Addio a David Sassoli
«Di notte serve aprire la sede del Parlamento europeo ai senzatetto perché è doloroso vedere tante persone cercare riparo dal freddo intenso agli angoli dell’edificio che ci ospita a Bruxelles. I poveri non possono aspettare e non possiamo restare indifferenti».
Un giornalista appassionato, un uomo delle istituzioni, ma soprattutto una persona perbene.
David Sassoli era questo e tanto altro.
Ci mancherà. Molto.
Simone D’Angelo, segretario PD Genova
Il Comune di Genova sia parte attiva contro il cyber bullismo
Genova, 19 dicembre 2021
  
L’emergenza sanitaria che ci ha costretti nelle nostre abitazioni per lungo tempo ha messo in luce e aggravato, tra gli altri, il fenomeno del cyberbullismo.
Secondo una ricerca condotta da Save The Children, tre ragazzi su dieci sono testimoni di comportamenti violenti in rete e il 72% degli adolescenti vede nel cyberbullismo il fenomeno sociale più pericoloso.
La pandemia da COVID-19 ha portato a un notevole aumento del numero di persone vittime di comportamenti violenti e minacciosi in rete, spesso per motivi futili e retrogradi quali aspetto fisico, orientamento sessuale e modi di vestire e pensare diversi dal “branco”.
Le conseguenze su ragazzi e ragazze sono gravissime, dall’isolamento al rifiuto dell’ambiente scolastico, alla depressione.
Per questo abbiamo presentato con Cristina Lodi un ordine del giorno in Consiglio Comunale perché l’amministrazione crei un tavolo di lavoro con enti, istituzioni e forze dell’ordine per approfondire il fenomeno e definire strategie di prevenzione e intercettazione.
Ne va della salute dei nostri figli.
La casa del soldato e il caos della giunta Bucci
Genova, 16 dicembre 2021
La situazione della Casa del Soldato di Sturla è l’ennesimo esempio dell’inadeguatezza della Giunta Bucci.
Laddove c’è un edificio da recuperare o un’area da restituire alla cittadinanza, se non c’è un privato che propone un supermercato la Giunta Bucci va nel panico e si rivela per quello che è: incapace.
Così, a ormai cinque anni da un preciso piano di recupero e riqualificazione della Casa del Soldato, l’immobile è ancora vuoto.
Nel 2017 il centrosinistra aveva predisposto progetto e fondi per trasformare lo stabile in una casa di quartiere del Municipio Levante, con spazi pubblici da destinare ad associazioni e attività dei cittadini.
Nel 2019 Bucci cambia idea, restituisce lo stabile al Demanio per farci insediare i Vigili del Fuoco, nonostante la Casa del Soldato sia di pregio architettonico e non possa essere trasformata.
Al tempo avevamo lanciato il nostro allarme: l’immobile rischia di rimanere inutilizzato, vuoto, vittima delle erbacce, del tempo e della pessima amministrazione comunale.
Dopo due anni, oggi è ancora tutto fermo: Casa del Soldato vuota, nessuna data di inizio lavori, nessuna prospettiva di realizzazione e pare persino che i Vigili del Fuoco abbiano rinunciato all’acquisizione dello stabile.
Nella costante svendita del patrimonio immobiliare del Comune, se non c’è un nuovo supermercato Bucci non sa che fare.
Un nuovo polo scolastico in ogni Municipio di Genova
Genova, 17 dicembre 2021
Genova, 17 dicembre 2021
Un nuovo polo scolastico per ogni Municipio di Genova.
È una delle proposte che porteremo in Consiglio Comunale per chiedere di modificare e integrare il bilancio previsionale dei prossimi tre anni.
Le risorse del PNRR possono essere l’occasione per finanziarie progetti di rigenerazione urbana, che sostituiscano l’esistente patrimonio edilizio scolastico con poli scolastici di nuova realizzazione nel rispetto delle vigente normative sul superamento delle barriere architettoniche e dotati degli spazi idonei alla didattica più avanzata.
Non solo, crediamo che la realizzazione di nuove scuole sia un fondamentale fattore di riqualificazione sociale e urbana per quelle aree decentrate preda delle sempre più laceranti disuguaglianze di reddito, educative, di opportunità presenti e future.
Le bugie di Bucci
Genova, 15 dicembre 2021
Genova, 15 dicembre 2021
Con un discreto coraggio, il Sindaco Bucci ieri ci ha accusato di aver detto falsità sull’aumento della TARI, che l’anno prossimo salirà del 14% medio per tutte le famiglie genovesi, e sulle cause di questa situazione.
Eppure le panzane sono un marchio di fabbrica di questi cinque anni di amministrazione, che sulla gestione dei rifiuti ha raccontato un sacco di fesserie, fatto molte promesse e mantenuta nessuna.
Il 18 luglio 2017 Bucci annunciava di aver risolto il problema della spazzatura a Genova: IREN non avrebbe più avuto a che fare con AMIU, la raccolta differenziata sarebbe salita in un anno tra il 60 e il 70% e la TARI non sarebbe aumentata.
Le bugie, come si suol dire, hanno le gambe corte, e a dicembre 2021:
• IREN realizzerà e gestirà l’unico impianto progettato dalla Giunta Bucci;
• la raccolta differenziata è salita di un punto in quattro anni, ferma al 35%;
• la TARI è aumentata del 14%.
Anziché dare la colpa ad altri, Bucci si assuma le sue responsabilità e spieghi ai cittadini genovesi perché non ha mantenuto le promesse fatte cinque anni fa e, soprattutto, perché a Genova abbiamo la seconda TARI più alta d’Italia con una pessima gestione dei rifiuti.
Dopo cinque anni di amministrazione, continuare a dare la colpa a chi c’era prima è la massima espressione del proprio fallimento.
Il Comune di Genova abbandona i minori migranti
Genova, 10 dicembre 2021
Genova, 15 dicembre 2021
Da più di un mese, 73 minori migranti sono abbandonati a loro stessi dal Comune di Genova: costretti a dormire in albergo di notte e a vivere per strada di giorno.
Avevamo raccontato la loro storia la scorsa settimana, grazie a un articolo di la Repubblica Genova, e oggi con il nostro capogruppo Alessandro Terrile abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale per chiedere come la Giunta Bucci intenda risolvere la situazione e dare degna accoglienza, tutele e diritti a queste persone.
La Giunta non ha risposto, non ha indicato una data in cui intende porre fine alle soluzioni alberghiere di emergenza, e ha tentato in maniera autoassolutoria di scaricare la responsabilità sulle organizzazione del terzo settore, che a suo dire non sarebbero disponibili a intervenire.
I minori intanto restano abbandonati in albergo, stessi, senza assistenza sociale e sanitaria, senza scarpe e vestiario, obbligati a lasciare le stanze e a stare in strada durante le ore diurne. Non godono neppure del servizio pasti, per i quali usufruiscono delle mense per bisognosi di Piazza Santa Sabina o presso le stazioni ferroviarie cittadine.
L’atteggiamento della Giunta Bucci non solo viola le norme e le convenzioni internazionali a tutela dei minori, ma tradisce la storia di accoglienza e solidarietà della nostra città.
La responsabilità sociale delle grandi imprese: nuove norme contro le delocalizzazioni
Genova, 10 dicembre 2021
Venerdì 17 dicembre alle ore 14:30 ci diamo appuntamento al Salone Blu dell’Acquario di Genova per un’#agorà democratica dedicata alla responsabilità sociale delle grandi imprese e alla necessità di introdurre nuove norme contro le delocalizzazioni.
Migliaia di posti di lavoro minacciati e cancellati spesso con modalità irrispettose e brutali. Abbiamo visto che non sono sufficienti gli interventi ex post della magistratura, tantomeno sono più credibili le manifestazioni di solidarietà cui non seguano atti concreti.
Crediamo sia non più rinviabile un intervento normativo d’urgenza, perché i grandi gruppi siano richiamati a quella responsabilità sociale che così chiaramente è scolpita nell’articolo 41 della nostra Carta costituzionale.
Oggi più che mai, dopo la pandemia e la svolta sociale e solidale operata dall’Europa anche grazie all’impegno del nostro Paese, non possiamo fermarci o arretrare sul terreno della tutela del lavoro e della sua dignità.
Si tratta di creare strumenti normativi nuovi a garanzia dei livelli occupazionali e della capacità produttiva dei nostri territori e di tutto il Paese.
Un punto di partenza per la nostra discussione, che vuole coinvolgere quante più voci e trasversali su un tema che chiama in causa il futuro industriale del Paese e testa la volontà politica del governo che deve agire tempestivamente.
Con la partecipazione di:
– Giuseppe Provenzano
– Brando Benifei
– Andrea Orlando (in collegamento)
– Enrico Letta (in collegamento)
– Pierluigi Bersani (in collegamento)
– Annamaria Furlan
– Sergio Cofferati
– Valentina Ghio
Il tracollo demografico di Genova
Genova, 10 dicembre 2021
Genova subisce da anni un vero e proprio tracollo demografico che è diventato ancora più drastico durante il mandato della Giunta Bucci: nei prossimi dieci anni la città perderà una stima di più di 22mila abitanti.
Un dato prodotto dall’ISTAT che, visti i numeri attuali, appare persino ottimistico.
Le cifre al 1 settembre 2021 raccontano un calo di 4.983 abitanti rispetto all’inizio dell’anno e le persone decedute sono quasi tre volte i nuovi nati. Il saldo negativo continua se confrontiamo le entrate e le uscite di abitanti (6.487 nuovi iscritti e 8.033 cancellati), con i genovesi che emigrano e persino gli stranieri che tornano in patria o si trasferiscono in altre regioni italiane o altri paesi europei.
Un tasso di natalità tra i più bassi d’Italia e un tasso di mortalità fra i più alti d’Italia restituiscono un quadro drammatico che è tamponato solo in parte dai flussi di stranieri in entrata e dal contributo alla natalità dato da questi ultimi.
Cinque anni fa il sindaco Bucci, in campagna elettorale, aveva fatto una delle sue sparate da conferenza stampa senza alcuna progettualità: “La mia giunta si è posta il target di arrivare a 700mila abitanti nel giro di 5 o 6 anni” dichiarava il 18 ottobre 2017.
La decrescita della popolazione genovese non si è fermata, ma si è perfino accelerata. La Giunta Bucci non ha fatto nulla, nulla, per porre rimedio alla situazione. Nessuna politica radicale per incentivare i giovani a rimanere, nessun investimento sull’istruzione e la formazione, solo una vacua politica del fare che ha prodotto cementificazione, costruzioni di immobili di lusso a discapito di residenze universitarie e tanti nuovi supermercati che diventeranno orrende cattedrali nel deserto.
È urgente lavorare sin da subito per invertire il prima possibile questo trend, dando nuove opportunità di studio e lavoro per le giovani generazioni, tutele e welfare per le tante persone anziane sole, dando vita a una città accogliente per tutte e tutti, che sia attrattiva per genovesi e non genovesi.
Ci vuole coraggio di cambiare.
Il Comune di Genova non paga e non rinnova la convenzione con gli asili nido accreditati
Genova, 6 dicembre 2021
Il Comune di Genova non paga e non rinnova la convenzione con gli operatori che gestiscono gli asili nido accreditati e convenzionati in città.
Genova, con le sole strutture pubbliche, non riesce a offrire alle famiglie la quota del 33 per cento di asili nido, come richiesto dall’Europa, e rischia di far saltare quello che è l’attuale sistema pubblico/convenzionato/accreditato. Il Comune non ha ancora pagato agli asili nido convenzionati le quote dei bimbi in convenzione da settembre a dicembre, la quota al funzionamento, il contributo quinta edizione nidi estivi luglio DGR 591/2021, la quota sistema integrato e il sostegno Covid.
Non solo, non ha ancora rinnovato la convenzione con questo sistema.
Oggi in Consiglio Comunale chiederemo urgentemente risposte alla Giunta Bucci. Tra gli obiettivi prioritari che determinano il lavoro positivo di un’amministrazione ci sono le politiche per l’infanzia e l’adolescenza: Genova non si dimostra all’altezza.
La buona amministrazione di Bucci resta una chiacchiera da bar e da conferenze stampa.
Partiamo dalla nostra idea di città
Genova, 6 dicembre 2021
Le parole del segretario Simone D’Angelo a la Repubblica Genova.
Non c’è più tempo da perdere: serve un cambio di rotta radicale che metta al centro l’idea di città. Le forze politiche che si riconoscono nell’urgenza di cambiare, di dare un futuro e un’alternativa a Genova, di costruire una città giusta, solidale ed europea devono abbandonare i tatticismi e il toto-nomi.
Definiamo insieme, sui contenuti, il perimetro di coalizione e la persona che meglio possa interpretarla.
Bus inaccessibili ai disabili
Genova, 6 dicembre 2021
Un’immagine che vale più di molte parole quella trasmessa sui social da Dario Dongo, disabile e attivista, che è stato letteralmente costretto a buttarsi dall’autobus per potervi scendere.
Una situazione inaccettabile, nel 2021, quella che vede il trasporto pubblico genovese incapace di tutelare le persone con disabilità e di garantire loro servizi efficaci e inclusivi.
L’abbattimento delle barriere architettoniche sui mezzi pubblici dovrebbe essere la priorità della politica e dell’amministrazione comunale, non misure di gratuità pressoché inutili o propaganda elettorale che non garantisce alcuna efficacia né miglioria alla mobilità.
La nostra solidarietà a Dario e a tutte quelle persone cui è impedito l’utilizzo dei trasporti cittadini, e il nostro impegno a cambiare le cose.
Le chiacchiere di Bucci
Genova, 6 dicembre 2021
Intervistato da Il Secolo XIX , il capogruppo in Consiglio Comunale Alessandro Terrile ha svelato le chiacchiere di Bucci sui nuovi supermercati, che nei prossimi anni invaderanno la città con aperture autorizzate.
San Benigno, con una enorme struttura di vendita, la nuova piscina di Nervi con sotto un supermercato, la rotonda di Carignano dove ce ne saranno due, via Carrara, per non parlare della Miralanza dove non si sa ancora cosa ci sarà dentro.
La nostra visione della città è chiara e punta a restituire identità e futuro a Genova: industria, alta tecnologia, spingere i giovani a restare, anche con più residenze studentesche, come quelle che sono sparite dal Waterfront di Levante.
Patrick Zaki libero
Genova, 8 dicembre 2021
669 giorni di disumana e assurda prigionia, un processo che ancora non è concluso e non lo vede assolto dalle infondate e insensate accuse, ma oggi #PatrickZaki è tornato libero, ad abbracciare sua madre.
A febbraio, quando il tribunale dovrà giudicare Patrick, l’Egitto interrompa una volta per tutte lo stillicidio a cui l’ha sottoposto.
Ti aspettiamo presto in Italia, Patrick Zaki.
Missione salute, agorà sulla sanità
Genova, 11 dicembre 2021

Lunedì 13 dicembre alle ore 17:30 ci diamo appuntamento al Mentelocale, al primo piano di Palazzo Ducale, per un’#agorà democratica dedicata alla Salute e alle azioni indicate dal PNRR volte a migliorare il Servizio Sanitario Nazionale in risposta ai nuovi bisogni di cura dei cittadini.

Stiamo vivendo un periodo eccezionale e le azioni intraprese in questi ultimi due anni a causa della pandemia saranno raccontate nei libri di storia e destinate ad incidere in modo irreversibile sulle prossime decadi. In particolare, ad essere impattato da questa serie di eventi è stato il nostro Sistema Sanitario, riconosciuto tra i migliori a livello internazionale.

A partire dal nuovo millennio, abbiamo assistito prima ad una forte regionalizzazione e successivamente a una sensibile riduzione delle risorse destinate al Sistema Sanitario. Nello stesso tempo sono cambiate le esigenze della comunità in termini di salute e di bisogni sociosanitari.

In questo contesto, si è inserita la crisi determinata dalla pandemia da SARS-CoV-2 che ha fatto emergere in modo drammatico le difficoltà con cui il SSN ha affrontato l’emergenza dal punto di vista organizzativo e gestionale evidenziando le significative differenze tra le Regioni.

In particolare, è emerso come il territorio sia stato quella parte del sistema sanitario più penalizzato dal punto di vista di risorse ed investimenti a partire dagli anni duemila. Il progressivo depauperamento delle risorse dedicate alla sanità territoriale ha determinato un insufficiente filtro sanitario mandando in crisi la rete ospedaliera e ha avvalorato l’idea che la scelta di puntare sul sistema ospedaliero non sia in grado di garantire da sola un sistema efficiente.

A distanza di due anni la politica e i governi devono contrastare una pandemia sino ad ora non completamente debellata e che con la stagionalità riprende forza.

Con la partecipazione di:

Sandra Zampa, responsabile nazionale PD Salute

Tutte le informazioni qui:

https://decidim.agorademocratiche.it/…/f/81/proposals/869

La strana idea di città di Bucci
Genova, 5 dicembre 2021
L’idea di città di Bucci è tutto e il contrario di tutto: promesse elettorali, confusione totale, nessun progetto a medio e lungo termine.
La politica del centrodestra cittadino è una costante contraddizione costellata di annunci in pompa magna, nastri tagliati e nessuna idea su come restituire identità e futuro a una Genova in declino.
L’ultima sparata è quella dei parcheggi gratuiti nei fine settimana dal 4 al 19 dicembre per, così si dice, sostenere il commercio locale. Con queste iniziative assurde, di fatto si incentivano il trasporto privato, lo smog, il traffico, e i conseguenti danni alla salute causati dalla proliferazione di automobili. È la stessa Giunta Bucci che supporta i piccoli commercianti aprendo supermercati ad ogni angolo – ex-mercato del Pesce, rotonda di Carignano, due Esselunga, ex-mercato di Corso Sardegna, Campostano – e che difende l’ambiente con ridicole gratuità di trasporto pubblico – la metro in fasce orarie e gli ascensori – che sono solo complementari ai mezzi privati.
Senza dimenticare l’assoluta assenza di nuove aree pedonali e la tutela ambientale a colpi di colate di cemento e villette residenziali che presto invaderanno le colline di Vesima, precedentemente a uso agricolo.
Insomma, dopo quasi cinque anni di amministrazione, qual è l’idea di città di Bucci e i progetti per realizzarla? Non si sa, probabilmente non lo sa nemmeno lui.
Noi invece non abbiamo dubbi su quale città vogliamo: giusta, solidale, europea e sostenibile. Che metta al primo posto la tutela delle persone e dell’ambiente, che guardi al futuro, all’innovazione e agli esempi delle grandi città europee. Non a ricette novecentesche inefficaci, superate, dannose per Genova e i suoi abitanti.
La triste fine di Porta Siberia
Genova, 3 dicembre 2021
Un’altra brutta pagina di cattiva amministrazione della Giunta Bucci: la triste fine di Porta Siberia.
Quasi cinque anni di centrodestra e la cultura, nel senso più ampio del termine, è sparita da Genova. La Loggia Banchi che ospitava mostre ed esposizioni si è trasformata in un ridicolo raccoglitore di chincaglieria cinematografica e ora è chiusa, in attesa di ospitare un fantomatico e inutile museo sulla città. Il Teatro Altrove è stato chiuso per anni e le associazioni che l’hanno gestito sono state abbandonate dall’amministrazione. Il Museo di Villa Croce è stato chiuso e riaperto, senza alcuna programmazione sul medio-lungo termine. Si è lasciato spazio a ogni tipo di assurda provincialata, dall’insulsa festa della bandiera a strampalate rievocazioni storiche in kilt e cornamusa.
Per la Giunta Bucci, la cultura o è provincialotta o non è, e la triste fine di Porta Siberia è l’ennesima prova di questa evidenza.
Fino al 2018 Porta Siberia ha ospitato il Museo Luzzati. Poi ha chiuso.
Alcune delle opere di Emanuele Luzzati sono state trasferite a Palazzo Ducale, in uno spazio più angusto. Intanto da oltre tre anni l’edificio al centro del Porto Antico è rimasto chiuso, vuoto e inutilizzato se non sporadicamente.
Quando finirà la stagione di declino e di abbandono di Porta Siberia?
Rispondendo a un’interrogazione del Capogruppo Alessandro Terrile, la Giunta ha precisato che “per il secondo semestre 2022 sono stati presi contatti informali per ospitare una mostra multimediale dedicata all’Antico Egitto”.
Porta Siberia rimarrà vuota ancora per sei mesi, in attesa dei contatti informali.
Emergenza abitativa a Genova
Genova, 2 dicembre 2021
Il Comune di Genova non mette in campo alcuna programmazione per l’emergenza abitativa.
È di oggi la notizia dell’aiuto della Curia all’amministrazione genovese per gestire l’emergenza sfratti con la messa a disposizione di nuovi fondi e alloggi che vanno ad aggiungersi a quelli, insufficienti, stanziati dal Comune.
Già da tempo il tema dell’abitazione, degli sfratti e della scarsità di alloggi fa parte della quotidianità genovese ed era purtroppo previsto e prevedibile che la pandemia avrebbe reso la situazione abitativa ancora più precaria per chi non riesce a permettersi un tetto sulla testa.
Non si può continuare a gestire questa problematica in modo emergenziale. Ne va della salute e della tutela delle persone in difficoltà. È necessario programmare azioni concrete sul medio e lungo termine, restituendo valore al patrimonio immobiliare pubblico, non svendendolo, e mettendo a disposizione una casa per chiunque ne abbia bisogno.
A Genova ci sono più di 30.000 immobili sfitti, mentre la città si svuota e continua a perdere circa 6.000 abitanti all’anno: com’è possibile che ci siano persone costrette a rivolgersi alla Caritas per un alloggio?
Giusta, solidale, europea
Genova, 28 novembre 2021
Oggi è una giornata di ringraziamenti e di riflessioni, sul futuro e su Genova.
Dopo settimane serrate di lavoro, la conferenza programmatica di ieri ha sancito l’inizio di un nuovo corso per il Partito Democratico di Genova, fatto di ascolto, contenuti, proposte, interlocuzione con tutte le realtà che vogliono costruire un’alternativa alla Genova guidata dal Centrodestra.
Un primo momento di confronto che siamo riusciti a organizzare grazie allo sforzo di tante persone, dentro e fuori dal partito, che credono nella necessità di cambiare Genova, con coraggio, senza lasciare nessuno indietro.
Per noi, Genova deve essere Giusta, Solidale, Europea. Aggettivi e caratteristiche che devono essere declinati nel presente e nel futuro.
Dopo quattro anni e mezzo di amministrazione Bucci, Genova è sempre più sola e isolata, incapace di ripensare la propria identità e di riscattarsi dal declino in cui continua a naufragare.
I dati che raccontano la triste realtà sono impietosi: abitanti, occupati, imprese, studenti. Un crollo verticale a 360 gradi accentuato dalla pandemia, che ci ha fatto riscoprire una città più piccola e meno connessa.
La risposta della Giunta Bucci al declino è una ricetta raffazzonata che non funziona: un provincialismo esasperato fatto di vecchie celebrazioni, di svendite ai privati, di smantellamento del tessuto sociale e commerciale. Intanto, le giovani generazioni fuggono altrove, in particolare coloro che hanno mezzi e risorse per farlo.
In questo contesto, le disuguaglianze diventano dilaganti: tra Genova e le altre grandi città del Nord Ovest, tra il centro e le periferie, tra le zone residenziali e le zone popolari.
La conferenza programmatica di ieri è il primo passo di un percorso che deve portarci a invertire la rotta disastrosa del Centrodestra, una narrazione mitologica di una città meravigliosa che si scontra quotidianamente con le sue sofferenze e la difficile realtà quotidiana.
In primavera non dovremo soltanto vincere le elezioni, ma dobbiamo vincerle con uno sguardo concreto e una visione alla Genova del 2030. Una strategia che porti Genova a trovare la sua collocazione nel XXI secolo, a restituirle un ruolo in Italia e in Europa.
La tanto declamata “visione” di Bucci appare sempre più come una “allucinazione” guardando le ricette e leve di sviluppo che vengono messe in campo che riportano le lancette dell’orologio indietro fino agli anni ’80: nuove costruzioni, nuovi supermercati, nessuna pianificazione.
Dobbiamo invertire questo trend. Programmare gli investimenti derivanti dal PNRR perché la città abbia un giusto sviluppo, che tuteli i suoi abitanti, che garantisca ricadute economiche e sociali su Genova. Dobbiamo riconnettere la città verso l’esterno e lavorare per cucire le sue frammentazioni interne.
La sfida per la Genova del presente e del futuro parte dall’accesso a una istruzione di qualità, dalla nascita di nuovi poli scolastici di eccellenza, uno per ciascun Municipio; dalla tutela degli ultimi della società e non da altre ennesime elargizioni e concessioni alle clientele, ai privati, a chi già gode di benessere economico e sociale.
La sfida è costruire un’alternativa che, con coraggio, imponga che la costruzione della nuova Diga al costo di 1,3 miliardi di euro abbia ricadute certe sulla città, fatte di rigenerazione urbana e di ricucimento del tessuto socio-economico, e non si riduca a essere solo un favore a pochi.
Un’alternativa che dica chiaramente che l’accordo tra Comune e Autostrade è stato umiliante per la nostra città e inutile per il suo futuro. Con un miliardo di euro avremmo potuto cambiare volto alla Valpolcevera e dare un futuro concreto alle sue giovani generazioni, che nei quartieri della valle sono più diffuse che altrove, ma non hanno neppure un liceo dove studiare.
Per il Partito Democratico è finita la stagione della subalternità. Apriamo la stagione della responsabilità, la responsabilità di costuire un’alternativa e un futuro per questa città e la responsabilità di guidarla.
A Genova serve una sinistra che non si limiti a studiare le disuguaglianze, ma che si metta al fianco di chi le contrasta in prima linea, con l’obiettivo fermo e deciso di costruire politiche per l’uguaglianza.
Per farlo servirà il Partito Democratico, serviranno le forze civiche, sociali, popolari, ecologiste, progressiste, democratiche e riformiste. Per dare a Genova il futuro che merita. Giusto, solidale, europeo.
Ieri abbiamo iniziato una strada da percorrere. Possiamo farlo solo così, con coraggio. Tutte e tutti insieme.
Simone D’Angelo, segretario PD Genova
Ciao Silvestro, ciao compagno!
Genova, 2 dicembre 2021
Questa notte è mancato Silvestro Pintori, ristoratore, artista e molto altro ancora, figura importante del tanto complesso centro storico genovese.
Il suo ristorante ha rappresentato un punto di riferimento per diverse generazioni della sinistra genovese, un luogo accogliente e familiare dove trovare, prima che un oste, un amico e un compagno con il quale confrontarsi.
Per chi volesse rendergli omaggio, stasera si inaugura la sua mostra personale “Ombra della sera” in Piazza dei Giustiniani.
Lo ricorderemo con grande affetto. Un abbraccio alla moglie Monica e alla mamma Nina.
Ciao Silvestro, ciao compagno!
Segretario del Partito Democratico di Genova
Solidarietà all'assessore di Arenzano Giovanna Damonte
Genova, 30 novembre 2021
Un grande abbraccio a Giovanna Damonte, Assessora di Arenzano che questa mattina è stata vittima di un atto di violenza ingiustificato, ingiustificabile e vergognoso.
In treno verso Genova è stata insultata, malmenata, colpita ripetutamente al volto con schiaffi e calci da una giovane alla quale aveva chiesto di indossare la mascherina.
Ci auguriamo, come comunità del Partito Democratico, che Giovanna si riprenda presto e che gesti di questo tipo non accadano più. A nessuno.
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Ogni giorno sia 25 novembre.
La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è un momento fondamentale di sensibilizzazione e informazione, ma non basta.
La violenza di genere va combattuta ogni giorno e in tutte le pieghe con cui si manifesta nella nostra società, ancora permeata da una cultura patriarcale che ne regola situazioni sociali, professionali, umane. I dati raccontano una situazione aberrante, per cui non è più sufficiente una narrazione emergenziale, ma servono provvedimenti concreti.
Cambiare le cose è compito della politica.
Ogni giorno, in ogni sede istituzionale e non, ci impegniamo a contrastare la violenza contro le donne.
No alla cementificazione di Vesima

Genova, 23 novembre 2021
Oggi in Consiglio Comunale si discute la variante di Vesima, la più grande cementificazione in città da almeno trent’anni, che ha l’unico obiettivo di permettere la costruzione di 10.000 mq di nuove villette residenziali con vista mare.
Nessuna programmazione e nessun confronto con il territorio e i cittadini, nessun rispetto di una zona della città che è spesso privata di servizi essenziali quali acqua corrente, gas e trasporti, e un costante doppiogiochismo da parte dell’amministrazione che si dichiara attenta all’ambiente e allo stesso tempo cola cemento sulle colline agricole.
Faremo il possibile per fermare la Giunta Bucci.
Abbiamo presentato 238 emendamenti e 20 ordini del giorno.
Daremo battaglia in aula, e fuori.
A parole nel rispetto dell’ambiente. Nei fatti cementificatori del territorio
Genova, 21 novembre 2021
“Non possiamo pensare come una volta, noi vogliamo crescere, ma lo dobbiamo fare in un modo ecosostenibile, ricordiamoci che il mondo non lo abbiamo ereditato dai nostri genitori, ma lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri figli e dobbiamo restituirlo a loro”.
Sono parole recenti del Sindaco Bucci che sbandiera ai quattro venti il suo impegno sul tema ambientale. Chissà se è lo stesso Marco Bucci che con la sua Giunta vuole dare il via libera per far costruire circa 10.000 mq di nuove villette sulla collina di Vesima.
Martedì in Consiglio Comunale si voterà la variante di Vesima: la Giunta Bucci, capitanata dal gemello cattivo del Sindaco ambientalista che noi non abbiamo mai conosciuto, vuole cementificare l’area soprastante la stazione e dare avvio alla costruzione di circa 10.000 mq di residenze.
Faremo tutto il possibile per impedirlo. Bucci ci risparmi la sua ipocrisia.

ora permeata da una cultura patriarcale che ne regola situazioni sociali, professionali, umane. I dati raccontano una situazione aberrante, per cui non è più sufficiente una narrazione emergenziale, ma servono provvedimenti concreti.

Cambiare le cose è compito della politica.
Ogni giorno, in ogni sede istituzionale e non, ci impegniamo a contrastare la violenza contro le donne.
Solidarietà a Cristina Lodi

Genova, 18 novembre 2021

Oggi in Tribunale gli haters hanno chiesto scusa e risarcito.
Siamo al fianco della consigliera Cristina Lodi e continueremo a praticare la linea della massima fermezza contro la degenerazione del confronto civile e democratico.
Sarebbe un bel segnale che almeno su questo punto ci fosse condivisione unanime di tutti partiti e di tutte le Istituzioni, a partire dal Sindaco.

No all'autoparco a Multedo

Continua il modus operandi del Sindaco Doge: la Giunta Bucci vuole realizzare un autoparco a Multedo senza essersi confrontata né col Consiglio Comunale, né col territorio.
Qualche giorno fa a mezzo stampa è stata confermata dall’amministrazione la volontà di andare avanti con la costruzione di uno spazio di sosta per i mezzi pesanti diretti al porto di Genova, secondo un progetto di Autostrade per l’Italia e Autorità di Sistema Portuale di Genova.
Una decisione che, per l’ennesima volta, non è stata condivisa con i cittadini, il Municipio, il Consiglio comunale.
La giunta continua a non coinvolgere i territori e manifesta una assoluta mancanza di programmazione complessiva del rapporto tra città e porto, occupando aree, soprattutto a Ponente, in territori già asserviti e caratterizzati da diverse sofferenze.
Dev’essere questo il fantomatico Modello Genova di cui si sente spesso parlare. Chiederemo una Commissione consiliare urgente alla presenza del Municipio e dei cittadini per avviare un immediato confronto sull’ennesima scelta calata dall’alto.
Modello Genova: la città è sott'acqua

Ogni anno è sempre peggio: alle prime piogge, Genova è sott’acqua. Allagamenti, frane, smottamenti, fango, tombini asfaltati e occlusi, attività sommerse.
Per la Giunta Bucci e l’amministrazione comunale e regionale, la sicurezza del territorio evidentemente non fa notizia e non è un comparto su cui è importante investire, al contrario dei red carpet, delle inaugurazioni targate Esselunga, della magnifica iniziativa di Genova Jeans (costata 1 milione di euro di soldi pubblici), del taglio del nastro della ruota panoramica ai Giardini di Brignole, o ancora della festa e dei sorrisi di oggi per l’apertura del point del partito di Giovanni Toti.
Focaccia, brindisi, applausi, mentre Genova è di nuovo allagata.
Tra qualche mese saremo chiamati a scegliere che città vogliamo: una Genova patinata a colpi di buffet, ombrellini e plotoni di vigili urbani armati di sparabolas, oppure una Genova davvero sicura, accogliente, che non lasci nessuno indietro, una Genova per tutti e non per pochi?
La cultura che cura: nuova Agorà democratica

Venerdi 19 novembre 2021, alle ore 15.00, presso il salone Blu dell’Acquario di Genova (proseguire oltre la Biosfera) si terrà un’ulteriore tappa delle Agorà Democratiche promosse dal Partito Democratico di Genova dedicata ai temi della cultura e del turismo dal titolo:

“LA CULTURA CHE CURA: LA COMUNITA’, GLI OSPITI, IL PAESAGGIO DI TERRA E DI MARE. BUONE PRATICHE”.

Le politiche culturali e quelle di sostegno all’economia del turismo assumono un ruolo ancor più centrale nella ripartenza post-pandemia.

Le azioni  messe in campo in ambito culturale debbono essere declinate con modalità innovative per costruire una governance quanto più unitaria, che preveda anche l’integrazione dei servizi. Debbono essere potenziate le reti delle istituzioni culturali (musei, biblioteche, teatri), fulcro di un quartiere, di un territorio. La politica culturale non deve prevedere solo singoli eventi ma essere una attività diffusa che anima e aggrega le comunità. La cultura deve essere vissuta come cura (delle persone, della città, dell’economia), come relazione tra culture, tradizioni, bisogni.

Il settore del turismo sta dimostrando grande capacità di reazione. Ancora più importante è dunque costruire solidi prodotti turistici e organiche azioni di promozione (non affidate soltanto all’immagine); si tratta di puntare soprattutto sulle destinazioni “città d’arte”, sulla nuova centralità assunta dal turismo outdoor, sulla valorizzazione delle aree interne. Un nuovo modo di fare turismo deve essere guidato da politiche di sostenibilità ambientale e sociale.

 

Ne parleremo, tra gli altri, con:

Franca Acerenza, coordinatrice ICOM Liguria

Sonia Asaro, capo delegazione del FAI di Genova

Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale

Maria Elena Buslacchi, Festival Internazionale Zones Portuaires

Marilù Cavallero, presidente cooperativa Dafnae

Roberto La Marca, presidente CulTurMedia Legacoop Liguria

Carla Peirolero, direttore artistico Suq Genova

Carla Olivari, presidente degli Amici del Museo Doria

Antonino Oliveri, già sindaco di Campoligure e consigliere regionale

Maria Ricci, presidente Centro Universitario del Ponente

Carla Sibilla, già assessore comunale, presidente di Convention Bureau Genova e AD di C-Way

 

coordinano Anna Maria Dagnino e Maria Paola Profumo

 

al tavolo “cultura e turismo” che ha dato vita all’Agorà Democratica hanno partecipato inoltre:  Michela Alessio, Paola Alpa, Dario Bagnasco, Consuelo Barilari, Valter Bennucci, Raffaella Beccaro, Claudia Bergamaschi, Mirco Bonomi, Giada Campus, Maria Luisa Centofanti, Marco Girolami, Francesco Langella, Veronica Littardi, Margherita Mereto Bosso, Sabrina Napoleone, Gianni Ottonello, Roberta Osti, Chiara Parodi, Andrea Pastorino, Vanessa Penco, Carla Solaro

Per ulteriori informazioni sull’evento
https://decidim.agorademocratiche.it/processes/italia-che-vogliamo/f/81/proposals/587

Ricordiamo la necessità di green pass e mascherina per partecipare all’agorà.

Modello Genova: Galleria Mazzini allagata


Il “Modello Genova” del Sindaco Bucci. Inaugurazioni, annunci in pompa magna, tappeti rossi e tagli del nastro, ma la realtà fa acqua da tutte le parti.
Il 17 gennaio 2018 la Giunta (nelle vesti dell’allora assessore Fanghella) comunica a gran voce:
“Avvieremo lavori definitivi che metteranno in salvo la galleria per i prossimi 200 anni.
Abbiamo stanziato fondi per garantire una continuità al cantiere fino al 2020:
2,4 milioni di Euro nel 2018
1,6 milioni di Euro nel 2019
3,6 milioni di Euro nel 2020.
Galleria Mazzini tornerà al suo antico splendore.”
Non servono altri commenti, è sufficiente guardare il video di seguito.
(📹 da Facebook)

Difendiamo Vesima dalla speculazione edilizia

A Vesima la Giunta Bucci tutela il territorio e l’agricoltura a colpi di colate di cemento e 10mila mq di villette private.
Purtroppo non è uno scherzo.
Ieri in Commissione consiliare abbiamo discusso la variante urbanistica di Vesima: il marchese proprietario della collina chiede al Comune di modificare i vincoli che destinavano l’area ad uso agricolo, per costruire nuove abitazioni e fare profitto.
La Giunta Bucci approva e sostiene che lo spopolamento della Vesima non avvenga per gli sfratti intimati dal proprietario o per la mancanza di servizi primari (strade, acqua, fognature), ma sia causato dal divieto di costruire villette.
Lo spopolamento è causato dalla mancanza di villette. L’hanno detto davvero. Una trentina di villette per tutelare il territorio e l’agricoltura.
Questa è la risposta dell’amministrazione ai problemi di Vesima: una colata di cemento e 10.112 mq di nuove palazzine.
In Consiglio Comunale faremo tutto il possibile per impedirlo.

Depositi costieri: quattro anni di promesse mai mantenute

Genova, 10 novembre 2021
È dal 2017 che il Sindaco Bucci promette di trovare soluzioni alternative ai depositi costieri di Multedo. La prima promessa fu nell’ottobre 2017, poi a maggio 2018 quando in assemblea pubblica assicurò: entro fine 2018 prenderà una decisione sulla delocalizzazione della Carmagnani.
Siamo al 10 novembre 2021 e ancora di questa decisione non c’è traccia. Nel frattempo il Comune ha firmato un accordo con Autostrade che prevede la ricostruzione del casello di Pegli, dando per scontato lo spostamento dei depositi costieri.
Ieri in Consiglio Comunale il capogruppo Alessandro Terrile ha presentato un ordine del giorno per chiedere risposte al Sindaco, che ha fatto sapere che la decisione è vicina: ci saranno notizie entro il 28 febbraio 2022.
È dal 2017 che la Giunta non riferisce alcunché nella Commissione consiliare dedicata.
Sui depositi costieri, quattro anni di annunci, promesse mai mantenute, nessuna risposta.
Servono protezioni a mare a difesa di Boccadasse

Genova, 9 novembre 2021

Boccadasse non può più aspettare: servono misure durature di protezione costiera a mare per salvaguardare il borgo dalle mareggiate.
A poco più di tre anni dai drammatici eventi del 30 ottobre 2018, in Consiglio Comunale Alberto Pandolfo si è fatto portavoce di un appello della comunità del borgo per chiedere alla Giunta Bucci a che punto siano i progetti di tutela annunciati quest’estate.
Servono altri due mesi per avere un progetto di fattibilità, è stata la risposta dell’Assessore Piciocchi all’interrogazione di Alberto Pandolfo. Intanto, siamo già a novembre.

La Liguria e Genova sempre più a rischio povertà

Genova, 13 novembre 2021

Genova è lacerata dalle disuguaglianze. In Liguria, 1 persone su 5 è a rischio povertà, ha uno stipendio più basso del 40% rispetto alla media e a stento arriva a fine mese.
Sono solo alcuni dei dati che emergono dal “Rapporto sulla povertà e le disuguaglianze in Liguria”, realizzato da Genova che osa per Legacoop Liguria, e che raccontano una situazione critica della nostra regione e della nostra città.
Interrogata sul futuro di una società sempre più fragile, la Giunta Bucci dimostra la sua incompetenza e incapacità di programmazione. Una politica che non studia, che non affronta i problemi in modo organico, non può rispondere ai problemi della cittadinanza.
Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, né di credere o non credere ai profeti di sventura. È necessario ripensare la nostra città, il suo welfare, mettere al primo posto il benessere materiale e immateriale delle persone.
Senza lasciare nessuno indietro.
PD Genova, la nuova Segreteria annuncia la Conferenza programmatica del 27 novembre

Genova, 6 novembre 2021

Il Partito Democratico di Genova ha riunito oggi la nuova segreteria provinciale con consiglieri comunali, regionali e presidenti di municipio per una giornata di riflessione e di confronto sull’agenda politica della città in vista delle elezioni del 2022.
L’incontro, tenuto presso la Soms Fratellanza di Pontedecimo, ha messo al centro la necessità di utilizzare i fondi del PNRR per garantire sviluppo, sostenibilità ambientale, connessioni con il NordOvest e riduzione delle disuguaglianze purtroppo accresciute con l’amministrazione di centrodestra. 
“Sentiamo forte la responsabilità di essere baricentro e propulsore di una coalizione che può tornare al governo della città” – dichiara il segretario Simone D’Angelo – “le disponibilità a lavorare per l’alternativa che stiamo raccogliendo in queste settimane ci confermano la piena contendibilità delle prossime elezioni comunali”. 
Le proposte del Partito Democratico per invertire il declino della città e restituire a Genova il suo ruolo in Europa e nel Mediterraneo saranno presentate alla Conferenza Programmatica del prossimo 27 novembre.
Ancora una morte sul lavoro

Genova, 10 novembre 2021

Oggi a Genova un operaio di 48 anni ha perso la vita mentre svolgeva il proprio lavoro in un cantiere di San Quirico, in Valpolcevera.
Alla famiglia e ai colleghi, il nostro cordoglio e la nostra vicinanza.
Sarà importante indagare sulle dinamiche di questo tragico incidente, purtroppo l’ennesimo, che ancora una volta ci ricorda drammaticamente l’importanza delle norme di prevenzione e delle politiche di formazione, su cui istituzioni, sindacati, imprese devono impegnarsi ancora di più e insieme per garantire sicurezza sui luoghi di lavoro.
Nel 2021 non si può morire sul posto di lavoro.
Costruiamo ponti, non muri

Genova, 9 novembre 2021
Sono passati 32 anni dal 9 novembre 1989 e la caduta del Muro di Berlino sembrava aver posto fine a una brutta pagina di storia, fatta di divisione e disuguaglianze.
A distanza di più di trent’anni, questa stagione sembra ritornare.
Con l’Unione Europea incapace di rispondere in modo adeguato alla questione migratoria, con gli Stati dell’Est Europa preda di governi autoritari e illiberali che mettono a repentaglio i diritti umani e infieriscono in modo disumano sulle minoranze.
Per questo, oggi come allora, è bene ricordare quale spirito debba guidare la nostra agenda politica: costruiamo ponti, non muri.
Senzatetto e al freddo in città

Genova, 9 novembre 2021
Paolo ha 49 anni, è senzatetto, e durante la scorsa estate ha iniziato ad occupare la vecchia cabina telefonica nella piazza in fondo a via Buranello, dopo essere stato cacciato dall’ingresso della banca poco distante.
Dal 28 ottobre dorme per strada. La cabina è stata rimossa dal Comune di Genova dopo la richiesta della Lega che l’ha definita un “punto di degrado e di fetore utilizzato da sbandati”.
Con l’arrivo del freddo per le persone senza fissa dimora sopravvivere diventa un’impresa, in particolare per chi, come Paolo, non riesce a trovare giacigli improvvisati e rifiuta l’aiuto di associazioni e servizi sociali.
Per questo, per Paolo e per tutti coloro che vivono già situazioni difficili e sono vessati dalla disgustosa ideologia del decoro della Lega e della Giunta Bucci, oggi in Consiglio Comunale chiederemo conto di tutte le risorse e le strutture attivate per affrontare l’imminente emergenza freddo.
Nel frattempo, dalla cabina Paolo si è spostato sulla panchina di fronte. Aveva una coperta dice, ma gli è stata portata via.
Terrile: la città è pronta per riportare il centrosinistra al governo

Genova, 8 novembre 2021
Su la Repubblica Genova di oggi Matteo Macor intervista il capogruppo Alessandro Terrile.
Il Partito Democratico è unito e il centrosinistra può tornare al governo della città dopo questi cinque anni disastrosi. Stiamo ricevendo tante disponibilità e, al di là dei nomi, il clima politico nel Paese e in città testimoniano che il centrodestra e Bucci si possono battere eccome.
Se il candidato emergerà dal confronto con la coalizione o dalle primarie, l’importante è non commettere lo stesso errore delle regionali: non bisogna mettere d’accordo i gruppi dirigenti, ma ascoltare gli elettori.
PD Genova: nominata la nuova Segreteria

Genova, 5 novembre 2021

Il Segretario Simone D’Angelo ha formato questa mattina la Segreteria del Partito Democratico di Genova.

Una squadra costruita nel pieno rispetto della parità di genere, con un mix di innovazione ed esperienza, e con grande attenzione alla rappresentanza dei territori grazie anche al coinvolgimento di amministratori democratici. L’età media della nuova segreteria è di 37 anni.

Katia Piccardo, Sindaca di Rossiglione, è la nuova Vicesegretaria del Partito Democratico di Genova, con delega alla Coesione Territoriale.

La Segreteria è inoltre composta da:

Giorgio Boaretti – Territorio Comunale e Associazionismo
Pasqualina Calisi – Welfare e Comunità
Vittoria Canessa Cerchi – Sviluppo Economico e Politiche per l’innovazione
Sofia Di Patrizi – Diritti e Lotta alle Disuguaglianze
Massimo Ferrante – Transizione Ecologica e Politiche per il Territorio
Matteo Frulio – Turismo e Politiche Agricole e Forestali
Franco Marenco – Urbanistica e Rigenerazione Urbana
Margherita Mereto – Città Sostenibile e Sport
Irene Piccinini – Saperi e Connessioni
Elena Putti – Cultura e Digitalizzazione
Angelica Radicchi – Europa e Politiche Mediterranee
Federico Tanda – Coordinamento della Segreteria
Francesco Tigoli – Infrastrutture e Mobilità Sostenibile
Francesco Tognoni – Organizzazione e Tesseramento
Mattia Visciotto – Lavoro e Iniziativa Politica

“Abbiamo di fronte a noi un cammino impegnativo e stimolante” dichiara Simone D’Angelo. “Le disponibilità che ho ricevuto raccolgono lo spirito di unità richiesto in queste settimane da tante e tanti. Confermano inoltre che ci sono le condizioni per costruire un’alternativa all’attuale amministrazione genovese e voltare pagina dopo cinque anni di governo del Centrodestra. Con coraggio, senza lasciare indietro nessuno. Infine, rivolgo un ringraziamento particolare a Federico Romeo per avere condiviso lo sforzo e la responsabilità di questo percorso.”

Il volabus fantasma

Chi ha visto il Volabus?
Da 19 mesi, nessuno. Il pullman AMT che collega l’aeroporto al centro città è fermo in rimessa dal 18 marzo 2020. Oggi dal Cristoforo Colombo partono circa 15 voli al giorno, ma il servizio è ancora inattivo.
Per chi non ha o non vuole utilizzare mezzi propri l’unica possibilità di raggiungere l’aeroporto è il treno fino a Sestri Ponente e poi un autobus che fa spola dalla stazione.
In tutto il mondo gli aeroporti sono facilmente collegati al resto della città con navette, pullman, treni, ma non nella Genova meravigliosa della Giunta Bucci che non ha ancora previsto la data di ripristino del Volabus.
Presto a Chi l’ha visto.
Ferma la raccolta differenziata a Genova

A Genova la raccolta differenziata è ferma e la Giunta Bucci non fa nulla per migliorare la situazione.
In quattro anni – ormai quasi cinque – di amministrazione, il tasso di raccolta differenziata è aumentato ben dell’1,21%: nel 2020 ha raggiunto il 35,43%, facendo peggio che nel 2019.
In Italia la media è maggiore di oltre 20 punti percentuali, e a Milano, città di cui l’attuale amministrazione ha sempre avuto l’ambizione di renderci sobborgo, è sopra al 60%.
Un’incapacità manifesta nel gestire il tema della raccolta differenziata che non solo è evidente nella quotidianità, non solo è testimoniata da dati e statistiche, ma pure costa cara ai cittadini genovesi.
A causa delle gravi lacune nello smaltimento dei rifiuti, infatti il Comune deve pagare una cosiddetta ecotassa alla Regione Liguria, pari a 778.767,99€. Soldi pubblici, ovviamente.
Non c’è spazio per la raccolta differenziata e il rispetto dell’ambiente nella Genova meravigliosa della Giunta Bucci.
Cosa c'è di panoramico?

La ruota panoramica ai Giardini di Brignole è l’ennesima trovata imbarazzante di un Sindaco despota.
È ormai ufficiale: la ruota panoramica di Genova si trasferisce dal Porto Antico ai Giardini di Brignole. Poco importa se alcuni mesi fa la possibilità di creare spazi-giochi per bambini negli stessi luoghi era stata valutata “in disarmonia con il contesto” ed erano state paventate opposizioni della Soprintendenza. Poco importa se siano tutti contrari a questa soluzione, dai cittadini, ai sindacati AMT, agli stessi autisti. Poco importa se anche Claudio Garbarino, consigliere delegato ai trasporti della Città metropolitana, definisce la decisione “una vera e propria vergogna”.
La Giunta Bucci ha deciso: per un anno la ruota panoramica arricchirà lo skyline dei Giardini di Brignole, perché non c’erano altre soluzioni, pare, perché c’è già un progetto per Piazzale Kennedy, quale?, perché la mancanza di condivisione e di progettualità di questa amministrazione è ormai cosa nota.
Cosa c’è di panoramico? La vergogna.
(📸 GenovaToday)
4 novembre 2011. Dieci anni dopo non dimentichiamo.
Genova, 4 novembre 2021
4 novembre 2011. Dieci anni dopo non dimentichiamo.
Non dimentichiamo chi ha perso la vita, le famiglie delle persone che ci hanno lasciato, chi ha perso la casa, il lavoro, chi ha visto e vissuto con i propri occhi l’alluvione, la tragedia.
Non dimentichiamo gli sforzi fatti e le opere realizzate per mettere in sicurezza il nostro territorio, come lo scolmatore del Fereggiano e del Bisagno.
Ogni giorno continuiamo a lavorare perché nulla di simile accada di nuovo.
A Genova nelle periferie ci si ammala e muore di più

 

Genova, 3 novembre 2021

Genova è una città lacerata dalle disuguaglianze. Il COVID non è stata una livella, ma una forbice che le ha allargate ulteriormente. E nemmeno la morte è uguale per tutti.

È quanto racconta lo studio condotto dall’epidemiologo Valerio Gennaro e da altri ricercatori e pubblicato oggi da la Repubblica Genova.

Nei quartieri di periferia, più poveri e costellati di complessità, si muore più che nei quartieri residenziali e benestanti. A Cornigliano, per esempio, ogni anno muoiono 33 donne e 24 uomini in più rispetto alla media. Ad Albaro, 18 uomini e 13 donne in meno.

Sono dati che raccontano la drammatica situazione della nostra città, che continua a perdere residenti e a vedere crescere le sue disuguaglianze. Cosa fa la Giunta Bucci per ridurle?

Nulla, a parte pseudo-riqualificazioni che prevedono colate di cemento, supermercati e concessioni ai privati. Nessun miglioramento delle condizioni di vita delle persone, del loro benessere immateriale e nessuna prospettiva per il futuro in una città che è sempre più vecchia e rivolta a pochi.

Noi vogliamo una città per tutti. Che non lasci indietro nessuno.

I morti non sono tutti uguali

Genova, 1° novembre 2021

 

4 novembre 2011. Dieci anni dopo non dimentichiamo.
Non dimentichiamo chi ha perso la vita, le famiglie delle persone che ci hanno lasciato, chi ha perso la casa, il lavoro, chi ha visto e vissuto con i propri occhi l’alluvione, la tragedia.
Non dimentichiamo gli sforzi fatti e le opere realizzate per mettere in sicurezza il nostro territorio, come lo scolmatore del Fereggiano e del Bisagno.
Ogni giorno continuiamo a lavorare perché nulla di simile accada di nuovo.
Tranne Genova Vesima

Genova, 31 ottobre 2021

 

#TranneGenovaVesima: il Comune deve impedire speculazioni edilizie e garantire la salvaguardia e il rilancio del territorio.
Cosa succede a Vesima? Il Marchese Giacomo Cattaneo Adorno è proprietario di gran parte della collina di Vesima e ha la ferma intenzione – fece un tentativo vano con la Giunta Vincenzi – di utilizzare quell’area per costruire decine di villette, raccontando la frottola della riqualificazione agricola.
Vesima ha bisogno di altro. Non di cemento che aumenta il già problematico rischio idrogeologico. Non di villette a solo uso e consumo di ricchi privati che cercano la vista mare.
Vesima ha bisogno di servizi essenziali, di gas metano, di acqua potabile, di rete fognaria, di una vera salvaguardia e ripresa del territorio che torni a essere realmente a uso agricolo.
Sosteniamo e firmiamo convintamente la petizione lanciata da La Vesima – Comitato per la salvaguardia del territorio.
Nel 2021 i cittadini abbiano la priorità sui marchesi, l’ancient regime è finito da un pezzo.
In Liguria 30mila anziani rinunciano a curarsi per motivi economici

Genova, 29 ottobre 2021

In Liguria 30mila anziani non riescono ad avere accesso alle cure a causa delle difficoltà economiche in cui versano.
I dati raccolti dallo Spi Cgil Liguria e raccontati ieri a Palazzo Ducale danno un quadro impietoso della Sanità ligure e del tenore di vita dei nostri over 65. Uno su tre ha una pensione lorda inferiore ai 1.000€.
Intervistato, il Sindaco Bucci ha risposto alla questione con la solita narrazione da rivista patinata: le sue priorità per gli anziani genovesi sono l’intrattenimento, la pesca, la fantomatica silver economy.
Nessuna, anzi pochissime parole sulla necessità di ripensare il welfare locale e regionale, di riorganizzare una sanità che deve essere pubblica, capillare e soprattutto curare tutti, senza lasciare nessuno indietro.
Più che l’intrattenimento, per gli over 65 genovesi la priorità dovrebbe essere la salute.
La parità salariale è legge

Genova, 28 ottobre 2021

La parità salariale tra uomo e donna è legge.
Qualche giorno fa è stato approvato all’unanimità anche al Senato il testo unico a firma di Chiara Gribaudo.
Un passo avanti necessario, un atto di civiltà promosso dal Partito Democratico, di cui ognuno di noi deve essere orgoglioso, per un Paese che non lasci nessuno indietro.
I minori dimenticati dalla giunta Bucci

Genova, 26 ottobre 2021

Genova non è una città per giovani e la Giunta Bucci non perde occasione per ricordarcelo.
Già a luglio scorso, il Governo aveva stanziato con il “Fondo Bonetti” una cifra pari a 1 milione di euro destinata a Genova e alla programmazione e organizzazione di centri estivi e attività rivolte a minori.
La Giunta Bucci non l’ha spesa, dimenticandosi dei fondi a disposizione, delle realtà lavorative che avrebbero potuto utilizzarli e dei bambini che, di conseguenza, ne avrebbero giovato dopo due anni di lockdown e restrizioni.
Ieri, solo dopo interpellanza della consigliera Cristina Lodi, l’amministrazione ha pubblicato un bando senza confrontarsi con il Terzo Settore, né altre categorie professionali.
Una risposta tardiva e retroattiva.
La guerra ai poveri della Giunta Bucci continua

Genova, 26 ottobre 2021

Con la fine di ottobre e l’inverno in arrivo si avvicinano i mesi più duri per chi è senzatetto e costretto a vivere in strada. Dalla politica ci aspetteremmo che cercasse di trovare soluzioni adeguate per tutelare le fasce più deboli della popolazione, ma le priorità della Giunta Bucci e della Lega in consiglio comunale sono altre. Quali?
Rimuovere le cabine telefoniche in disuso – definite “punti di degrado e di fetore” utilizzati da “sbandati” – che offrono un improprio riparo a chi non ha casa, né altri luoghi in cui dormire e sopravvivere.
Le azioni vergognose di questa amministrazione non hanno fine. Anziché preoccuparsi di vecchie cabine telefoniche nel nome del fantomatico decoro, la Giunta Bucci dovrebbe preoccuparsi di implementare i servizi sociali di prossimità e di dare tutela alle persone ai margini della società.
Rossiglione Comune tampontax free

Genova, 24 ottobre 2021

Il Comune di Rossiglione è tampontax free: abbiamo azzerato la tassa sui prodotti igienici femminili essenziali.
La manovra dal Governo nella legge di stabilità 2022, che porterà l’IVA sugli assorbenti dal 22 al 10%, è un grande passo avanti, ma non è abbastanza. L’aliquota dev’essere ulteriormente abbassata e parificata ai prodotti di prima necessità, se non addirittura azzerata.
Perché il Comune di Genova non promuove la stessa iniziativa?
In tanti altri comuni d’Italia, per esempio Firenze, le farmacie comunali vendono i prodotti igienici femminili scontati dell’IVA.
È un provvedimento doveroso. Un traguardo di civiltà.
La Giunta Bucci cosa aspetta?

La solidarietà del PD genovese alla CGIL di Sampierdarena, vittima di atti vandalici

La nostra piena solidarietà alle compagne e ai compagni della CGIL di Sampierdarena, la cui sede di via Stennio oggi ha subito atti vandalici per mano dei soliti, vili ignoti.
Un attacco codardo e intimidatorio nei confronti di chi, ogni giorno, rappresenta un presidio costante per la comunità e il quartiere.
Siamo al fianco del sindacato e condanniamo fermamente queste azioni vergognose la cui matrice a noi pare piuttosto chiara.

Sostenibilità ambientale e sviluppo infrastrutturale: il rilancio sostenibile per costruire il futuro

Appuntamento con le Agorà Democratiche sabato 23 ottobre 2021 al Circolo Arci Guglielmetti

Siamo abituati a pensare alle infrastrutture solo quando parliamo di grandi opere legate alla logistica e ai trasporti ma in nessun luogo più che in Liguria è evidente che le infrastrutture sono una grande questione ambientale.

Se parliamo di opere idrauliche e di prevenzione idrogeologica non c’è posto più adatto della Val Bisagno per parlare di infrastrutture da questa prospettiva.

Ed è in Val Bisagno che ne parleremo con l’On. Alessia Rotta, Presidente della Presidente della VIII Commissione Parlamentare Permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.

La Val Bisagno è un territorio che ha vissuto gli eventi più devastanti durante le due alluvioni che hanno colpito Genova e che ora vive in una relativa sicurezza grazie a delle infrastrutture come lo scolmatore del Fereggiano. E grazie a queste infrastrutture può ridisegnare la sua urbanistica e le sue prospettive.

Ma in Val Bisagno si misurano anche i drammatici ritardi del nostro Paese: qui, ad esempio, dopo il tragico crollo del Ponte Morandi, gli abitanti sotto il viadotto che attraversa la Val Bisagno vivono in una condizione di inquietudine dovuta alla caduta di detriti dal viadotto.

Qui dopo decenni non è ancora possibile realizzare un’infrastruttura di trasporto pubblico urbano efficiente.

Qui la questione di un rilancio dell’edilizia pubblica, investendo nelle nuove tecnologie ambientali è un campo di prova decisivo per coniugare crescita e transizione ecologica.

Simone D’Angelo “Le primarie? a Torino e Bologna hanno funzionato”

Intervista al segretario del PD Genova su La Repubblica

Di Matteo Macor

«Possiamo, dobbiamo cogliere un’occasione così grande».
Dice così, Simone D’Angelo, e in questi giorni di dibattito post voto pare volerlo dire ai suoi come a sé stesso. Il neo segretario del Pd genovese in questi giorni è al lavoro sui tanti fronti aperti nel partito, dal post congresso alla (sofferta) nomina della segreteria, in vista del lancio del percorso programmatico che dovrebbe dare il via alla corsa verso Genova 2022. Un orizzonte lontano eppure mai così vicino, irraggiungibile fino a poche settimane fa e ora «tornato contendibile» – è il mantra che si recita a più voci, nel perimetro del centrosinistra – dopo la tornata amministrativa di questo mese e la vittoria simbolo, almeno in Liguria, delle elezioni a Savona.

Solo pochi mesi fa si raccontava di un Pd in crisi di identità, che in Liguria sapeva solo perdere. Che è successo, in così poco tempo?
«Io posso parlare per il contesto locale. A Genova il congresso è stato un fondamentale momento di ripartenza, in termini di dibattito e partecipazione. La stessa che si è ritrovata nelle campagne elettorali, nell’entusiasmo di militanti e volontari. Il lavoro più importante l’hanno fatto loro».

Le stesse campagne elettorali, però, che non sono riuscite a portare al voto i cittadini.
«Sono segnali diversi. Tra i giovani mi pare evidente un ritorno alla piazza, alla voglia di incidere sul proprio futuro, alla partecipazione. Ripenso a tutti i ragazzi che ho visto sabato scorso a San Giovanni, a Roma, a manifestare con la Cgil contro i fascismi di ritorno. Un dato che si scontra con l’ampia fetta di società che si sta disaffezionando alla politica. Il Pd e il centrosinistra devono lavorare per intercettare entrambi».

Lo può fare quel “nuovo Ulivo” di cui si parla?
«Penso che a stagioni nuove debbano corrispondere strumenti nuovi. L’Ulivo ha rappresentato una stagione importantissima, in cui si è riuscito a coniugare la meglio politica con le migliori energie civiche. In termini di perimetro si può ripartire da quel modello, ma non basta. In quella stagione si tentò di coinvolgere il civismo anche per fare quello che i partiti non riuscivano più a fare, e funzionò. Oggi serve altro, serve che gli stessi partiti tornino con forza ad avere la capacità di creare opportunità, progettualità, tornino a fare politica».

Come cambia, la vittoria della sinistra a Savona, il cammino verso le elezioni a Genova?

«A Savona come altrove hanno vinto il centrosinistra, il Pd, e candidature di qualità. Di sicuro permetterà di far lavorare con più ottimismo, ma non ho mai dubitato del fatto che una solida proposta progressista potesse portarci a essere competitivi in alternativa a questa destra. Possiamo farcela, a patto di non ricadere negli errori del passato».

Quali, tra i tanti?
«Questa tornata ci ha detto che il nostro elettorato è un passo avanti a noi, nella definizione del campo alternativo che dobbiamo rappresentare. Le persone vogliono contenuti e persone credibili a rappresentarli, non esercizi di politicismo. Questo è il momento di lavorare con umiltà, generosità e credibilità. Senza ragionamenti di parte, ma con una visione di futuro. Si è arrivati fin qui dopo il congresso e il grande lavoro della Festa dell’Unità, le agorà dei prossimi giorni ci aiuteranno a mettere su programma un’idea condivisa di città».

Quando definirete, però, schemi e candidato anti Bucci?
«Stiamo lavorando per una città che sogniamo giusta, solidale ed europea, proprio come il titolo della conferenza programmatica che faremo a novembre per avviare la corsa verso le amministrative. Chi lancia adesso il totonomi non aiuta di certo la costruzione di qualcosa di credibile. Eccolo l’errore del passato da evitare».

Serviranno le primarie, per la scelta del candidato?
«Dobbiamo capire se sia lo strumento più utile, di sicuro non devono fare paura per quello che hanno rappresentato in passato. A questo giro, a Torino, o Bologna, le primarie sono state importanti per legittimare e rafforzare i candidati che hanno vinto».

Ci sarà spazio per tutti, da Conte a Calenda, da Paita a Sansa, nella coalizione progressista in campo l’anno prossimo?
«Queste elezioni ci hanno detto che funzionano non le coalizioni più ampie, ma quelle più coerenti. Ci hanno già detto tutto gli elettori: il perimetro è solido, il tema non è più con chi stare, ma cosa porta e cosa vuole fare chi si vuole alleare o far parte del centrosinistra».

PD: Genova merita un accordo che la risarcisca davvero. No all'accordo beffa che ripristina i pedaggi.
Genova, 19 ottobre 2021
Dal 1 gennaio 2021 tornano i pedaggi sull’A10: è questo il frutto dell’accordo deludente che il Comune ha raggiunto con Autostrade.
Senza averne condiviso il contenuto con la città, con i familiari delle vittime, con i Municipi e i comitati della Val Polcevera, il Comune ha deciso di mettere fine a ogni pretesa di risarcimento per il crollo del Ponte Morandi.
Così ritornano i pedaggi sul tratto genovese dell’A10. Nonostante l’anno scorso Autostrade si fosse impegnata a garantirne la gratuità fino alla fine del 2031: la riduzione della durata la pagheranno i genovesi, tra i 13 e 15 milioni all’anno.
Inoltre non ci è stata data alcuna garanzia di pedaggio gratuito nei due tunnel subportuale e della Fontanabuona, che Autostrade si impegna realizzare spendendo 930 milioni. Chi costruirà le due opere? Con ogni probabilità la stessa Autostrade, che non avrà alcun interesse a contenere i costi.
Un accordo-beffa, inserito di nascosto nell’ordine del giorno del consiglio di ieri, con la documentazione messa a disposizione solo a tarda sera.
Genova merita di meglio. Merita una classe politica migliore, trasparenza e condivisione delle decisioni e soprattutto un’idea di città che possa darle un futuro.