a non chiudere l’attività. Poi parte il secondo bando per un importo di 434.544,96, scadenza 31 ottobre 2019, rivolto a Certosa. I due bandi dovrebbe essere uguali negli importi e nei requisiti essendo diverse le zone e avendo il contributo la stessa origine e lo stesso obiettivo. Invece il secondo bando ha tra i requisiti di esclusione che la microimpresa che fa la domanda non abbia beneficiato del contributo una tantum di 15 mila euro di cui all’art 4-ter del D.L- 109/2018 e un importo del contributo inferiore. In ambedue i casi c’è il problema che molte imprese non sono ancora sicure di ricevere i 15mila euro e quindi non erano in grado già nel primo bando e non lo sono nel secondo di fare domanda certa e ammissibile. A prescindere dagli “una tantum” la situazione del commercio di tutte le zone comprese dai due bandi è diventata drammatica perché la riapertura delle strade non ha riportato i guadagni di un tempo ed è evidente che la gente in un anno ha cambiato abitudini e che il trasferimento di più di 250 nuclei familiari di via Porro dalla zona ha diminuito anche il potere di acquisto di tutta la comunità. Ma i soldi sono in ogni caso così pochi, che anche vincere i bandi potrebbe risultare inutile. Cercherò di fare chiarezza su questo assetto con una interrogazione all’assessore Bordilli a cui però va chiesto anche cosa pensa di fare per affrontare quello che non cambierà solo con “una tantum” di sollievo visto che molte attività hanno continuato a pagare contributi e tasse ma che necessita di una prospettiva di interventi strutturali di cui lei dovrebbe esserne l’ideatrice. Da Sampierdarena a salire fino all’alta Valpolcevera tutto si è complicato e basta girare tra i commercianti per capirlo. Ora servono proposte e idee perché il danno è permanente e purtroppo in certi casi progressivo. Urge un piano incisivo per affrontare la crisi del commercio a Genova, piano che manca. E questa non è un’altra storia.

Cristina Lodi, capogruppo Pd Comune di Genova

La Turchia ha invaso il nordest della Siria.
Mentre il presidente Trump volta le spalle al popolo curdo, che in questi anni è diventato simbolo mondiale di Resistenza e sconfitto l’Isis in un Paese martoriato dalla guerra sacrificando tantissime vite, Erdogan invade Rojava, la regione curda siriana. Le parole del presidente americano usate per giustificare l’invasione turca offendono il popolo curdo e il ricatto di Erdogan – che minaccia di utilizzare i profughi come arma per costringere l’Europa a non intervenire – è meschino. Tutto questo deve essere fermato!

L’Italia, l’Europa e gli organismi internazionali non possono restare indifferenti: si metta in campo ogni sforzo possibile per bloccare l’invasione della Turchia in Siria. Fermatevi!

📍 Oggi venerdì 11 ottobre alle 18 il PD Genova aderisce al presidio in Largo Pertini.
Aiutaci a far girare l’evento
#iostoconicurdi #raiseup4rojava

Grazie ai nostri segretari di circolo, militanti, sostenitori e simpatizzanti che stanno animando questo fine settimana di festa per il Partito Democratico di Genova, aderendo alla grande mobilitazione nazionale promossa dal Segretario Nazionale Nicola Zingaretti

Tante di adesioni in città e nella provincia! Ci trovate nelle piazze, per le strade e nelle nostre sedi aperte, pronti a discutere e confrontarci fino a domani 6 ottobre!
Vi aspettiamo!

Ora è possibile anche aderire online a questo link: www.partitodemocratico.it/iscriviti

#scelgoilPD

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